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Villa Frola, residenza storica.
Che si tratti di una vacanza enogastonomica alla scoperta dei sapori delle Langhe, o di un soggiorno sulla neve nelle rinomate località sciistiche alpine, il Piemonte risulta certamente una terra in grado di soddisfare le richieste e aspettative di qualsiasi tipo di visitatore. In un’area strategica rispetto alle attrattive della regione, a pochi minuti dal centro di Fossano, il B&b Villa Frola si prepara ad accogliervi in una location fascinosa e rilassante, con scorci mozzafiato su Alpi e Langhe, immersi nel parco che circonda l’intera struttura.
La prima impressione non inganna: il senso di pace e relax della campagna (seppur a pochi minuti dal centro) si sposa perfettamente con il fascino barocco manierista di questa palazzina “celata” in un giardino rigoglioso. Sensazione che ci accompagna anche percorrendo il viale che dal cancello conduce all’abitazione, attraverso un giardino curato con tanto di dèhor e porticato con mattoni a vista. Per il mio soggiorno mi è stata assegnata la suite, non potevo sperare in una sistemazione migliore. Devo dire che non mi era mai capitato di non utilizzare nemmeno una volta le chiavi della stanza in una struttura alberghiera, ma quando si ha a disposizione un ascensore ad uso esclusivo a meno di 2 metri dal letto... le vie d’ingresso “convenzionali” perdono tutto il loro fascino! La stanza (se così vogliamo chiamarla, 48 mq, l’intero secondo piano) si è rivelata calda e accogliente, sapientemente arredata accostando agli elementi antichi oggetti di design. Vera chicca l’area relax in camera da letto con vasca da bagno e televisore 48′’; volete mettere una serata invernale, un bagno caldo (magari in 2) davanti ad un buon film, nella vostra suite, con un bicchiere di un delizioso vino locale?! 10 su 10 signore & signori. Senza contare che la suite comprende anche uno spazioso guardaroba, angolo lettura con divano in pelle, una camera da letto extra, grazioso minibar SMEG, e bagno con doccia walk-in e area boudoir. E le altre stanze?! Ho dato una sbirciata veloce alla superior: vi basti sapere di una gigantesca vasca idromassaggio con cromoterapia.
Se Villa Frola mi ha convinto a novembre, me ne sarei certamente innamorato durante l’estate: la struttura si affaccia infatti su di una pista ciclabile che vi darà la possibilità di scoprire la suggestiva campagna circostante; un’ottima occasione per sfruttare il servizio di noleggio biciclette gratuito! Costo zero anche per il servizio navetta da/per il centro cittadino e il vicino aeroporto di Cuneo Levaldigi, concludendo in bellezza con wi-fi gratuito in tutta la struttura, colazione con ricco buffet compresa nel pernottamento e parcheggio privato. Pier e Fabio, i gestori, vi accoglieranno calorosamente e saranno disponibili per aiutarvi a pianificare al meglio il vostro soggiorno. Buona permanenza!
www.villafrola.com
Before I Go To Sleep - trailer
Before I Go To Sleep
Christine(Nicole Kidman) si sveglia un mattino senza sapere chi sia o dove si trovi. E' a letto con un uomo(Colin Firth) che ,almeno stando alle foto appese nel bagno,risulta essere Ben,suo marito.Allarmata rientra in camera da letto dove il coniuge,pazientemente,la informa che dieci anni prima ha avuto un incidente che le ha provocato una grave forma di amnesia:ogni notte,durante il sonno,dimentica tutto quello che è successo il giorno precedente.
Ogni mattina,poco dopo l'orario nel quale Ben si reca in ufficio,il telefono di Christine squilla,si tratta del dottor Nasch(Mark Strong), un neuropsicologo che sta da tempo aiutando Christine;egli la guida verso una fotocamera nascosta nel suo armadio,nella quale la protagonista registra ogni giorno un breve video diario,così da crearsi una sorta di memoria digitale.
