“Se dovessi scegliere tra respirare e amarti, io userei il mio ultimo respiro per dirti ti amo.”
— DeAnna Anderson

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“Se dovessi scegliere tra respirare e amarti, io userei il mio ultimo respiro per dirti ti amo.”
— DeAnna Anderson
Vorrei rubare i sogni a chi è felice e metterteli dentro la testa.
Te amo... Y te amaré hasta que tome el último respiro en esta tierra.
Perdida-dentro-de-mi
Tornerai indietro. Farai tutto ciò che è in tuo potere per salvarla. E alla fine, la notte del 23 maggio... morirà tra le tue braccia. E il momento in cui esalerà il suo ultimo respiro... sembrerà durare un'eternità. E ti distruggerà.
Sei così bella e così sola con tutta questa gente intorno che tutta questa solitudine brilla ancor di più. Perchè tu sei qualcosa di diverso dal resto. E per qualcosa di diverso dal resto si offre l'ultima Marlboro e l'ultimo respiro. E dimmi se anche tu non vorresti questo. Avere un posto nella vita di qualcuno dove sei imbattibile.
Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Ci saranno cose dalle quali non guarirò mai. Come la gelosia che mi ha reso prigioniero di quell’amore che volevo trattenere a tutti i costi, anche quando sapevo che lasciarti andare era l’unica scelta possibile per entrambi.
Amarti significava stringerti, ma lasciarti andare significava perdere una parte di me.
Ci saranno cose dalle quali non guarirò mai. Come il vuoto che hai lasciato quando te ne sei andata, portando con te qualcosa di me che non tornerà mai più.
Ci saranno cose dalle quali non guarirò mai, ma forse è proprio questo il senso di certi amori: ci trasformano per sempre, nonostante decidiamo di lasciarli andare.
Forse quella gelosia, era solo un riflesso di quanto ti ho amato. E se un giorno guarissi davvero, forse significherebbe che ti ho dimenticato. E questo, no, non potrei mai sopportarlo.
Siamo nati nell'acqua.. il mondo ovattato e leggero.
Caldo e soffice a ritmo di un battito.
Ne siamo stati strappati quando pensavamo fosse la fine.
Prosciugati, schiacciati, espulsi, circondati da sofferenza, colmi di paura.
In un attimo tutto era pesante, i muscoli abituati a galleggiare non erano pronti. esisteva il caldo e il freddo, gli odori e suoni troppo forti, il dolore.
Quel battito, invece, che ci aveva a lungo accompagnato, non c'era più.
La nostra sopravvivenza si basa improvvisamente su ciò che impariamo, Sperando che nel frattempo qualcuno possa fare qualcosa per noi.
In quel mondo improvvisamente ampio siamo fragili, deboli, abbiamo nuove sensazioni sgradevoli, siamo disperati. Capiamo un pianto dopo l'altro di poter dipendere solo da noi, il mondo non è coerente, presente, sicuro, affidabile.
Poi, lentamente, ci rinforziamo. Tanto da stare sulle nostre gambe (quasi sempre), impariamo a fare naturalmente parte del mondo riempiendoci non più di acqua (che continueremo a cercare) ma di parole, modi, informazioni.
Nuotavamo in una boccia col nostro piscio e improvvisamente l oceano, che contiene tutti, è lì.
Quella casa salvifica a cui tornare, quella che milioni spesi per chirurgie ringiovanenti non hanno mai capito, quella culla che periodicamente ci vede tornare. fino a quando ne spariremo dentro. Come una coperta ricca di vita che ci dondola nel riposo.
Se uccidiamo l acqua uccidiamo noi.
Se uccidiamo l'uomo selvaggio uccidiamo noi.
Passiamo una vita ad apprendere cose che nel tempo ci verranno portate via, non sapremo più muoverci, afferrare, parlare, camminare da soli. Avremo bisogno di nuovo di qualcuno, anche per andare in bagno, per essere imboccati.
È frustrante, una vita a cercare di essere indipendenti e poi quando capiamo quanto le relazioni siano fragili eccoci li, a implorare presenza e affetto con uno sguardo. A chiedere che qualcuno non ci lasci soli.
Dunque, lasciate almeno l'ultimo conforto:
che ad attenderci ci sia l'acqua.
Con il volo leggero che tanto ci manca.
Es momento de tomarme una vacación mental.
Por mi bien.