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let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

Discoholic 🪩
sheepfilms
I'd rather be in outer space 🛸
Jules of Nature
h

No title available

★
No title available
Game of Thrones Daily
Sweet Seals For You, Always
NASA
No title available
RMH
hello vonnie
we're not kids anymore.
macklin celebrini has autism
Cosimo Galluzzi
Fai_Ryy

Origami Around

seen from United Kingdom
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seen from Bangladesh
@turuin
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Corde nuove montate, la scaletta è la stessa dell'altra volta, adesso riposo una mezz'ora, poi doccia e poi via verso il prossimo live!
Nuova band preferita sbloccata e vado a vederli all'italian partyyyyyyyyyyyyy
Little belated summer solstice improvisation
Due minuti di pioggia, vento fresco, steso a letto con quasi nulla addosso, ed è già finito? Ma di che parliamo?
Che dire, follettini e follettine
How it started:
How it's going:
E niente, ormai la lievitazione gluten free non ha più segreti per me.
Ho messo l'impasto a lievitare e forse è proprio ora che io vada a fare una doccia invece di girare seminudo per casa
This changed my life
Del sogno di stanotte, ricordo di essere partito e, durante il viaggio, avere scritto in un post, proprio qui: "È ora anche per me di andare a Revachol". C'era anche dell'altro, ma credo che questo la dica lunga, lunghissima.
Lee Friedlander, John Coltrane, 1960
I GOT A FUCKING RAISE THE POTATO WORKED WTF
This potato works. Every. Fucking. Time.
Reblogging because it’s a damn potato and I want to encourage people to assume potatoes are magical.
w-what if potato is actually lucky
Spesso, prima di scrivere sul blog, mi dico: sono tutte chiacchiere, sono evitabili. Ed è vero, e molte volte non scrivo proprio per evitare di parlarmi addosso. Ma questo blog, tutto sommato, serve esattamente a questo: un modo come un altro di fissare delle idee che, altrimenti, mi vagherebbero in testa come palline impazzite - o, per usare un paragone più alla moda, come "i pensieri fissi" di Tomodachi Life. E' un periodo di stanca per me. Non significa necessariamente che io sia stanco, anche se lo sono, di fatto; è più paragonabile all'essersi trascinato sulla riva dopo una bella nuotata, e respirare e basta, e sentire i muscoli rilassarsi. Fa caldo, non si è in un posto o in una situazione ideale, ma ci si lascia andare. Eppure, di cose da fare ne ho. Tolto questo mese in cui, in pratica, suono in un modo o nell'altro tutti i fine settimana, ad agosto ci sarà la parentesi annuale in Calabria. E già, da un lato, temo la lunghezza del viaggio, la spesa (i soldi sono di nuovo un problema, maledetta la mia incoscienza - avevo davvero bisogno di un PC nuovo a rate?) e la fatica, e dall'altro non vedo l'ora di trovarmi mentalmente spaesato, in quel posto così lontano e così vicino, a fare i conti con il me bambino e ragazzo e con tutto quel mondo che non c'è più.
A settembre, di nuovo dei conti da fare, delle decisioni da prendere. Il mio corpo, nel frattempo, che richiede con urgenza che io lo trasformi un po', riportandolo a ciò che vorrei vedere e non a ciò che vedo. Questo formicolio sui palmi delle mani che non passa, e che è sgradevole e gradevole al tempo stesso.
Sento di avere ancora molto da dire, e molto da fare, e troppo sonno per entrambe le cose; come in un incantesimo cattivo delle fiabe, mi sveglio soltanto di notte, e farei di tutto, ma il mondo dorme; e quindi, mi rassegno anche io.
Sento anche che molte cose, progressivamente, stanno cessando di interessarmi. E non so più bene se fare posto, o riempire, o svuotare tutto, o costruire. Non è un granché di situazione, me ne rendo conto; e però si fa quel che si può con quello che ci si trova davanti, e questo è.
Nella mia testa, sempre lo stesso desiderio: un luogo tranquillo, una mattina serena, l'idea di non avere più nulla che mi insegua, solo il bello e il buono di cui nutrirsi, e per cui ringraziare qualsiasi forza tenga insieme gli atomi del mondo, e di me stesso.
Palladinski
Pennichella pomeridiana = notte in bianco, ormai è così