Il paragone con il thriller a tema "memory-loss" Memento viene spontaneo,peccato che Rowan Joffe,nel dirigere questa pellicola claustrofobica,non sfrutti le potenzialità di un ottimo cast e sviluppi in maniera approssimativa un soggetto dalle possibilità decisamente interessanti.
Nonostante una buona performance da parte della Kidman,che sembra andare a recuperare un pò delle inquietudini esibite in The Others,e un Colin Firth come sempre abile nel giocare con le simpatie del suo pubblico,Before I go To Sleep si perde in continue ed esagerate rivelazioni,creando grandi aspettative per un finale tutto sommato prevedibile.
Nella confusione generale dei primi 60/70 minuti,le sequenze finali danno un pò di respiro allo spettatore aggiungendo ritmo all'azione e risolvendo alcune incongruenze disseminate per la trama;
Joffe firma un'opera che seppur gradevole rimane del tutto trascurabile.
Mentre il Memento di Nolan rimane un paragone plausibile solamente in riferimento ad una scelta di genere si notano,purtroppo,più somiglianze alla commedia 50 volte il primo bacio con Drew Barrymore.
A Rowan Joffe,sceneggiatore di successi come 28 giorni dopo,a seguito di un 'esperienza alla regia non proprio fruttuosa,auguro più successo con la sua prossima fatica,il fantasy The Graveyard Book
Veronika Decides To Die
A New York,la ventottenne Veronika Deklava(Sarah Michelle Gellar) è una donna avvenente,realizzata,che vive in un bell’appartamento.Tuttavia qualcosa non va,la sensazione di vuoto nella sua vita la porta a commettere un gesto estremo:suidicarsi tramite un overdose di psicofarmaci.
Veronika viene però soccorsa in tempo e si risveglia in una clinica privata,si apre qui il nuovo capitolo della sua vita.
Di seguito qualche considerazione sul film,seppur l’abbia visto almeno 3 volte la mia ultima visione risale a circa 2 anni fa(VDTD è stato distribuito tra 2009 e 2010 in alcune zone dell’europa e dell’america latina),troppo tempo per una recensione come si deve. Noto però che la distribuzione ha montato un tremendo trailer (lo trovate su yahoo movies a questo link https://screen.yahoo.com/film-trailers/veronika-decides-die-trailer-180000287.html ) tentando di spacciare il film per una sorta di Thriller senza capo ne coda.Disapprovo totalmente ma sono talmente soddisfatto che il grande pubblico potrà godere di quest’opera da passare avanti. Nella home del sito trovate un trailer (decente) del 2008,sicuramente più consono e in tema.
La regia,nelle mani dell’esordiente Emily Young,sceglie di guidare la trama in maniera molto naturale,rendendo i suoi attori il più umani possibile.La fotografia predilige tinte scure e primi piani quasi ad avvolgere i protagonisti,creando una sorta di spazio nello spazio,un luogo dal quale i personaggi guardano con timore e curiosità all’esterno.A supporto dell’ atmosfera sognante della pellicola si aggiunge una colonna sonora(Goldfrapp,Lou Reed e Radiohead tra gli altri) che si adatta perfettamente alle modalità recitative del cast;il quale sceglie globalmente di trasmettere il disagio della depressione evitando grandi “esploit” emotivi a vantaggio del riserbo che un reale malato di sindrome depressiva tende a mantenere con la società,rispetto la sua patologia.
La Gellar brilla: con questo ruolo grida a gran voce di aver raggiunto una certa maturità artistica dopo anni di televisione e,la sua Veronika,oltre ad aver emozionato Coelho stesso,strappa un sorriso anche ai più coriacei.Per quanto le verrà sicuramente criticato che “camminare in lungo e in largo con un espressione vuota” non esprime un bel niente,SMG sfrutta qui al meglio la sua capacità di indagine nella mente dei suoi personaggi comunicandoci la loro interiorità in maniera dettagliata seppur sottile.A spalleggiare la Gellar troviamo una squadra di purosangue come il premio Oscar Melissa Leo,Jonhatan Tucker e David Thewlis.
