Me lo insegna pure il gatto, nel suo sottrarsi lento: il mestiere di “amare troppo” non paga, non paga mai.

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Me lo insegna pure il gatto, nel suo sottrarsi lento: il mestiere di “amare troppo” non paga, non paga mai.
"C'è un tipo di tristezza che nasce dal sapere troppo, dal vedere il mondo per com'è veramente. È la tristezza di capire che la vita non è una grande avventura, ma una serie di piccoli, insignificanti momenti, che l'amore non è una favola, ma una fragile, fugace emozione, che la felicità non è uno stato permanente, ma un raro, fugace scorcio di qualcosa che non potremo mai trattenere avanti. E in quella comprensione, c'è una profonda solitudine, un senso di essere tagliati fuori dal mondo, dagli altri, da se stessi. "
(Virginia Woolf)
«Se c'è paura di cadere, la sola speranza consiste nel saltare deliberatamente.»
(Carl Gustav Jung)
“Il silenzio con gli altri consiste nell’astenersi dal nobile errore di dare consigli, di dare insegnamenti magari prematuri e non opportuni; e invece irradiare simpatia, benevolenza e comprensione, e ricordare l’immenso bisogno che hanno tutti di parlare, di lasciar parlare, e che saper ascoltare con comprensione e benevolenza è già un aiutare. Irradiare in silenzio (senza preoccuparsi di volere aiutare nel senso personale della parola), ciò viene percepito con riconoscenza.”
(R. Assagioli)
“Chi cerca la felicità nel virtuale, non trova che fumo ed alienazione dei sensi. La felicità si deve toccare, ascoltare, odorare, gustare e vedere, per essere vera, non può mai essere un surrogato, perché il surrogato non soddisfa, non riempie, crea soltanto illusioni.”
(P. Melone)
“Quando uno dorme male domanda e non sa che cosa. Vorrebbe domandare eternamente, non dormire significa domandare; se uno avesse la risposta, dormirebbe.”
(Franz Kafka)
"L'avidità del tempo libero e la famelica ricerca di distrazioni per evitare che esso si tramuti in vuoto, risultano anche dall'incapacità di comprendere l'importanza e la funzione del bisogno di giacere incolti, per la psiche e la personalità dell'uomo. Nel corso degli ultimi sessanta o settant'anni ha avuto luogo una vera opera di disinformazione sulle caratteristiche essenziali della natura umana. Abbiamo confuso il dovere di lottare contro la povertà e la miseria col principio secondo il quale la vita dovrebbe essere sempre e solo divertente ed eccitante. L'industria del divertimento, nelle società contemporanee, ha ulteriormente sfruttato a fini economici le possibilità offerte dal tempo libero e inondato la gente di svaghi sempre a portata di mano e pronti per l'uso, cosicché nella vita privata non vi è più spazio alcuno per lo sviluppo di una spontanea consapevolezza dell'utilità di coltivare le proprie risorse personali, per poter approfittare di quei momenti in cui possiamo restare oziosi."
(Masud Khan)
Un caffè e un “non vedo l’ora…”, grazie
Esistono vacanze più profonde del prendere congedo da se stessi?
Amélie Nothomb
_____Keith Carter
“Quanto volte ci è capitato di raccontare la storia della nostra vita? Quanto la abbiamo adattata, abbellita, tagliata furbescamente? E più la vita va avanti, meno sono quelli disposti ad ascoltare il nostro racconto per ricordarci che la nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che abbiamo raccontato sulla nostra vita. Raccontata ad altri, ma principalmente a noi stessi.”
— Julian Barnes, Il senso di una fine (via ilfascinodelvago)
“Io, Io, Io : quell’autoreferenzialità che ricorda tanto il raglio di un asino - repetita”
— bobbirok
“Puoi scrivere tutto, puoi metterlo nel tuo diario dei fatti, ma la verità è che nessuno può capire davvero l’intreccio di esperienze e passioni che ti rende quello che sei. È una collezione privata, un linguaggio segreto, un sassolino nella tasca che gingilli quando sei in ansia, duro come la geometria, liscio come il sapone”.
Raphael Bob-Waksberg - Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata
“In realtà il lettore non esiste, è il testo che genera il lettore.”
— Noé Jitrik, Letralia, 6 dicembre 2015
Perché lui? Perché lui é il perché, basta questo.
Perla in aprile
“A year from now, you will wish you had started today.”
— Karen Lamb
“Almost. It’s a big word for me. I feel it everywhere. Almost home. Almost happy. Almost changed. Almost, but not quite. Not yet. Soon, maybe.”
— Joan Bauer / Almost Home
Fermarsi è un lusso.
justhewayouare