Ramón del Valle-Inclán, La laámpara maravillosa, ejercicios espiritualis, 1916

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Ramón del Valle-Inclán, La laámpara maravillosa, ejercicios espiritualis, 1916
Reality check
TV B
Romanticamente guardando la tele spenta
Impugnare le forbici con la sinistra è sempre stato un casino per me
Paesaggi interiori
Guide psychogéographique de Paris by Guy Debord
Discorsi sulle passioni d'amore.
Ogni specchio è una finestra in realtà
(e viceversa)
Codex Seraphinianus.
Giusto per rompere il ghiaccio
Peccato che non si nasce con il foglietto delle istruzioni
<<...Tullio s’era rimesso a parlare della sua malattia ch’era anche la sua principale distrazione. Aveva studiato l’anatomia della gamba e del piede. Mi raccontò ridendo che quando si cammina con passo rapido, il tempo in cui si svolge un passo non supera il mezzo secondo e che in quel mezzo secondo si movevano nientemeno che cinquantaquattro muscoli. Trasecolai e subito corsi col pensiero alle mie gambe a cercarvi la macchina mostruosa. Io credo di avercela trovata. Naturalmente non riscontrai i cinquantaquattro ordigni, ma una complicazione enorme che perdette il suo ordine dacché io vi ficcai la mia attenzione. Uscii da quel caffè zoppicando e per alcuni giorni zoppicai sempre. Il camminare era per me divenuto un lavoro pesante, e anche lievemente doloroso. A quel groviglio di congegni pareva mancasse ormai l’olio e che, movendosi, si ledessero a vicenda. Pochi giorni appresso, fui colto da un male più grave di cui dirò e che diminuì il primo. Ma ancora oggidì, che ne scrivo, se qualcuno mi guarda quando mi movo, i cinquantaquattro movimenti s’imbarazzano ed io sono in procinto di cadere...>>
-Italo Svevo, “La coscienza di Zeno”
sentirsi un po’ Zeno Cosini...
Bruce Nauman
<< ...andate, ingombri dell'oblio che nega,
penduli, o voi che vi credete eretti!
Ma quando il capo e l'occhio vi si piega
giù per l'abisso in cui lontan lontano
in fondo in fondo è il luccichìo di Vega...?
Allora io, sempre, io l'una e l'altra mano
getto a una rupe, a un albero, a uno stelo,
a un filo d'erba, per l'orror del vano!
a un nulla, qui, per non cadere in cielo! >>
G. Pascoli - la vertigine
<333
Now here, nowhere
Essendo lo spazio una convenzione possiamo assumere che esso non esista al di fuori delle nostre forme a priori. Quindi se riuscissimo a proiettarci oltre questi vincoli ci renderemmo conto che in realtà siamo tutti la stessa cosa, poichè “collocati” nello stesso posto (ovvero da nessuna parte). Ci sentiamo diversi perché abbiamo dei confini, siamo condannati nel nostro punto di vista.
Sì, mi sto arrabbiando con i filtri dell’intelletto. Ma questo giusto perché in questo momento mi piace pensare di essere anche io questa coperta morbidissima che mi avvolge, come allo stesso modo il pranzo di oggi, tutte le persone carine che ci sono nel mondo, il mare, gli astri e tutto l’universo.
(E così comparandomi al cosmo gigantesco e ritornando subito dopo nuovamente nella me di tutti giorni, quei chili in più che ho preso si alleggeriscono magicamente)
@masonprendergast (ig)
(Respiro profondo)
Frrrrrrrfrrrrrrfrrfrrrrrrrfrrrr