Spero che il film abbia presto una distribuzione anche in Italia,per ora sarà distribuito in cinema selezionati e VOD negli stases a partire dal 20 Gennaio da E ONE ENTERTAINMENT.
Vi terrò sicuramente aggiornati!
Veronika Decides To Die - Trailer
L'Amore Bugiardo (Gone Girl)
Nick e Amy NON sono una coppia come tante:
belli,brillanti e di successo i due vivono la classica relazione perfetta all'ombra dei grattacieli di Manhattan.
Ma si sa:niente è per sempre.La crisi economica ridimensiona questo sogno americano "haute couture" e in un baleno,lasciata l'adrenalinica New York,il duo si ritrova esiliato nella stucchevole(e umida) provincia del Midwest.
Il tempo scorre imperturbabile e ripetitivo fino al giorno del loro quinto anniversario di matrimonio: Amy è scomparsa.
L'Atteggiamento piacione e spensierato di Nick,unito ad un lungo concatenamento di indizi che parrebbero inchiodarlo,rendono il nostro “maritino” il perfetto bersaglio delle indagini della polizia e dell'odio dei media;
l'America ha finalmente trovato un nuovo mostro?
Rimanendo decisamente fedele all'opera letteraria,Fincher ci propone uno spaccato della società odierna inquietante,verosimile e "chrurgicamente" preciso;la psicologia quasi hitchcockiana del film,con un meccanismo di indizi ad incastro che richiama vagamente il sapore di Seven,si scontra con il presente dell'era dei social.
Il livello di tensione,perfetto e incalzante,crolla inevitabilmente dopo i primi 90 minuti,mostrando allo spettatore l'unica conclusione possibile ornata con qualche intelligente "colpo di reni" appena prima dei titoli di coda.
Se Ben Affleck assolve il suo compito da protagonista con una performance pulita,credibile ma non di certo memorabile,è la controparte femminile Rosamund Pike a portare sulle spalle l'intero peso della pellicola: criptica,sinuosa ed elegante ci porta a domandarci quanto siano valide le ragioni del suo personaggio persino nei momenti di follia più evidente.
Nonostante qualche piccolo dissenso riguardo lo snodo finale della vicenda, L'Amore Bugiardo si posiziona prepotentemente tra i migliori film dell'anno.
Sarà quel gusto del delitto alla De Palma,o l'abilità di Fincher nell'indagare le zone d'ombra nei rapporti umani,sta di fatto che il raccapricciante spettacolo orchestrato dal regista funziona perfettamente e non potrà che far parlare di sè a sipario calato.
Gone Girl(e tutta la sua produzione,cast compreso) sarà di certo uno dei titoli di punta ai prossimi premi Oscar; resta da vedere se l'Academy se la sentirà di rischiare,premiando una pellicola che insieme a moltissime lodi,finirà per dividere il pubblico accaparrandosi un numero altrettanto consistente di critiche.
Scegliendo un soggetto opaco,in una zona franca tra thiller,noir e dramma psicologico,Fincher pecca forse nel delineare troppo sommariamente le pulsioni e le motivazioni del conflitto tra i suoi protagonisti: una mancanza che potrebbe costargli la statuetta.
Gone Girl (l'amore bugiardo) vi aspetta in sala,caldamente consigliato.
The Homesman
Lande del Nebraska, 1855. Mary Bee Cuddy, interpretata da Hilary Swank, è una trentenne nubile, devota e incredibilmente votata al lavoro. Profondamente sensibile ma indurita da una vita di sacrifici e rinunce, Mary soffre della mancanza di un uomo al suo fianco.
