Abbiamo Intercettato una "Super-Civiltà"
Un recente studio del telescopio CHIME raddoppia il numero di Fast Radio Burst ripetitivi conosciuti. E se non fossero stelle che esplodono, ma i motori di un’autostrada galattica?
Nello spazio profondo, qualcosa sta "urlando". Non una volta sola, come l'ultimo grido di una stella che muore, ma ripetutamente. Con costanza. Come un faro che spazza il buio dell'oceano, o forse, come un segnale che cerca una risposta.
Una recente pubblicazione scientifica, apparsa sugli archivi della Cornell University e firmata dalla collaborazione CHIME/FRB, ha scosso la comunità astronomica annunciando la scoperta di 25 nuove sorgenti di Fast Radio Burst (FRB) ripetitivi. Fino a ieri, questi fenomeni erano per lo più considerati eventi singoli e catastrofici. Oggi, con questo nuovo catalogo, la prospettiva cambia radicalmente, riaprendo una porta che la scienza tende a tenere socchiusa con estrema cautela: quella delle tecnofirme extraterrestri.
La Prova della Sopravvivenza
Per anni, gli astronomi hanno captato lampi radio ultra-veloci provenienti da miliardi di anni luce di distanza. La teoria dominante era semplice: due stelle di neutroni si scontrano, o una stella collassa in un buco nero. Boom. Un lampo immane, e poi il silenzio eterno. La sorgente è distrutta.
Ma i dati presentati dal telescopio canadese CHIME raccontano una storia diversa. Queste 25 nuove sorgenti non sono morte. Continuano a trasmettere. Hanno "sopravvissuto" al loro stesso segnale. Questo semplice fatto è il carburante principale per l'ipotesi più affascinante e controversa: l'origine artificiale.
Se un segnale si ripete, implica un macchinario (naturale o artificiale) che opera ciclicamente. Se guardiamo questi dati con gli occhi della speculazione scientifica, non vediamo esplosioni caotiche, ma un'operatività.
L'Ipotesi delle Vele Solari
Perché una civiltà dovrebbe inviare segnali radio così potenti da essere sentiti attraverso l'universo? È uno spreco di energia colossale per una semplice telefonata. Ma c'è una teoria, sostenuta in passato anche da fisici di Harvard, che trova in questi nuovi dati un terreno fertile: la propulsione.
Immaginiamo una civiltà di "Tipo II" o "III", capace di sfruttare l'energia della propria stella o della propria galassia. Non userebbero razzi chimici per viaggiare. Potrebbero usare gigantesche vele solari, spinte non dal vento, ma da fasci di energia mirati (laser o microonde) di potenza inaudita.
Secondo questa interpretazione, i 25 "ripetitori" scoperti da CHIME non sarebbero messaggi per noi. Sarebbero il "leakage", la dispersione di energia di questi fasci propulsivi che, occasionalmente, intersecano la Terra mentre spingono vascelli cargo interstellari attraverso la loro galassia. La regolarità complessa osservata nello studio non sarebbe rumore, ma la firma ingegneristica del fascio di energia.
Il Ritorno alla Realtà
Tuttavia, come ogni buon investigatore del cosmo, dobbiamo guardare anche l'altra faccia della medaglia. Lo studio CHIME/FRB Discovery of 25 Repeating Fast Radio Burst Sources è rigoroso e, nelle sue conclusioni, non parla di alieni.
I dati indicano che queste sorgenti hanno una "Measure of Dispersion" (misura di dispersione) elevata, confermando che provengono da distanze cosmologiche estreme, ben oltre la nostra Via Lattea. L'energia necessaria per produrre un singolo lampo di pochi millisecondi è paragonabile a quella che il nostro Sole produce in giorni, se non mesi.
La spiegazione più probabile, secondo gli autori e la maggior parte della comunità astrofisica, rimane legata alle Magnetar: stelle di neutroni con campi magnetici così potenti da deformare la realtà atomica. I lampi ripetuti sarebbero "terremoti stellari" sulla crosta di questi oggetti o brillamenti magnetici estremi.
Inoltre, lo studio suggerisce un dettaglio che potrebbe smontare l'unicità dei ripetitori: forse tutti gli FRB si ripetono, ma i nostri telescopi non sono ancora abbastanza sensibili o pazienti per vederli tutti. Se così fosse, l'evento diventerebbe una caratteristica universale della vita delle stelle, togliendo spazio all'ipotesi tecnologica.
Siamo soli? Questi 25 nuovi segnali non ci danno ancora una risposta definitiva (il sì), ma ci dicono sicuramente dove guardare. Che si tratti di fari di navigazione di un impero galattico o dei violenti spasmi di stelle morte, il telescopio CHIME ci ha appena fornito 25 nuove coordinate verso l'ignoto. E nell'ignoto, l'ipotesi più straordinaria rimane sempre, almeno teoricamente, sul tavolo.
Fonte: Andersen, B.C., et al. (The CHIME/FRB Collaboration). "CHIME/FRB Discovery of 25 Repeating Fast Radio Burst Sources." arXiv preprint arXiv:2301.08762 (2023).
“Questo articolo ha beneficiato dell’assistenza di Gemini, un modello linguistico AI”














