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Leck Eier
Ogni volta che entro in quella casa ho l'istinto di cercarti.
Riflettendo sulle modalità dei parchi divertimento e le abbondanti simbologie che li collegano in tutto il mondo, ho notato quante giostre sono progettate per fare paura, ovvero per fare in modo di liberare (e prendere) quella carica energetica.
Recentemente sono entrata in un parco e dovunque mi girassi c'erano modalità e attrazioni progettate per scuotere quella risposta emotiva; in molti casi presumo anche una momentanea perdita di coscienza (vedi le giostre più estreme).
Gli urli sono fondamentali. Lo hanno detto attraverso Monsters & Co. e hanno costruito imperi colorati per farlo apparire come un gioco.
È la tua paura che vogliono e te la tirano fuori in qualsiasi modo.
A volte lo chiamano virus, altre divertimento.
L'importante è la raccolta.
Potresti uccidere qualcuno con tutti quegli urli soffocati che non hai osato liberare
Fiorella Sangaletti - Bitchbutstillcute
"Chi non ti vuole sentire, non ti sente nemmeno se urli, chi ti vuole capire, ti capisce, anche se non parli..."
- LaLupaBianca
Bonica and The Fairie Rose. Perfectly pink🌸 . . . 🌸 . . . #bonica #thefairyrose #flowerbower #urli #stonehouseartifacts (at StoneHouse Artifacts) https://www.instagram.com/p/BzVrAtXlWVu/?igshid=akommninzbrt
Troppo stanca per amare questa grandissima stronza che è la vita
E dopo neppure un mese di prova, anche questo tentativo posso metterlo ufficialmente nella lunga lista dei trattamenti a cui evidentemente sono refrattaria, a cui il mio corpo non vuole rispondere come dovrebbe.
Una parte di me ci credeva, o meglio ci sparava fosse la volta buona, la svolta che rendesse la mia vita meno complicata di quanto già non lo sia di suo; ma a quanto pare era solamente una vana speranza, un tentativo di fuga senza alcuna via d’uscita. Non sono delusa, sono semplicemente stanca di ripetermi costantemente che andrà tutto bene, quando evidentemente non è così.
Stanca di sorridere e di nascondere le lacrime di rabbia, stanca di dover organizzare ogni singolo secondo della mia giornata in base ad una vescica che tanto fa ugualmente come crede. Stanca di dover pensare a tutte le evenienze e di non riuscire a godermi l’attimo. Stanca di sentire il peso di un’età in cui in teoria dovrei essere solo felice e spensierata.
Sono stanca di mostrarmi forte e ancor più di sentirmelo ripetere ogni giorno quando, cacciando via le lacrime, sfoggio uno di quei miei sorrisi di copertina, che inizio seriamente a detestare con ogni singola cellula difettosa del mio corpo.
Vorrei solo urlare alla vita quant’è STRONZA, quant’è ingiusta; anziché continuare a guardarmi allo specchio nel vano tentativo di far sembrare reale una gioia che il mio volto non riesce più a mostrare, forse proprio perché io stessa non sento più appartenermi.