La settimana rosetana...
Settimana calda, quella che va a concludersi. Tante parole e qualche fattualità hanno animato il palcoscenico del teatro politico rosetano e di conseguenza qualche libera riflessione del vituperato Felix.
Si è dimesso l'amico William Di Marco. Spiace, spiace davvero tanto per una decisione sorprendente e che spiazza un po tutti. Da par mio, ad una personale analisi, c'è una comprensione di base sia sulle motivazioni, sia per l’ambiente politico rosetano che hanno indotto il buon William a salutare l'assise comunale. Lo dico chiaro: mi convincono poco le argomentazioni enunciate sulla cultura vilipendiata. Stimolano invece, ma sono deduzioni personalissime, le mai dette trasversalità di un centrodestra in grave crisi, con “Fratelli D'Annuntiis” in testa come spalla e garante politico dell'amministrazione Pavone/Nugnes e l'impalpabilità politica degli altri compagni di viaggio. Se da un parte comprendo, dall'altro però non condivido affatto: permane una sensazione di tradimento per chi ha creduto in William Sindaco, soprattutto di fronte all'oggettività del risultato elettorale. Che racconta di una sconfitta decisa dall'estrema sinistra rosetana, PD in testa, ma anche di un voto personale che ha letteralmente asfaltato i partiti di centrodestra che lo hanno promosso e sostenuto. Elemento, quest'ultimo, che avrebbe sottolineato la sua assoluta indipendenza nel cammino politico che, bisogna esserne consapevoli, è sempre fatto di battaglie, meschinità e scontri durissimi.
Lascia basiti, e parlo al plurale perché in diversi hanno manifestato la mia stessa costernazione, il bieco livello del comunicato stampa dei Nugnes boys contro William Di Marco
( https://www.ekuonews.it/04/03/2022/spazio-civico-roseto-william-di-marco-capitano-di-un-centrodestra-che-non-riconosce-piu-suo-abbandona-la-nave-a-pochi-mesi-dalla-sua-elezione-in-consiglio/ ).
Un papiro ricco di sola acrimonia, velato di disprezzo e irriverenza politica dalla prima all'ultima parola per il fatto di aver detto una verità oggettiva: “della cultura ve ne importa un fico secco”. Un tempo la politica avrebbe ignorato o al massimo risposto con stile e senso istituzionale evidenziando, magari, anche una sola minima fattualità. Oggi per toni e parole questa scuola non esiste più, sforando nella mancanza di rispetto personale verso chi, comunque, ha fatto tanto per la città. Una ferocia politica inutile e gratuita, con il primo cittadino che chiosa nel politicamente corretto finale dopo aver mandato allo sproloquio i propri adepti. C'erano una volta gli educatori....
Conferenza stampa di presentazione delle Final Eight di Coppa Italia di basket serie A2/B da parte dell'ASD Roseto Eventi, vincitrice del bando sulla relativa organizzazione. Avrei voluto ascoltare dettagli organizzativi, di eventi nell'evento, di orari e giornate, di ospiti e personalità, di basket e superbasket. Invece ho ascoltato un'assurda strumentalizzazione politica con il dito puntato contro sulla gestione del PalaMaggetti. Non vado oltre conoscendo la suscettibilità e la permalosità degli attori in campo. Ma l'occasione non può che evidenziare i limiti del “sistema Roseto” anche quando ci sono fatti ed eventi di livello: associazioni contro, fazioni e controfazioni, strumentalizzazioni politiche e politica cagnesca. Basta un evento per la corsa alla medaglietta con tutti contro. Basta un evento per sostituire il lavoro comune per il successo da furba città turistica, con il dare il peggio della comunità . La continua involuzione di una città....
L'assessore Luciani gongola sulla stampa e si lancia in un articolato auto complimento santificante per aver presentato progetti scolastici finanziabili con il PNRR. Ci sta, in questi tempi ricchissimi di autoreferenzialità, ma giova ricordare che un progetto avrà un iter burocratico, tempi italiani e un'attuazione sul territorio. Fossi in lui, sarei cauto vista anche la parzialità dei progetti stessi (manca, ad esempio, un'idea e delle proposte su come affrontare i problemi di tutte le scuole primarie del territorio...) e attenderei i decorsi che anch'io spero vivamente positivi per la città (mai dimenticare Villa Clemente/Invimit!). Nel contempo mi sia permessa dell’ironica irriverenza confrontando i tempi in cui si ricostruiva il Paese dopo la prima guerra mondiale dando annunci di inaugurazioni e relativa gloria. Vedasi foto a corredo.











