Storie di Zerri
Zerri con due erre, la matematica non centra nulla in questa faccenda.
Lo zerro è un tipico pesce azzurro, per i più snobbato. Gli stessi pescatori lo considerano un pesce di scarto, in quanto il valore sul mercato è relativamente basso. Ma non per certi sardi.
Oggi è una giornata, in cui penso parecchio a quella terra disperata da dove provengo. In particolare pensavo a Sassari, che non è molto distante dal paesello dove ho lasciato padre, madre, fratello e cane. Ero solito salirci con gli amici per fare serata. Si andava a mangiare la fainè da Sassu, perchè la farinata di ceci, in Sardegna è femmina, un pò come le arancine a Palermo. Oppure da Sandrino a mangiare gli spaghetti e poi si andava a ballare nei locali della città. Si concludeva al quadrato (un parcheggio enorme posto a nord di Sassari, che però quadrato non era) a tirare il freno a mano o ad impennare con le moto.
Sono stato con una ragazza di Sassari, che giocava a pallavolo ed era più alta di me e io sono un metro e ottanta. Alla faccia di chi insinua che siamo bassi.
A Sassari c'è un quartiere che si chiama Latte Dolce, in dialetto Latti Dozzi e in questo quartiere c'è un locale che si chiama "La Locomotiva". Non si chiama così per caso, nella piazza c'è una vera locomotiva!
In questo locale fino a qualche anno fa, pace all'anima sua, si poteva trovare Giovannino Giordo, un cantante e chitarrista sassarese di rara bravura. Aveva la sua band, i "Giovannino Giordo e le sue chitarre". Erano tutte acustiche.
Una canzone di tradizione sassarese che mi è sempre piaciuta cantare è "Lu Zarrettu" e cioè lo zerro. La canzone narra di un povero cristo, che una mattina, camminando davanti al mercato del pesce, vede una cassetta di zerri e allora decide di comprarne sette chili. L'intento è farci uno spuntino con gli amici.
C'è da sapere che per noi sardi, gli spuntini sono sacri, come può esserlo l'angelus la domenica mattina in Piazza San Pietro. Sono attività culinarie che portano via tutto il giorno, tra preparazione, bevute, preparazione, bevute, litigi, bevute, preparazione, bevute, mangiare, bevute, litigi, mangiare, bevute, sigaretta, mangiare, bevute e così fino a tarda sera. C'è anche la variante carne, con l'immancabile porcetto (se volete far incazzare un sardo chiamatelo porceddu).
Sto divagando comunque. La canzone continua descrivendo tutta la preparazione, il troppo fumo e l'epilogo con un "cala lu soli..." cala il sole "...e tutti so cantendi!" e tutti stanno cantando (l'autore evidentemente si riferisce agli ettolitri di vino ingurgitato).
Però poi, il povero cristo, elenca tutte le spese extra che ha dovuto sostenere per organizzare lo spuntino, chiedendone almeno un parziale rimborso, ma nessuno vuole contribuire. Si conclude con una sclerata giustificatissima da parte del povero cristo e niente, mi si stampa un sorriso in faccia e sento un filino di malinconia, che di questi spuntini ne ho fatti un'infinità e dei quali un pochino, ma solo un pochino, ne sento la mancanza!















