Una storia da bere e una storia da mangiare.
Quella da bere ha ancora come protagonista il nostro Andrea di Auletta. Uno dei suoi racconti è di quando da ragazzo aveva fatto bere una fiasca di vino al suo maiale. Per quindici giorni il maiale è rimasto rintronato, muoveva la testa così e cosà, finché il padre, Francesco, non l’ha portato dal veterinario. Il quale ha risposto, Francè, questo maiale è ubriaco! Decine di anni dopo, Andrea non ha comunque perso la gentilezza di offrire il suo vino ad ogni essere vivente.
Quella da mangiare è sconsigliata ai vegetariani. C’è un’azienda agricola sui monti dietro Montesano che ci ha conquistati. È una tenuta a mille metri d’altezza, che domina una verde vallata, che sembra una versione in piccolo del Vallo di Diano. Antonio ci ha mostrato l’allevamento dei maiali, le stalle, il laboratorio, gli alimenti e i metodi di lavorazione. Suo padre ci ha offerto il calore dell’accoglienza, salsicce grigliate e altri ottimi prodotti artigianali, scambi di chiacchiere e esperienze di vita. Davvero i nostri lavori inscatolati davanti a un monitor ci sono sembrati così arretrati. Una visita inaspettata, un pomeriggio luminoso, che ci ha fatto guardare molto più in là rispetto al supermercato che abbiamo sotto casa.
Insomma tornati a Torino stiamo organizzando, se ci mettiamo in 5 o 6, di “comprare un maiale”. Pensavamo di farci mandare ogni mese le carni, che ci arriverebbero in ventiquattr’ore, ogni volta di differenti varietà. E magari un weekend, invece di aspettare le carni a casa, tornare nel Vallo a mangiare direttamente lì, ottima scusa anche per ritrovare gli amici di Vallo a Conoscere. È una bella idea, e la scrivo qui apposta, perché adesso dobbiamo trovare qualche amico con cui condividere gli ordini, e non lasciare che il passare dei giorni riduca tutto al ricordo di una bella scampagnata. Se no siamo punto a capo, davanti ai cestoni del supermercato.