A più riprese tenta di proporsi a rozzi e gretti cowboys che di tanto in tanto visitano la sua casa ma questi, dopo aver gentilmente consumato il pasto di turno, declinano (poco)gentilmente l’offerta liquidando la donna con la frase “you’re too bossy”. Non stupisce dunque che, quando si debba scegliere un membro della comunità che scorti tre donne uscite di senno verso una cittadina in Iowa la nostra paladina, spinta da un rigoroso senso della morale (e dalla disperazione), si proponga per questo arduo compito. Parte così da un piccolo villaggio, proiettata verso un viaggio di cento miglia nel nulla, questa stramba carovana composta da tre pazze rinchiuse in un ex carro bestiame riadattato a diligenza, quattro cavalli e una donna armata di fucile. Fa qui la sua comparsa in scena George Briggs (Tommy Lee Jones), criminale graziato dalla nostra protagonista che, in cambio di aver salva la vita, giura di scortare Miss Cuddy nel suo viaggio.
Nonostante i numerosi elementi formali presenti nella pellicola, il genere western non figura che come “sfondo” di questo dramma: paesaggi sterminati, duelli e notti intorno ad un fuoco non sono che il contorno di un film incentrato su rapporto tra i sessi, norme sociali e vita al tempo dei pionieri.
Tommy Lee Jones, alla sua seconda fatica da regista, ci propone un affresco della società di inizio ‘900 nel selvaggio Ovest; durezza della vita e paesaggi da cartolina vengono sapientemente sintetizzati in un racconto crudo, parzialmente privo di giudizio morale e ricco di speranza. Il regista, esperto del genere, confeziona forse il primo western “in rosa” della storia: per la quasi totalità del film è “l’ex Million Dollar Baby” H. Swank a far proseguire il racconto e solamente con l’avvicinarsi del finale, e dell’ineluttabilità del fato, il protagonista maschile inizia ad avere una parte veramente attiva in quello che diventerà un sorta di percorso di redenzione.
Nonostante le mille possibilità esplorate dai cineasti nel tempo, la frontiera rimane un miraggio, nessun genere come il western continua a stupirci in quanto fucina inesauribile di nuove idee, situazioni e storie. L’“homesman” del titolo rimane, come tutto nella pellicola, null’altro che una possibilità tra tante in una terra che non fa sconti a nessuno e soprattutto, non ammette eroi.
(copio e incollo dalla mia recensione su cinedamstorino.it)
The Babadook
Reduce del successo di critica e pubblico al Sundance, The Babadook, primo lungometraggio dell’esordiente Jennifer Kent, approda in concorso al Torino Film Festival. Pur seguendo con assoluto rigore le tappe classiche dell’horror a tematica fantasmi/possessione (il mostro, il bambino che gioca con la presenza, la madre inizialmente incredula) la pellicola australiana si districa abilmente dal tranello della banalità proponendoci un punto di vista nuovo, decisamente più intimo e psicologico rispetto alle numerose produzioni del genere.
Il Babadook, versione australiana dell’uomo nero, tormenta le ignare vittime che leggono ad alta voce il libro “Mr.Babadook”, racconto magnificamente illustrato da Alex Juhasz, che sembra materializzarsi per magia nelle case dei malcapitati. L’effetto è istantaneo: “una volta che lo hai invitato, non potrai più liberarti di lui”. Mettendo per un momento da parte il lato sovrannaturale del film appare chiaro come il vero motore dell’azione sia legato al sapiente lavoro di una regia femminile attenta e sensibile alle dinamiche interne ai singoli personaggi: a spaventarci non è una creatura mostruosa ma la disperazione di una vedova costretta a dividere la sua vita con un figlio che considera vera causa della morte del marito (l’incidente mortale è avvenuto durante la corsa in auto verso l’ospedale il giorno del parto) e il rapporto di questa atipica famiglia con una società borghese che mai e poi mai accetterà la condizione di una madre single che divide le sue giornate tra un figlio con serie problematiche relazionali, un lavoro insoddisfacente e una situazione economica ai limiti del dignitoso. Nonostante alcuni passaggi poco chiari e l’eccessivo spazio di manovra lasciato alla fantasia del pubblico il film mantiene gli spettatori attenti; un orrore suggerito ma mai palesato, unito a una fotografia che ricorda i capolavori delle origini del genere, guidano gli occhi del pubblico alla vera risoluzione del film:
Il Babadook è il cattivo che ognuno di noi si trascina dietro, sono i sentimenti che una madre non può permettersi di provare nei confronti di un figlio, una perdita non elaborata, l’eterno ripetersi del presente. Seppur con qualche scivolone nel finale (grida eccessive, corpi scaraventati contro i muri e spasmi stile Esorcista) il film si posiziona abilmente in quella zona franca a metà tra thriller psicologico e horror. Per la Kent il male, nella sua drammatica ciclicità, può essere addomesticato, diventare parte delle nostre vite e, perché no, essere anche trasmesso in eredità al momento giusto.
