È il mio 16 anniversario su Tumblr 🥳
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@tempibui
È il mio 16 anniversario su Tumblr 🥳
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Ho sottoposto a un gruppo di 80enni il mio nuovo progetto Estinti Saluti (una cassetta delle lettere fisica per inviare lettere a chi non c'è più) e la prima domanda che mi hanno rivolto è stata "Quindi dobbiamo aspettare che muoia qualcuno?" (guardandosi con sospetto l'un l'altro)
Regalo di elrobba del 2011, ancora funzionante ❣️
Mi farà sempre paura quello che può portarti via da me.
Questo Natale fate un regalo ai vostri amici ossessionati dalle loro friggitrici ad aria, apritegli gli occhi, e fategli capire che sono soltanto dei fornetti ventilati al doppio del prezzo e con metà della capienza.
- Perché ci innamoriamo?
- Perché, finché dura, non c'è niente di meglio.
Progetti per il 2026: io voglio vivere dentro Emily in Paris. Non a Parigi, proprio dentro la serie: dentro quella bolla dove il massimo del guaio che può capitare è “ha visualizzato e non ha messo il cuoricino”, e la crisi esistenziale si risolve cambiando cappotto. Voglio svegliarmi la mattina con il problema di dover scegliere tra due brunch fotogenici e una riunione “super important” che in realtà è un pretesto per litigare su un hashtag. Voglio una vita in cui la sofferenza ha l’illuminazione giusta, e anche quando piangi sembri comunque a favore di scatto per una cover di rivista.
Voglio la stessa superficialità militante: quella serenità ontologica di chi pensa che “la verità” sia un vestito che ti sta bene. Voglio dialoghi infimi, ma pregni di nonsenso ostentato con sicumera: “Sei venuta a rubarmi il cliente?”. “No, sono venuta a rubarti… il cuore.” Voglio prendere decisioni enormi in trenta secondi, senza conseguenze che abbiano un significato, senza strascichi, senza quel fastidioso portato di verità che ti segue quando decidi le cose nella vita reale.
Voglio i problemi di Emily in Paris: microdrammi maxiestetici. La rivalità sul nulla. L’amore triangolare come sport olimpico. Il lavoro che non è lavoro: è una sfilata di silhouette davanti a una lavagna dove nessuno scrive mai niente. Voglio essere licenziata con una botta di cinismo brillante e riassunto due scene dopo, nel mezzo di un vernissage, perché “ho una visione”. Visione di cosa? Non verrà specificato, ovviamente.
E se non posso vivere lì dentro, allora mi va bene anche fare lo sceneggiatore di Emily in Paris. Che vabbè, è un ripiego. Però come ripiego non è male: essere pagati per inventare conflitti che un adulto risolverebbe con un messaggio vocale di otto secondi. Ti pagano per far dire a un personaggio: “Parigi mi ha cambiata.” E un altro personaggio, con dignità residua pari a zero, risponde: “Sì, ti ha cambiata… le scarpe.”
In fondo è questo che voglio: una vita dove il caos è glamour, la leggerezza è un diritto, e la profondità è un accessorio che puoi anche lasciare a casa. Anzi, meglio se te ne liberi proprio. Tanto da anni non è più di moda.
Al telefono non rispondo, scusa. Puoi chiedere agli alberi se accettano di recapitarmi il tuo messaggio.
Il mondo intorno a me sta crollando ma io sono sempre 💫splendida💫
Wonderful snowfall in Rome, 1985
Ciao!
Che storia il tuo blog! Mi ricordo gli anni '00/2010 e l'era di Tumblr Italia. Ogni generazione ha la sua, noi avevamo MSN, Netlog e poi Tumblr per l'appunto. La nascita delle pagine Facebook dove ci si poteva raccontare, poi i blog per sfogarci, la nascita della musica Indie di allora: I cani, le luci della centrale elettrica, il teatro degli orrori e poi la canzone, la tua canzone probabilmente: i Ministri. Mi ricordo che mi sentivo davvero fragile in quegli anni, non avevo nulla sotto i piedi però ero comunque speranzoso e una delle poche cose che mi teneva su era la scrittura, ritrovarmi nelle parole degli altri per rivedermi. Adesso, nel ricordare quel periodo devo un po' sospirare e combattere con la mia eterna nostalgia. È una commozione dolce però, trasparente, che fa parte della giovinezza e dei ricordi che ricorderemo sempre. Mi ricordo che venivo a cercare riparo nel tuo blog e penso che le parole scritte in quegli anni abbiano potuto aiutarci in qualche modo.
"Veramente vivo in tempi bui. E non ho nulla di cui preoccuparmi perché sono diventato buio anch'io... Ma di notte sono uguale agli altri."
Che bel viaggio nei ricordi! Grazie per averlo condiviso ❣️
𝔱𝔥𝔢 𝔞𝔟𝔶𝔰𝔰 𝔬𝔣 𝔯𝔢𝔣𝔩𝔢𝔠𝔱𝔦𝔬𝔫
𝔵𝔵
Maia, Milan, September 2025. Photographed by Tyrone Lebon.
…..🖤🥀
Il gatto in un appartamento vuoto
Morire – questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare un gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.
Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa qui non comincia
alla solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c’era qualcuno, c’era
poi d’un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani si è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Che altro si può fare.
Aspettare e dormire.
Che lui provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all’inizio niente salti né squittii