Amo la scrittura perché mette ordine. Perché benevolmente ti costringe a smaltire, cercare, scegliere e manifestare, solo dopo aver focalizzato e deciso che cosa vuoi andare a trattare.
Non è raro infatti ascoltare qualcuno che si perde in concetti e collegamenti incasinati, poi magari apri il suo libro e capisci quello che voleva dire.
Perché, tralasciando la sua inimicizia verbale, nel testo scritto è stato obbligato e definire un inizio e una conclusione, un indice e un contenuto coerente.
Noto molte persone che usano effluvi di parole senza dire niente e altre che in due frasi riassumono un capitolo.
Anche questo è indice di evoluzione e di chiarezza interiore.
Non puoi comunicare con lucidità, se prima altrettanto lucidamente, non fai pulizia nella confusione che hai in testa; e di solito la confusione è data da stati emotivi ignorati o nascosti.
Cosa comunichi se sei lava compressa?
È sempre un circolo. Virtuoso o esploso.















