Patina “Torbato” by Dandy Shoe Care for our customer from Edinburgh: Mr.E.G.G.
seen from Türkiye
seen from Germany

seen from Philippines
seen from Germany
seen from Malaysia
seen from Hong Kong SAR China

seen from Sweden

seen from Bulgaria

seen from United Arab Emirates
seen from Australia
seen from United States

seen from Uzbekistan
seen from China

seen from United Arab Emirates
seen from United States

seen from Netherlands
seen from Italy

seen from Tajikistan

seen from Netherlands
seen from Japan
Patina “Torbato” by Dandy Shoe Care for our customer from Edinburgh: Mr.E.G.G.
Before and after.
Patina “Torbato” by Dandy Shoe Care for our customer from Edinburgh: Mr.E.G.G.
🏆 #forzaitalia siamo #campionideuropa ! 🏆 Tutti a festeggiare la grande vittoria degli Azzurri agli #europei !! 🍾🍾🍾 Per farlo mi voglio regalare un bel brindisi con uno spumante tutto italiano: 🥂 Alghero Torbato Spumante Doc Brut di @sellaemosca ! 🍇 Proviene da un curiosissimo vitigno #autoctonoitaliano , il #torbato , coltivato in pochissimi ettari della Sardegna settentrionale. 🔎 In particolare è stato impiantato nella zona di Alghero, dove è arrivato importato dalla Spagna durante la dominazione catalana, tanto da essere conosciuto anche come Vitis iberica e con i nomi dialettali di Uva catalana o Turbat. Di questo Terroir ha apprezzato i terreni calcarei e il clima caldo e asciutto, dove riesce a esprimersi nella sua spiccata acidità. 🍾 Per questa ragione è particolarmente vocato alla spumantizzazione e rappresenta per la cantina #sellaemosca un prodotto storico e ormai iconico in questa versione #charmat che punta su note di frutta croccante a polpa bianca, pompelmo rosa e fiori di arancio. Un sorso piacevole, equilibrato, fresco e vibrante. ❓ E voi come avete festeggiato la vittoria della nazionale? ———————————————— #followmywinepassion #vinotv #chiaragiannotti #vinoitaliano #winetime #italianwine #winelover #sommelier #winetasting #tasting #feedyoursoull #winestagram #sardegna #spumante #brindare #vittoria https://www.instagram.com/p/CROQC3bLk7F/?utm_medium=tumblr
#CaffeDesiderio la #TagliataDiManzo al #Profumo di #ScotchWhisky #Torbato #Ardberg10Y e #Funghi #Shitake... #IlNostroPuntoDiVista #Luglio2019 . . . . #PornFood #FoodPorn #TuscanyFood #FlorenceFood #FirenzeATavola #CiboSano #SoloCoseBuone #Settignano #PornWine #VinoBuono #Spumante #MetodoClassico #Bollicine (presso caffe desiderio) https://www.instagram.com/p/Bzymnl4CEw3/?igshid=cug3o7y95i82
Sardegna, il grande patrimonio di vitigni autoctoni a bacca bianca
Se parliamo di vini sardi è inevitabile nominare subito il Cannonau e il Vermentino. Ma siamo sicuri che due soli vini siano in grado di rappresentare tutta la Sardegna? In realtà sono molti i vitigni autoctoni presenti sull’isola e sempre più spesso vinificati e valorizzati in purezza.
Proprio la sua connotazione geografica, ha consentito la conservazione di una ricchissima e rara biodiversità ambientale, anche nel campo delle varietà di vitis vinifera, che è presente in Sardegna da tempi antichissimi. Per solito si fa risalire l’inizio della storia della coltivazione della vite in Sardegna ai primi contatti con le popolazioni di Fenici, Cartaginesi e Greci ma recenti coperte hanno cambiato la prospettiva. Durante gli scavi nel sito archeologico di Sa Osa, nei pressi di Cabras, un’equipe di ricercatori del Centro Conservazione Biodiversità dell'Università di Cagliari, ha trovato dei vinaccioli databili all’epoca della civiltà nuragica (1.200 a.C.). Una scoperta molto importante dal punto di vista della storia dell’ampelografia, che testimonia come la viticoltura sia un fenomeno indigeno delle popolazioni Nuragiche.
