Di psicologia e genitorialità
Amica stra-storica, 33enne psicoterapeuta per SerT e SerD, sposata con un 47enne con 2 bambine di 4 e 1 anno. Pranzo a casa dei suoi. Il marito era fuori per lavoro. La più grande continua a giocare nonostante la nonna le abbia messo già il piatto in tavola. La mamma (con in braccio la più piccola), con il tono pacato e fastidiosamente accomodante quasi da topolino che si sta rivolgendo ad una tigre, dice alla più grande: "Tesoro, vorresti venire a tavola? Il pranzo è un momento importantissimo della giornata, come mai oggi sembra non essere tra i tuoi programmi?" La nonna e il nonno provano ad intervenire più volte, ma la mamma (loro figlia) glielo impedisce. "E' sbagliato forzarla, bisogna aspettare che agisca autonomamente dopo aver appreso l'importanza del messaggio. Parlarle con voce calma e serena le fa arrivare un segnale di invito che il cervello elabora con minore stress, in seguito". La bambina continua a giocare, fino a che si siede a tavola quando ormai il suo piatto di pasta e ceci è congelato. Bambina: "Nonna, questa pasta e ceci sembra colla, non mi piace!" La nonna: "Ma sta a tavola da mezz'ora, che cosa ti aspettavi?" La mamma: "Amore, da cosa dipende questo tuo tono scortese verso la nonna? Ha fatto qualcosa che ti ha irritato? Come mai ti sei posta in maniera così infastidita e non in maniera gentile, come di solito sai fare?" La bambina: "La pasta e ceci non la voglio oggi!" La mamma: "Capisco, tesoro. Vorresti provare un po' di questa pasta al forno?" La bambina: "Non mi piace, puzza!" La nonna: "Non puzza, la stiamo mangiando tutti ed è buonissima!" La mamma: "Amore, perché parli così alla nonna? Non pensi che sia sbagliato rivolgerti così alle persone?" La bambina: "No". La mamma: "Dai, proviamo a tornare sereni, non c'è bisogno di incupirsi così. Cosa ne pensi se tu chiedessi scusa alla nonna per le tue parole poco opportune?" La bambina: "Non mi va". La mamma: "Come mai non ti va di chiedere scusa alla nonna?" La bambina si alza e torna a giocare. La nonna le chiede di mangiare qualcosa prima di tornare a giocare, ma la mamma la ferma: "Se la forziamo potrebbe associare al pasto un momento di costrizione e frustrazione, meglio aspettare che abbia fame più tardi". Io assistevo a tutto questo e pensavo tre cose: 1) E la gente mi chiede se intendo sposarmi/avere figli. 2) E la gente si chiede perché il mondo sta messo male. 3) E la gente continua a sposarsi e fare figli. Post-scriptum: ero andato dalla mia amica su suo invito perché da quando ha le figlie non riusciamo più a raccontarci le nostre vite perché ogni audio è interrotto da cose da fare per loro, e ogni messaggio di testo trova riposta dopo giorni/settimane. Naturalmente sono stato lì con loro dalle 11 alle 17:30, e io e la mia amica abbiamo parlato di cose nostre per tipo 15 minuti dopo il pranzo, mentre la piccola dormiva e la più grande guardava i cartoni.



















