Una cosa per volta - 10 - Ba Ba
COME AL SOLITO, ASCOLTATE E LEGGETE. http://www.youtube.com/watch?v=6fSUpndsFds
- vorrei rinascere ogni volta. In modo diverso.
Qui si muore spesso, sapete? E' il mio mondo il problema, vivo in un mondo strano. Qui si muore quando si prova un'emozione improvvisa e incredibile, bella o brutta, l'importante è che sia intensa. Così hanno deciso all'inizio e allora hanno impiantato negli abitanti del mio pianeta questo sensore che riconosce le emozioni forti. La ragione che hanno dato è addirittura ragionevole. Hanno detto, sempre loro, che prima di questa invenzione non si riusciva a riconoscere bene le cose vere da quelle fasulle; hanno detto che quando qualcuno provava qualcosa di forte non era detto che se ne accorgesse, che ora tutti sanno quando si ama, quando veramente puoi morire per qualcuno. Era l'unico modo. Siamo rimasti in pochi, e questa, secondo i loro dati, è un'ottima cosa. Hanno detto che l'esperimento è riuscito, volevano sapere quanto amore ci fosse nel nostro mondo e l'hanno scoperto. Qui siamo decimati dall'amore. Siamo rimasti pochissimi, solo pochi.
- vorrei rinascere ogni volta che provo qualcosa di forte. In modo diverso da come sono...
E poi ho sentito che le cose andranno sempre meglio. Ora hanno aggiornato il sensore. Ora riconosce anche le scosse piccole, anche quelle che non vengono da un sentimento, basta la passione, basta, addirittura, per alcuni soggetti, un forte trasporto. Ho parlato con qualcuno che ha rischiato grosso, che è quasi arrivato a provare amore, dice che secondo lui sarebbe stupendo, ne varrebbe la pena. Anche io la penso così. Poi quel qualcuno un giorno è morto. Stava facendo sesso e scommetto che gli piaceva un sacco. Quando siamo arrivati a prenderlo aveva la bocca aperta, spalancata! Vi giuro mai e poi mai nella mia vita ho visto una bocca così strana e tesa.
- vorrei rinascere ogni volta che provo qualcosa di forte, nell'ipotesi che succeda, ovvio. In modo diverso da come sono sempre stato.
Io li porto tutti via, li porto al museo sacro. Una specie di luogo intoccabile dove le persone possono vedere cosa succede se ci si emoziona. Se ci si libera. Oh no, questo non dovevo dirlo.
Non sono programmato per dirlo. No.
Li porto tutti lì e ci rimangono, tanto che a volte secondo me, ad alcuni, piace. Mi piace guardarli e vedo le loro facce distese, almeno non quella del tizio della bocca spalancata. Ho come l'impressione, a volte, che dovrei invidiarli. Anche se non so bene cosa significhi.
- Vorrei rinascere io. Vorrei morire. Sono un robot, e sto aspettando che l'ultimo essere di questo pianeta si spenga per sempre per far spazio a qualcosa che dovrebbe essere il mio futuro ma che mi spaventa. Non sono come gli altri, qui lavorano tutti, io devo avere qualche tipo di problema. Quando siamo arrivati e abbiamo preso il controllo di questo posto le cose erano belle. Qui si stava bene, devo ammertterlo. Ma ora abbiamo rovinato tutto. So solo che io tante volte credo di aver provato un'emozione forte eppure non muoio. Mai. Come è possibile?
Ci hanno inventati insieme al sensore, siamo tutti collegati a quel coso, al coso di ogni essere presente sul pianeta. Siamo collegati e non possiamo cogliere quello che coglie lui.
Siamo schiavi di uno spettacolo meraviglioso a cui non possiamo partecipare.
Hanno detto che c'è un altro pianeta dove hanno testato il sensore, solo che lì quasi nessuno muore a causa delle emozioni. Sembra proprio che sia un pianeta sterile, secco, arido; non vorrei mai vivere lì. Si chiama Terra.
- Poveracci.
Fine.










