L’arte di fidarsi
Vedo le realtà che ci costruiamo intorno come dei mosaici: non perchè belle o sontuose, ma fatiscenti, infatti sono in grado di sgretolarsi in una moltitudine di minuscoli pezzetti seguendo le linee rette che li circoscrivono e sbrandellarsi in tessere che si accumulano piramidalmente al suolo. E’ sufficiente che un solo tassello si sfaldi o che perda un poco di smalto e si crea una cascata di tutti gli altri tasselli che seguono il primo, realizzando così un domino distruttivo nel quadro faticosamente assemblato.
Quando perdi la possibilità di contare su di una tessera, metti in discussione non solo la sua collocazione decisa in passato, ma anche la sua permanenza che si spoglia della certezza, per vestirsi di eventualità .Â
Lentamente dubbi ed insicurezze smerigliano il mosaico minuziosamente costruito, più passa il tempo, più questo viene levigato a partire dal minuscolo tassello messo in discussione che prima combaciava perfettamente, mentre ora i suoi lembi smussati lo fanno trasformare in un tondo, una palla di fuoco, che come il suo fratello sole altro non può fare, che cadere sulla linea dell’orizzonte.
Dopo aver perso la prima tessera si inizia subito a ragionare ed interrogarsi sull’ influenza che questa esercita sulle altre, e ci si chiede quali fossero i legami in grado di stabilizzarla in quel preciso punto del quadro; da questi dipende l’esito di successiva caduta o persistenza degli altri quadratini limitrofi.
Se il legame è forte anche il secondo tassello precipita, così come il terzo, il quarto, il quinto... fino a perdere il conto, come una cerniera che apre il nostro quadro esponendo il vuoto sottostante.
Viceversa se tra il primo quadratino sbeccato ed i circostanti, ci sono interazioni deboli allora c’è la possibilità che le tessere vicine restino ferme dove sono, e che addirittura si cementino. L’artista poi deciderà cosa fare del suo quadro, fortunatamente bucato e non spoglio, potrà se ancora più fortunato trasformare la propria opera in un mosaico più solido del precedente, ma dovrà prestare molta cura ed attenzione all’instabilità dinamica di ciò che ha tra le mani, per evitare l’enorme rischio di dover ripartire dal vuoto e dalla glacialità del cemento fresco. Â













