"Pareti d'ombra e Caffè" 💜☕
Dicono che le case somiglino a chi le abita.
Se guardaste la mia da fuori, probabilmente vedreste finestre alte, vetri opachi e un’atmosfera un po’ d’altri tempi, avvolta in quel silenzio vigile che profuma di inchiostro e di ombre.
Qualcuno potrebbe persino pensare che sia un luogo chiuso, un po' austero.
Ma le apparenze, si sa, sono solo l'abito che preferiamo indossare per camminare nel mondo.
Un camuffamento necessario.
Se avete il coraggio di spingere la porta di ferro battuto e superare la soglia di questo blog, scoprirete che il buio è solo un modo per far riposare gli occhi dal troppo rumore là fuori.
All'interno non ci sono trappole, ma stanze grandi pronte a ospitare pensieri nudi.
C’è un tavolo di legno scuro, una lampada che illumina solo lo stretto necessario e, se prestate attenzione, il rumore leggero di una matita che scorre sulla carta.
Questo spazio è la mia casa.... una casa, per essere viva, ha bisogno di voci che non siano solo la mia.
Non mi interessano i passaggi distratti, i passi veloci di chi cerca solo un riparo temporaneo dalla pioggia per poi scordarsene un attimo dopo.
Cerco chi ha voglia di sedersi.
Chi, guardando queste pareti d'ombra, non si spaventa, ma ci ritrova lo spazio per raccontare la propria assenza, o la propria distanza.
La porta non è sbarrata, è solo accostata.
C’è un caffè sul fuoco e un posto libero davanti a me.
Raccontatemi qualcosa, lasciate un segno sul diario all'ingresso. Parliamo di come certe lontananze facciano rumore e di come il vicino, a volte, sia solo un'ombra sul muro.
Accomodatevi....
Le stanze scure sono fatte apposta per accendere i dialoghi più chiari.
"One day, one night, one moment , My book of days."