(copio e incollo dalla mia recensione su cinedamstorino.it)
Tous In Turin
Si è tenuto ieri sera,presso il punto vedita Joy Gioielli di Torino,il primo party promozionale italiano del brand spagnolo Tous.
L'orsetto iberico,dopo aver colonizzato 40 paesi europei,si appresta ora a conquistare l'Italia e il cuore delle fashion addicted nostrane.
Dalle linee semplici ma ben costruite i gioielli Tous sono l'accessorio ideale per ogni occasione,preziosi ma spensierati si adattano perfettamente al concept del brand:
"During the course of my travels, I saw a little teddy bear in a shop window and it made me remember some wonderful moments from my childhood. So I thought: Why not make this teddy bear out of gold? "
Tous vi aspetta alle prossime tappe del suo tour nello stivale, maggior info su tous.com e guitar.it
Interstellar , trailer ufficiale
“L'umanita è nata sulla terra,ma non è destinata a morirci”
Dimenticate calcolatori e tabelle,l'equazione che ci salverà tutti risiede nella stanza di una bambina.
Se Kubrick con la sua Odissea preferì lasciar spazio alle domande,l'Interstellar di Nolan ci da,o almeno prova a darci,tutte le risposte.
In un futuro prossimo ed incredibilmente tangibile la terra è sull'orlo del collasso:
sconvolta da continue tempeste di sabbia,sterile all'agricoltura ed ormai inospitale,
ha costretto l'umanità ad una vita tristemente bucolica e cristallizzata,tipica di una specie che pur rifugiandosi nelle sue certezze,avverte l'avvicinarsi dell'estinzione.
L'unica soluzione è il cielo,galassie lontane rese provvidenzialmente raggiungibili tramite un “wormhole”,porta interstellare apparsa nei pressi di Saturno.
Piano A: trovare un nuovo pianeta sul quale trasferire gli abitanti della terra.
Piano B: trovare un nuovo pianeta sul quale trasportare ovuli per dare all'umanità una chance di continuità.
Parte così dall'ultimo avamposto Nasa questa moderna arca di Noè,guidata dall'astronauta Cooper(Matthew McConaughey) e dal suo stellare equipaggio,tra cui l'intensissima Anne Hathaway,che in questo film ci regala una delle sue performance migliori.
Parallelamente alla vicenda spaziale del film seguiamo le vicessitudini di Murph,figlia di Cooper:
lasciata dal padre sulla terra in tenera età,è ora una scienziata alla ricerca di una formula che consenta di scavalcare la gravità,così da evacuare il genere umano verso una nuova casa.
Lo “spazio” di Christopher Nolan risulta più accessibile rispetto quello dei suoi predecessori,
le ottime scelte di ripresa ed un superbo lavoro di direzione artistica,danno allo spettatore la sensazione di viaggiare insieme agli astronauti,abbandonandosi al piacere della scoperta.
Il viaggio propostoci dal regista è più metafisica che mero spostamento,l'amore di Cooper per la figlia(magistralmente interpretata da Jessica Chastain)sarà il nesso che garantirà un domani alla specie,forza tangibile tanto quanto la gravità ma forte al punto di superare tempo e spazio.
Interstellar è all'altezza delle aspettative,una pellicola che nonostante le quasi tre ore di durata tiene viva l'attenzione,fa riflettere e conferma Nolan come uno dei cineasti più dotati e stilisticamente definiti della sua generazione.
