«La Solitudine può portare a forme straordinarie di Libertà» — cit. di Fabrizio De Andrè
Sai che significa saper stare da soli?
Significa saper stare con gli altri. In pace.
Significa che ti basti e che quindi puoi osare a fare una cosa molto rara: provare a essere Libero.
La Libertà è costosa, sai?
Costa i compromessi a cui non scendi, per difenderla.
Costa la brutalità della verità, per evitare di invischiarti in mezze cose sgualcite, che ti faranno da contentino.
Costa anche la stanchezza stessa nel cercare di difenderla, anche quando stai per crollare davanti al sistema, quando sei stufo di dover dare spiegazioni a chi ti guarda come fossi un alieno. Ecco sì: dare spiegazioni non rende Liberi.
Non appieno, intendo.
Sai che significa saper stare da soli?
No, non significa odiare la gente o preferire te stesso agli altri.
Quello si chiama eremitaggio, quello è arido. Quello è anche pericoloso, alle volte.
Significa avere un equilibrio evolutivo con il tuo io più intimo, quello che non sopporti nemmeno tu. Ti sei mai chiesto se ti sopporti? Se ti stai simpatico? E se ti ami?
Ecco, se riesci a reggerti senza iniziare a dare segni di multipolarità, senza voler occupare gli spazi di solitudine con le compagnie esterne perché “non ti reggi più”, è un bel traguardo. Poi puoi pensare a come stare con gli altri e fidati che saprai stare con chiunque, perché sai che non gli devi niente.
Che assorbi ciò che viene, che scopri l’altro senza quell’insensata competizione che emerge quando non stai in pace con te, che è naturale, umana, limitante.
Per quest’anno voglio imparare a essere totalmente Libera.
In primis dai paletti che il “mio io” mi impone, più che tutto il resto che verrà da sé. Essere certa e sicura, fiera, di ciò che sono, pur essendo un disastro, con molte probabilità. Perché se si da’ il giusto valore a se stessi, si sa anche valutarsi nel modo più appropriato, non pretendendo la luna da sé, o l’impossibile che porta frustrazione e abbassa l’umore fino a fargli raschiare la terra. Se si riuscisse a dare il giusto valore a se stessi, si conquisterebbe quell’equilibrio opportuno per riuscire a respirare un po’ di Libertà.
Sì, ho voglia di Libertà, quella totale, quella che ti difende anche dalle delusioni della vita, frequenti, inevitabili, quotidiane: perché ti ricorda che sei rimasto, per una volta nella vita, Fedele a qualcuno. A te. Sopratutto in un’epoca in cui essere Fedeli a qualcuno, a qualcosa, anche solo a un impegno, è pressocché impossibile. Ecco, Fedeltà e Libertà.
Credo siano due delle Chiavi per aprire la Serratura della Felicità.
Riprendo a scrivere dopo anni, con queste quattro frasi abbozzate da pensieri un po’ tormentati, anche un po’ sconcludenti, concludendo con una bellissima citazione di De Andrè sulla Solitudine, che ha accompagnato la messa in ordine dal cervello di questi stessi pensieri:
«Si sa, non tutti se la possono permettere: non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati. Non se la può permettere il politico: il politico solitario è un politico fottuto di solito.
Però, sostanzialmente quando si può rimanere soli con se stessi, io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l’universo: dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addittura che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni, e, siccome siamo simili ai nostri simili credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri.
Con questo non voglio fare nessun panegirico né dell’anacoretismo né dell’eremitaggio, non è che si debba fare gli eremiti, o gli anacoreti; è che ho constatato attraverso la mia esperienza di vita, ed è stata una vita (non è che dimostro di avere la mia età attraverso la carta d’identità), credo di averla vissuta; mi sono reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura, invece l’uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura.» —
[Fabrizio De André, “e avevamo gli occhi troppo belli”]
Quindi, sai che significa saper stare da soli?