
❣ Chile in a Photography ❣
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@thingsyouownendupowningyou
2001: A Space Odyssey.
Le lacrime che ho versato sono diventate pioggia.
Per evitare un virile confronto con il nulla, l'uomo innalza altari al progresso.
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole
Parlami di te.
No scusa, odio le autobiografie. Sono finte, è più un come vorresti apparire che un come sei, anche inconsapevolmente.
C'era un tempo in cui venivo qui e mi perdevo nelle tue parole, ora invece non scrivi quasi più, cos'è successo?
Rientro dopo tempo e leggo tra le parole più belle che mi siano mai state scritte. È successo che più il disegno della vita si fa grande, più la percezione del mondo sale di gradino e più grandi e confuse diventano le domande. E non mi sentivo in grado di scrivere di un mondo che ancora non comprendo, di un uomo che di umano non ha più niente. Ma ricomincerò. Per me, e per te.
enter the void (2009)
Phorphyria’s lover - Robert Browning
The rain set early in tonight,
The sullen wind was soon awake,
It tore the elm-tops down for spite,
and did its worst to vex the lake:
I listened with heart fit to break.
When glided in Porphyria; straight
She shut the cold out and the storm,
And kneeled and made the cheerless grate
Blaze up, and all the cottage warm;
Which done, she rose, and from her form
Withdrew the dripping cloak and shawl,
And laid her soiled gloves by, untied
Her hat and let the damp hair fall,
And, last, she sat down by my side
And called me. When no voice replied,
She put my arm about her waist,
And made her smooth white shoulder bare,
And all her yellow hair displaced,
And, stooping, made my cheek lie there,
And spread, o’er all, her yellow hair,
Murmuring how she loved me—she
Too weak, for all her heart’s endeavor,
To set its struggling passion free
From pride, and vainer ties dissever,
And give herself to me forever.
But passion sometimes would prevail,
Nor could tonight’s gay feast restrain
A sudden thought of one so pale
For love of her, and all in vain:
So, she was come through wind and rain.
Be sure I looked up at her eyes
Happy and proud; at last I knew
Porphyria worshiped me: surprise
Made my heart swell, and still it grew
While I debated what to do.
That moment she was mine, mine, fair,
Perfectly pure and good: I found
A thing to do, and all her hair
In one long yellow string I wound
Three times her little throat around,
And strangled her. No pain felt she;
I am quite sure she felt no pain.
As a shut bud that holds a bee,
I warily oped her lids: again
Laughed the blue eyes without a stain.
And I untightened next the tress
About her neck; her cheek once more
Blushed bright beneath my burning kiss:
I propped her head up as before
Only, this time my shoulder bore
Her head, which droops upon it still:
The smiling rosy little head,
So glad it has its utmost will,
That all it scorned at once is fled,
And I, its love, am gained instead!
Porphyria’s love: she guessed not how
Her darling one wish would be heard.
And thus we sit together now,
And all night long we have not stirred,
And yet God has not said a word! ___________________________________
La pioggia cade prima stasera,
Il cupo vento si è destato presto,
Ha strappato le chiome degli olmi per dispetto,
e ha fatto del suo peggio per torturare il lago:
Io ascoltavo con il cuore pronto a scoppiare.
Allora scivolò dentro Porfiria; immediatamente
E chiuse fuori il vento e la tempesta,
E si chinò e il triste focolare
Ravvivò, E tutto il cottage si riscaldò;
Fatto ciò, si alzò, e dalle sue forme
Strappò il gocciolante mantello e lo scialle,
E posò gli sporchi guanti affianco, sciolse
Il cappello, e lasciò ricadere gli umidi capelli
E, infine, si sedette al mio fianco
E mi chiamò. Quando nessuna voce rispose,
Lei mise il mio braccio attorno alla sua vita,
E fece nuda la sua morbida e bianca spalla,
E tutti i suoi biondi capelli si divisero,
E, abbassandosi, fece lì posar la mia guancia,
E sparse, ovunque, i suoi biondi capelli,
Sussurrando quanto mi amasse— Lei
Troppo debole, malgrado gli sforzi del suo cuore,
Per lasciar libera la sua struggente passione
Dall’orgoglio, e disciogliere vani legami,
E donarsi a me per sempre.
Ma la passione prevale alle volte,
Neanche la lieta festa di stanotte può trattenere
Un improvviso pensiero di chi langue
per amor suo, e tutto in vano:
Così, lei era giunta tra il vento e la pioggia.
Sicuramente scrutai i suoi occhi
Felici e orgogliosi; infine capii
Porfiria m’adorava: la sorpresa
gonfiò il mio cuore, e ancora crebbe
mentre meditavo sul da farsi.
In quell’istante era mia, mia, bella,
perfettamente pura e buona: Ho trovato
Cosa fare, e tutti i suoi capelli
Legai in una lunga bionda treccia
che avvolsi tre volte alla sua esile gola,
E la strangolai. Nessun dolore sentì;
Son quasi sicuro che non sentì alcun dolore.