Il patrimonio di vitigni autoctoni è talmente ampio e variegato, che divideremo il nostro viaggio in due capitoli, uno dedicato ai vitigni a bacca bianca e uno a quelli a bacca rossa.
Solo per restare nel campo delle uve bianche, pur tralasciando le varietà minori come avesiniadu, granazza, retagliado, albaranzueli bianco, che difficilmente si trovano vinificate in purezza, oltre del vermentino ci occuperemo di nuragus, nasco, torbato, semidano, vernaccia di oristano, malvasia di Bosa e moscato di Cagliari e Sorso Sennori.
Vermentino: Il vermentino rappresenta il vitigno a bacca bianca più famoso in assoluto della Sardegna. In Italia è diffuso anche nella zona di levante della Liguria e sulla costa toscana. Pare sia originario della Spagna e si sia diffuso nel sud della Francia e poi in Corsica per arrivare infine in Sardegna, dove ha trovato le migliori condizioni per esprimersi sui terreni originati dal progressivo disfacimento d’antiche formazioni rocciose granitiche della Gallura. E’ un vitigno che ama il clima caldo e ventoso, presenta un buon vigore e produce grappoli grandi, con acini grossi, dalla buccia spessa. Il vino ha un colore giallo chiaro piuttosto intenso, con riflessi dorati. Al naso esprime aromi di macchia mediterranea, erbe officinali e frutta a polpa bianca. Al palato è armonioso, caldo, avvolgente di buon corpo, con acidità equilibrata e piacevole sensazione sapido minerale.
Nuragus: Si tratta di uno dei vitigni a bacca bianca più diffusi in Sardegna, soprattutto nelle zona di Cagliari del Campidano e di Oristano, ma le sue origini sono piuttosto misteriose. Se ne ipotizza l’origine fenicia, risalente al tempo dei primi insediamenti di Nora, vicino a Cagliari, ma le prime testimonianze certe risalgono al ‘700. La sua ampia diffusione è dovuta alla sua naturale vigoria e resistenza, all’adattabilità a molti tipi di terreni, sempre con produzioni abbondanti. Ha un ciclo vegetativo piuttosto lungo, con maturazione decisamente tardiva. Il vino ha un colore giallo paglierino. Al naso ha un bouquet con profumi floreali, note agrumate e di frutta bianca. Al palato esprime un fresco aroma fruttato.
Nasco: Il nasco è un vitigno poco conosciuto, ma molto interessante per la raffinata finezza dei suoi vini. Il suo nome deriva dal termine latino “muscus” che significa muschio, il profumo caratteristico che esprime il bouquet del vino, soprattutto dopo un buon periodo d’affinamento in bottiglia. La sua coltivazione, secondo l’antico sistema ad alberello, è concentrata nell’area del Cagliaritano. Viene vinificato anche in versione secca, ma tradizionalmente è prodotto in versione passito e liquoroso, per esaltare i suoi aromi suadenti ed eleganti di frutta candita, datteri, muschio ed erbe aromatiche.
Torbato: Il vitigno torbato sembra appartenere alla grande famiglia delle malvasie, che si sono diffuse nel bacino del mediterraneo sulle rotte delle navi greche, provenienti dall’Egeo. In Sardegna, è stato introdotto durante la dominazione Catalana. Ancora oggi è conosciuto come uva catalana e coltivato quasi esclusivamente nella zona di Alghero, su suoli di matrice calcareo-argillosa. La superficie complessiva delle vigne non spera i cento ettari. E’ un vitigno molto delicato e difficile da coltivare, tanto d’aver rischiato la completa estinzione. Viene utilizzato sia per produrre spumanti, sia in versione ferma. Il suo bouquet è molto interessante, con note iodate, cenni minerali, aromi di frutta bianca e buona freschezza.
