Non ricordo più la tua voce.
Riesco ad immaginare quando accennavi una risata, oppure quando brontolavi annoiato; ma non ricordo più la tua voce.
Non riesco ad unire le parole al suono che con esse emettevi; il modo in cui pronunciavi il mio nome è ormai sconosciuto.
Mi manchi come nulla che sia mai stato tanto lontano da me; desidero vederti più di quanto la gente desidera togliere questa mascherina e respirare a pieni polmoni; farei di tutto per abbracciarti e colmare il vuoto della tua assenza, calmare le paure che lo abitano.
In sere come queste mi corri in mente più delle altre, forse perché si avvicina Natale. Il rimorso del mio fare sbagliato, le frasi avvelenate, i gesti strafottenti, si sommano al rimpianto di non esserci stata abbastanza, al mancato affetto dimostrato, agli Infiniti "ti voglio bene" trattenuti.
Se fossi qui te li direi tutti. M'inginocchierei ai tuoi piedi e piangerei, piangerei, piangerei. Getterei fuori lacrime di una vita intera, da quelle che contornano gli occhi alla visione di un film, a quelle che invece tengo legate strette al fegato, ai polmoni, al cuore.
Ho ancora tanta strada da fare; sono una dura, denti stretti, schiena dritta, testa alta e prontezza nel sudare e faticare, perché senza sacrificio non si ottiene nulla. Me lo hai insegnato tu. Sei stato tutto e più di tutto per me, chiedo scusa se me ne accorgo solo ora.
Avrei voluto percorrere questa via verso il futuro, avendoti a guardarmi tra gli spalti, ma a te piace fare le cose in grande,
Mi guardi dal cielo.
Nonostante tutto però
Tu con me,
Io con te.




