Come con un bocciolo che racchiude un’ape,
Lentamente aprii le sue palpebre: ancora
osservai gli occhi blu senza macchia.
E sciolsi poi la treccia
attorno al suo collo; la sua guancia ancora
s’arrossò luminosa sotto il mio ardente bacio:
Le sostenni il capo come prima
Solo, stavolta con la mia spalla sostenevo
La sua testa, che ancora ciondolava:
Il piccolo volto roseo e sorridente,
Così lieto che il suo desìo sia stato realizzato,
Che tutto il disprezzato in un istante è sparito,
E io, il suo amore, son conquistato invece!
L’amore di Porfiria: non immaginava come
Il suo caro unico desìo fosse stato esaudito.
E così sediamo affianco ora,
E per tutta la notte non ci movemmo,
E neanche Dio ha detto una parola!
E tu, tu puoi essere mediocre E io, io berrò tutto il tempo Perché siamo amanti, e questo è un fatto Sì siamo amanti, è proprio così Sebbene niente ci terrà uniti Potremmo rubare un po' di tempo, per un solo giorno Possiamo essere Eroi, per sempre Che ne dici?
La ricerca della conoscenza esclude anche troppo spesso la ricerca dell'amore. Questa è un'altra cosa che ho scoperto per mio conto... E io dico che la mente assorta e chiusa in se stessa come un fine centrato nell'io, a esclusione dei rapporti umani, può condurre soltanto alla violenza e al dolore.
Daniel Keyes - Fiori per Algernon
L'inconscio di Pindemonte. Opera su Paint - 21/10/2013. L'opera qui riportata rappresenta l'inconscio di uno sconosciuto qualunque che fantastica cognomi che non gli appartengono. Tutti sanno infatti che il vero cognome dell'artista non è Pindemonte, ma che si diverte solo a fare l'intellettualoide su un social network. L'opera, non curata affatto nei particolari come nel senso, è stata disegnata di getto dopo una crisi esistenziale dovuta alla aspra critica della sua precedente immagine, una reinterpretazione de "gli amanti" di Magritte, critica che lo segnerà per tutto il resto della sua esistenza. L'opera, pur non dicendo niente dice tutto, e dicendo tutto non dice niente perché l'uomo non può comprendere il tutto, quindi dice niente e il contrario di niente, che non è tutto ma non è neanche qualcosa. Passiamo ora a tutte le interpretazioni possibili, e quindi a nessuna interpretazione. Passiamo ora ad analizzare l'opera: L'intera opera è realizzata con l'opzione pennello, che da proprio l'impressione di essere una pennellata quello che invece è solo un micromovimento del mouse. Ci sono due colori predominanti, quattro in tutta l'opera : Un nero come sfondo, che rappresenta l'abisso della condizione umana. E poi il nero si abbina su tutto. Un rosso scuro color sangue, che sul nero dell'abisso ci sta sempre bene. Un rosso chiaro e un grigio utilizzato per tre linee. Come è strutturata l'opera: Tre croci rovesciate sono disegnate in modo asimmetrico lungo il foglio digitale, al centro, ma anche qui si parla di un centro molto approssimativo, si trova una persona con gli arti staccati dal busto che a sua volta è staccato dalla testa. Questo è ovviamente voluto, e non va attribuito all'incapacità dell'artista di disegnare un omino stilizzato; la testa di quest'uomo centrale è inoltre cancellata con una croce, più o meno. Fondamentali anche i due esseri senza testa che si trovano uno alla sinistra dell'uomo centrale e uno sotto il piede destro. Sotto le tre croci si trovano rispettivamente tre esseri umani di sesso indefinito : partendo da sinistra, il primo uomo ha le braccia rivolte verso l'alto, il secondo uomo ha le braccia rivolte verso il basso e l'uomo alla destra sembra stia rotolando, ma in realtà ha soltanto le abbraccia aperte ad angelo. Nella parte superiore sinistra e nella parte superiore destra, troviamo i simboli chiave del disegno, che secondo molti forniscono la chiave di lettura dell'opera: a sinistra troviamo il simbolo del sesso maschile e a destra quello del sesso femminile. Altra chiave di interpretazione, secondo numerosi studiosi dell'opera, viene data dai tre omini che si trovano al margine del disegno, colorati con un rosso leggermente più chiaro, dettaglio che solo un occhio attento potrebbe notare. Le tre figure sembra stiano chiedendo aiuto, gridando o cercando di uscire fuori dal disegno (vedi Fontana). Le tre linee grigie sono ancora oggi oggetto di studio. Alcuni sostengono che le tre linee rappresentino rispettivamente : Io - Es - Super io Conscio - preconscio - inconscio Padre - figlio - spirito santo Altri sostengono che il ricorrente numero tre (tre uomini supini, tre supplicanti, tre croci, tre ore per scrivere tutte queste cazzate, tre linee) sia riconducibile ad una sua esperienza precedente, dove fu vittima della figura che porta sofferenza in ogni dove, resa nota da Renato Zero e successivamente da Pitagora.
The Lovers, Magritte