Semidano: Il semidano è un vitigno antichissimo, molto probabilmente è arrivato in Sardegna grazie ai Fenici, che nel corso del VIII secolo a.C. hanno fondato i primi scali commerciali a Karalis e Nora nella zona sud dell’isola. In passato era abbastanza diffuso in tutto il territorio del Campidano, ma dopo la decimazione delle vigne causata dalla fillossera, il semidano è quasi scomparso. Oggi è coltivato nell’area di Mogoro nell’oristanese, sulle colline in prossimità del mare, caratterizzate da suoli calcareo-sabbiosi. Si tratta di un vitigno piuttosto incostante, difficile da coltivare, ma da cui si ricavano vini di notevole qualità. Il vino ha un colore giallo paglierino. Il profilo olfattivo è molto fine, con profumi floreali, note di macchia mediterranea ed erbe aromatiche. Il gusto è delicato, fresco con una piacevole chiusura sapida. Perfetto per accompagnare un menù di mare, si esalta con i crostacei e in particolare con l’aragosta.
Vernaccia di Oristano: La vernaccia di Oristano è uno dei vini più affascinanti per personalità e carattere, davvero unici e inimitabili. Molto probabilmente, il vitigno è arrivato a Tharros al seguito delle prime navi dei Fenici. Nel corso dei secoli ha trovato la sua terra d’elezione sui suoli sabbiosi della penisola del Sinis, in prossimità del mare. Oggi ne sopravvivono solo pochi centinai di ettari, un piccolo tesoro da conservare per preservare la sopravvivenza di una di quelle piccole eccellenze, che fanno grande il nostro Paese. Tradizionalmente è coltivato ad alberello, con alta densità d’impianto e rese basse. La vernaccia è vendemmiata a fine settembre, inizio d’ottobre e dopo la vinificazione comincia il lungo affinamento. Il vino matura per diversi anni in piccoli caratelli scolmi, in modo che si formi sulla superficie del vino la “flor”, che contribuisce a creare il suo bouquet complesso. Per le Riserve, viene utilizzato il metodo Solera, tipico dei vini di Jerez, che permette d’acquisire una profondità aromatica di straordinaria intensità e persistenza. Il suo colore varia dalle diverse tonalità d’ambra, a seconda del periodo d’invecchiamento. Il bouquet esprime un aroma intenso con sentori fichi secchi, datteri, frutta secca, note tostate e miele di castagno.
Malvasia di Bosa: La malvasia di Bosa fa parte della numerosa e variegata famiglia delle malvasie, più o meno aromatiche, presenti in molti paesi del bacino del Mediterraneo. Probabilmente è giunta in Planargia al seguito delle navi greche che solcavano fin dall’antichità le rotte del Mare Nostrum. Ancora oggi trova la sua terra d’elezione nella zona di Bosa, dove è coltivata su un’estensione complessiva di circa 200 ettari, sui rilievi collinari delle valli che scendono verso il mare, su suoli calcarei ricchi di scheletro e affioramenti di roccia madre. La malvasia coltivata a Bosa è tra le varietà mediamente aromatiche. Ma la sua particolarità risiede soprattutto nel metodo di produzione. Viene, infatti, invecchiata in botti scolme, che permettono la formazione sulla superficie del vino della “flor”, un velo di lieviti che contribuisce a evitare un’ossidazione troppo spinta, cedendo aromi di grande complessità. Il vino assume un colore giallo oro, con riflessi ambrati. Il bouquet esprime aromi morbidi e vellutati con note di frutta candita, mandorle tostate, frutta secca e miele. Un vino di grande fascino e storia, purtroppo con una produzione sempre più limitata, ma di estrema qualità.
Moscato: In Sardegna sono presenti alcune varietà di uva moscato, riconducibili al vitigno moscato bianco. Il moscato è coltivato soprattutto nella zona di Cagliari e dei comuni di Sorso e Sennori, nel golfo dell’Asinara, in provincia di Sassari e vinificato generalmente per ottenere vini da dessert. Il moscato rappresenta, l’uva aromatica più presente in Europa, pur con diversità tipiche di ogni singola zona. In Italia ne sono presenti infinite varietà che prendono il nome dalla zona di produzione: Canelli, Trani, Noto, Siracusa, Asti ecc. E’ un’uva di provenienza greca, molto probabilmente originaria dell’isola di Samos, dove ancora oggi è coltivato per produrre vini dolci di grande pregio. Il vino prodotto con uve moscato ha un aroma suadente, floreale e fruttato con note di muschio e fiori d’arancio.