The Jackie Bag - Gucci (Jackie Soft)
Gucci "Jackie Soft" cocktail party
La presentazione della nuova (iconica) linea di borse Jackie Soft,
è stata questa l'occasione del cocktail privato tenutosi Giovedì presso la boutique torinese del brand Gucci.
Durante l'evento è stato inoltre presentato il cortometraggio in digitale con protagonista Kate Moss, moderno omaggio alla diva "Jackie" Kennedy Onassis,il quale vede la Moss avvolta in magnifici outfit Gucci, fuggire dai paparazzi per le strade di Roma in vero stile La Dolce Vita.
Una scena per tutte,quella che vede la modella,scortata dal compagno Clement Chabernaud,nascondersi ai flash con la sua Jackie Soft.
Frida Giannini,direttore creativo dello storico marchio fiorentino,ha sottolineato come lo spirito innovativo e rivolto al futuro della maison,trovi il perfetto connubio con la tradizione Gucci in questa linea in pelle sfoderata,tinte pastello e design moderno.
Attuali,versatili e impeccabili tutte le Jackie Soft presentano la chiusura a pistone,celeberrimo "distintivo" di riconoscimento dello stile Gucci.
Durante la serata è stato inoltre allestito un divertentissimo corner photo wall presso il quale gli ospiti hanno potuto essere immortalati sfoggiando le borse della collezione.
Cannes 2014,le mie location preferite
L’Observatoire Francesco Smalto «Gold Edition»
Per il secondo anno consecutivo la maison Francesco Smalto porta il suo L’observatoire al Festival del Cinema di Cannes.
Locato idealmente sopra la boutique Smalto in fronte al Palais lo spazio di 180 metri quadrati,comprensivo di una splendida terrazza vista red carpet,è la location ideale per ristorarsi con una bibita prima di rientrare nel palais o perchè no,consolarsi con un bicchiere di champagne Piper Heidsieck godendosi la Montee Des Marches se non si è stati invitati all’evento.Gli interni dall’arredamento ricercato e metropolitano sono stati arricchiti dagli scatti della fotografa Lisa Roze che ha ritratto alcune delle più note star del cinema internazionale.
La Boulangerie Bleue Grey Goose
E’ sempre un piacere fare un salto alla boulangerie,idealmente posizionata nei giardini in fronte al Grand Hotel questo spazio merita un plauso speciale anche solo per la sua carta d’accesso,riservata ai media che partecipano al festival.
L’amplia lounge del marchio francese Grey Goose ha regalato ai suoi invitati,durante questa 67esima edizione del festival,una location creata immaginando un ibrido tra un moderno lounge bar ed un panificio,il risultato è stato davvero sorprendente!
Un open bar di cocktail esclusivi creati per l’occasione e dj set ogni sera hanno reso la location uno dei MUST delle serate in Croisette.
Silencio Club by David Lynch,Cannes Edition
Come il suo elegante fratello parigino,il Silencio Club,allestito a Cannes per la durata del festival,non delude le aspettative.
Locato in un magnifico attico privato(pare un ex casinò) poco distante dall’hotel Majestic Barrière lo spazio è stato organizzato su tre livelli:
il primo consisteva in una terrazza con area ristorante e club interno stile Soho-House,il tutto con arredamenti petrolio e luci soffuse,mentre il secondo e il terzo ospitavano dei bellissimi spazi esterni.
Specialmente la terrazza del terzo livello,circondata da un piccolo giardino di alberi di ulivo con vista sulla città,musica e luci soffuse risultava l’ideale per rilassarsi dopo le lunghe serate di feste e caos sulla Croisette.
Per le sue serate il Silencio ha offerto ai suoi invitati cocktail sofisticati e dj set con i migliori nomi del panorama europeo.
La Chambre Noire by Belvedere Vodka
Belvedere Vodka torna a Cannes con la sua Chambre Noire,l'esclusiva lounge presente esclusivamente per la durata del festival al primo piano dell'hotel J.W.Marriott.
