Negli ultimi mesi mi sto rendendo conto di una cosa che non pensavo avrei provato così presto: la sensazione che il corpo inizi a cambiare prima della mente. Ho sempre pensato che i primi veri segni dell’età arrivassero molto più avanti… invece sembra che, dopo i 25 anni, qualcosa si muova piano e silenzioso. Una crepa alla volta. A trent’anni mi ritrovo già con piccoli problemi che non sono gravi, però che mi mangiano energie e lucidità. All’improvviso il corpo diventa qualcosa da monitorare: cosa mangio, quanto mi muovo, se ingrasso, se dimagrisco, se prendo l’integratore giusto e soprattutto ricordarmi di prendere ciò che il medico mi ha prescritto. È una continua attenzione, un continuo “correggere”. E la verità è che a volte vorrei solo essere felice senza doverci pensare. Senza sentirmi in dovere di mantenere ogni cosa sotto controllo.
E quando ti guardi allo specchio e non riconosci più quello che vedi, è difficile non sentirsi anche brutta, pesante, sbagliata. Sto facendo tutto quello che devo fare: analisi, visite, cure, integratori, cambi di routine… eppure non mi sembra abbastanza. E il senso di impotenza è una delle cose più difficili da gestire. Forse sto scrivendo questo perché è l’unico modo che ho per mettere ordine nella testa. Per ricordarmi che non sono l’unica, che non sono sbagliata, che questi momenti capitano. Che il corpo cambia, ma non significa che io valga di meno. È una transizione. E che, anche se ora mi sento stanca e fragile, ci sarà un momento in cui tornerò a riconoscermi. Spero che questo periodo passi. Spero di tornare a guardarmi senza giudicarmi. Spero di sentirmi di nuovo bella, nel mio modo, senza doverci lottare ogni giorno. E nel frattempo… scrivo. Perché a volte scrivere è l’unico modo per restare in piedi...