Das größte private Weingut in ganz Italien: Weingut Sella & Mosca auf Sardinien
Weinkritiker und Industrie-Insider bewerten das Weingut Sella e Mosca als eines der wichtigsten in ganz Italien. Sella e Mosca Weine werden auf dem I Piani Anwesen in Sardinien angebaut, das größte private Weingut in ganz Italien. Auch die Winzerei selbst zählt zu den beeindruckendsten des Landes. Das 650 Hektar große Weingut befindet sich im Nordwesten von Sardinien, direkt in der Nähe des historischen Hafens von Alghero. Von den 650 Hektar sind fast 500 mit Rebstöcken bepflanzt. Somit zählt das Weingut zu den größten in ganz Europa.
Das Weingut Sella e Mosca wurde von Eriminio Sella und Edgardo Mosca gegründet, zwei Unternehmern aus Piemont und konnte 1999 sein hundertjähriges Bestehen feiern. Indem sie eines der wichtigsten und innovativsten Weingüter in Sardinien gründeten, legten sie gleichzeitig die Meßlatte für den Standard sardinischer Weine hoch an. So gesehen haben die beiden Herren einiges für den Qualitätslevel heutiger Weine aus Sardinien getan. Inzwischen gehört das Weingut zur Campari Gruppe. Als der größte und prestigeträchtigste Weinproduzent von Sardinien ist das Weingut besonders für seine Premium-Weine bekannt, die ausschließlich aus eigenen Reben gekeltert werden. Neben einheimischen Rebsorten wie dem Vermentino, dem Torbato und dem Cannonau hat Sella e Mosca auch erfolgreich internationale Rebsorten wie den Cabernet Sauvignon etablieren können.
Die Winzerei ist von malerischen Gärten und Oleanderbäumen umgeben. Besucher können hier in verschiedenen Räumlichkeiten die Sella e Mosca Weine genießen, die hauseigene Enoteca besuchen oder sich eine faszinierende Ausstellung archäologischer Funde anschauen. Die Ausstellung besteht aus Kopien von archäologischen Fundstücken, die allesamt auf dem Gelände der Winzerei gefunden wurden und deren Originale inzwischen in verschiedenen Museen ausgestellt werden. Kein Wunder also, dass es jedes Jahr - besonders im Sommer - zahlreiche Besucher aus ganz Europa in das Weingut Sella e Mosca zieht, um sich selber einen Eindruck vom spektakulären Anwesen zu machen. Auch das Weinlager und den Weinkeller des Weinguts können sich interessierte Besucher im Rahmen einer geführten Tour ansehen.
In der jüngeren Vergangenheit konnte sich der hervorragende Ruf der Sella e Mosca Weine weit über die Grenzen von Italien verbreiten, so dass inzwischen auch der amerikanische Markt auf das Weingut aufmerksam geworden ist. Die besten Sella e Mosca Weine werden für mehrere Monate in Barriquefässern gereift, die aus kanadischem Holz gefertigt sind.
Der Flaggschiff-Wein von Sella e Mosca ist der Marchese di Villamarina, ein schmackhafter, reiner Cabernet Sauvignon. Der Terre Rare stammt aus der südwestlichen Appellation Sulcis und ist ein rustikaler, mineralreicher Rotwein mit Aromen von Pflaumen, Brombeeren und Pfirsichen. Die gehaltvolle Frucht wird sehr angenehm durch die Mineralnoten und die erfrischende Säure dieses Weines ausbalanciert.
Ein weiteres Highlight unter den Sella e Mosca Weinen ist der Terre Bianche, der einzige sortenreine Torbato in der ganzen Welt. Dieser Wein ist ein echtes Original und hebt sich durch seinen individuellen Charakter deutlich von der Konkurrenz ab. Seinen Namen hat er von der weißen, kreidigen Erde von den Sella e Mosca Lagen in Alghero, in denen die Rebstöcke ihre Wurzeln austreiben. Ein heller Weißwein mit intensiven Zitrusnoten und exotischen Ananasaromen. Mit seiner wachsigen Textur passt der Terre Bianche hervorragend zu traditionellen sardinischen Fischgerichten.