Il concept di quest'anno voleva creare uno spazio nel quale unire le vibrazioni di New York a quelle di Cannes,uno spazio di espressione per tutti i nuovi talenti musicali che ogni sera,a fianco del concept bar con i suoi cocktail esclusivi,hanno deliziato e divertito gli ospiti.
Per quanto mi riguarda missione compiuta! Ho partecipato ad un party il 21 Maggio con live performance dei bravissimi We Are Knights (@_WeAreKnights ) ,non mi sembrava neanche di essere a Cannes ;)
Clouds Of Sils Maria,la mia recensione dopo la prima al festival del cinema di Cannes
Ecco a voi la mia recensione dopo aver assistito alla premiere al festival di Cannes:
Il metacinema con me tocca le corde giuste,specialmente in Croisette.
Devo dire che mi risulta difficile buttare giù due righe su Clouds Of Sils Maria...il film pur mantenendo per tutta la sua durata coerenza e ritmo lineare mette davvero molta carne al fuoco.
A Maria Enders(Juliette Binoche),viene proposto di recitare nella stessa pièce teatrale che la rese famosa;però a vent’anni di distanza dal suo irrompere sulle scene,all’attrice non toccherebbe più il ruolo della giovane “femme fatale”,ma della vittima impotente,ovvero la dirigente di azienda del tutto succube di fronte all’ “amore non amore” della nuova assunta.
Maria non lo può sopportare.
Avanzando con le prove le implicazioni personali e i parallelismi sono troppi,per l’attrice il passare del tempo non è maturità,solo decadenza.
Con il passare delle lunghe ore di prova il progressivo impazzire della protagonista dell’opera a causa dell’amore non corrisposto finisce per diventare realtà nella persona di Valentine(Kristen Stewart),assistente personale della diva nonchè(aiutando la datrice di lavoro nella recitazione del copione) “giovane e fredda nuova assunta”.
Una situazione ai limiti del(drammatico) paradosso che porta Maria ad un' attrazione altalenante e morbosa per Valentine tra momenti di risate e condivisione bruscamente interrotti dal panico della Enders nel realizzare che il suo ruolo diventa drammaticamente simile alla sua vita.
Come se non bastasse dopo qualche tempo il regista comunica alla “diva” a chi toccherà il ruolo che una volta fu suo: un nuovo astro della giovane Hollywood.
La stella in questione è Jo-Ann Ellis(Chloe Grace Moretz),giovanissima e promettente attrice,il cui innegabile talento e sfacciataggine non fanno che accentuare sempre di più in Maria l’idea che il suo nome sarà presto solo un eco di glorie passate.
L’intera vicenda si svolge nell’armoniosa cornice delle alpi svizzere,avvolte da un'aurea estemporanea e imperturbabile,degno contrasto alle tormentate vicende della protagonista.
Il parallelismo con Polanski e il suo “Venere In Pelliccia”,anche esso presentato in concorso a Cannes durante la scorsa edizione,diventa inevitabile.
C.O.S.M. nel suo amalgamare con sapienza storia e “storia nella storia” è un film che non solo affronta le più profonde paura di una donna ma anche i lati oscuri della nobile arte della recitazione.
Le performance delle tre leading ladies non deludono,una Binoche a mia opinione tra le favorite per la palma d’oro,una Moretz che non sfigura(ricordiamo che ha 17 anni) e una Kristen Stewart che ci dimostra che i tempi di Twilight sono finiti con una prova credibile,matura e consapevole.
I lunghi dialoghi del film uniti ad un dramma puramente “psicologico”, che si esprime sono nell’interiorità dei personaggi,sono la chiave che rende il lungometraggio un prodotto vincente sia nel contesto "festival" che per la grande distribuzione.
Bravò al regista Olivier Assay che rende i 124 minuti di proiezione decisamente godibili;dovendo proprio trovare una nota stonata direiche la scelta di far scomparire all’improvviso il personaggio di Valentine…seppur di base il linea con il resto della storia è forse un pò troppo pretenziosa.
ESCLUSIVISSIMA,chloe Grace Moretz e Kristen Stewart in alcuni scatti rubati all'afterparty di Sils Maria