“Dimmi com'è che sarai coi capelli tra i fiori e gli odori d'estate sul collo, mentre dormo ancora lontano lontano da te.”
— Molly. || Alichesiinfrangono.

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@unicorno-malefico
“Dimmi com'è che sarai coi capelli tra i fiori e gli odori d'estate sul collo, mentre dormo ancora lontano lontano da te.”
— Molly. || Alichesiinfrangono.
Ti ricordi le notti
Che urlavamo per strada?
Madame- Voce
Baby ti ho cercato in ogni dove
Nelle corde di gente che non conosco
Ma infondo bastava guardarmi dentro più che attorno
Sei sempre stata in me e non me ne rendevo conto
Madame- Voce.
Abbiamo 17 anni e tu scappi da scuola per vedermi: «non ce la faccio, non posso aspettare per baciarti» mi dici.
Abbiamo 18 anni, ci sentiamo grandi con il mondo in mano; a terra tra la polvere, le sigarette, il mare davanti a noi.
Abbiamo 19 anni, tu parti ed io ti aspetto. Mi mandi una foto in autoambulanza: «va tutto bene. Non so come sia possibile ma sto bene.»
Abbiamo 20 anni, tu per me sei ancora come il mare: imprevedibile ma bellissimo, pericoloso ma mi tuffo lo stesso. Tu vai al mare.
Abbiamo 21 anni, mi accarezzi chiedendomi se sarò per sempre tua: «solo se te lo meriti». Da vicino mi accorgo, ogni volta, della costellazione di lentiggini che hai, delle ciglia lunghe, della barba che hai tanto voluto, un po’ a chiazze, un po’ sottile.
Abbiamo 22 anni, lasciamo Ischia e con questa anche noi.
Abbiamo 23 anni e l’isola ci sembra un brutto posto, in un cui non saremmo mai dovuti andare. Tu la tua vita, io la mia.
Abbiamo 24 anni, ed io e te non ci vediamo da tanto tempo. Tra gli sprazzi di felicità e quelli di rabbia, ricordo di quando eri casa: sicura ed accogliente. Di quando non credevano al tempo e alla distanza, quando ogni cosa era per noi.
Abbiamo ancora 24 anni e ci evitiamo per non togliere le croste alle cicatrici, per non ricordare di quando eravamo la nostra spalla.
Domani, saremo ancora più grandi e forse non ci importerà più di ciò che è successo tra noi. la felicità non sarà più un obiettivo ma una destinazione raggiunta. Separati come alla nascita.
Il bambino che tanto volevi, non avrà i capelli ricci come i miei ma solamente le tue lentiggini e le tue ciglia lunghe. Avrà un papà che desiderava tanto esserli ma non la mamma con cui il papà è cresciuto.
Saremo grandi e ancora non avremo capito cos’è andato storto.
Vía @unicorno-malefico
Abbiamo 17 anni e tu scappi da scuola per vedermi: «non ce la faccio, non posso aspettare per baciarti» mi dici.
Abbiamo 18 anni, ci sentiamo grandi con il mondo in mano; a terra tra la polvere, le sigarette, il mare davanti a noi.
Abbiamo 19 anni, tu parti ed io ti aspetto. Mi mandi una foto in autoambulanza: «va tutto bene. Non so come sia possibile ma sto bene.»
Abbiamo 20 anni, tu per me sei ancora come il mare: imprevedibile ma bellissimo, pericoloso ma mi tuffo lo stesso. Tu vai al mare.
Abbiamo 21 anni, mi accarezzi chiedendomi se sarò per sempre tua: «solo se te lo meriti». Da vicino mi accorgo, ogni volta, della costellazione di lentiggini che hai, delle ciglia lunghe, della barba che hai tanto voluto, un po’ a chiazze, un po’ sottile.
Abbiamo 22 anni, lasciamo Ischia e con questa anche noi.
Abbiamo 23 anni e l’isola ci sembra un brutto posto, in un cui non saremmo mai dovuti andare. Tu la tua vita, io la mia.
Abbiamo 24 anni, ed io e te non ci vediamo da tanto tempo. Tra gli sprazzi di felicità e quelli di rabbia, ricordo di quando eri casa: sicura ed accogliente. Di quando non credevano al tempo e alla distanza, quando ogni cosa era per noi.
Abbiamo ancora 24 anni e ci evitiamo per non togliere le croste alle cicatrici, per non ricordare di quando eravamo la nostra spalla.
Domani, saremo ancora più grandi e forse non ci importerà più di ciò che è successo tra noi. la felicità non sarà più un obiettivo ma una destinazione raggiunta. Separati come alla nascita.
Il bambino che tanto volevi, non avrà i capelli ricci come i miei ma solamente le tue lentiggini e le tue ciglia lunghe. Avrà un papà che desiderava tanto esserli ma non la mamma con cui il papà è cresciuto.
Saremo grandi e ancora non avremo capito cos’è andato storto.
Vía @unicorno-malefico
“sentirsi inadeguati sentirsi uno dei tanti un’occasione persa fa l’uomo ladro di rimpianti
rapaci nati con l’animo colpevole
denuncia la tua vita per felicità ingannevole
e a tutti noi cresciuti dentro camere oscure
dove ogni stronzo mente e la verità pure.”
“Io ne vorrei approfittare per dirvi una cosa: non vi accontentate. Nel senso, non date retta a quelli che dicono che l'amore non esiste, che se trovi uno che non ti molla è già tanto. Siate giovani come siete, siate esigenti, siate cocciuti: desiderate un grande amore. Ve lo meritate, si viene al mondo per innamorarsi e lasciarsi amare. Ti meriti una persona che ti senta sempre, che non ti dimentichi mai. Che amore è, se per questa persona esisti solo quando ti ha davanti agli occhi?”
— Susanna Casciani
Viaggiate
che sennò poi
diventate razzisti
e finite per credere
che la vostra pelle è l'unica
ad avere ragione,
che la vostra lingua
è la più romantica
e che siete stati i primi
ad essere i primi
viaggiate
che se non viaggiate poi
non vi si fortificano i pensieri
non vi riempite di idee
vi nascono sogni con le gambe fragili
e poi finite per credere alle televisioni
e a quelli che inventano nemici
che calzano a pennello con i vostri incubi
per farvi vivere di terrore
senza più saluti
né grazie
né prego
né si figuri
viaggiate
che viaggiare insegna
a dare il buongiorno a tutti
a prescindere
da quale sole proveniamo,
viaggiate
che viaggiare insegna
a dare la buonanotte a tutti
a prescindere
dalle tenebre che ci portiamo dentro
viaggiate
che viaggiare insegna a resistere
a non dipendere
ad accettare gli altri non solo per quello che sono
ma anche per quello che non potranno mai essere,
a conoscere di cosa siamo capaci
a sentirsi parte di una famiglia
oltre frontiere, oltre confini,
oltre tradizioni e cultura,
viaggiare insegna a essere oltre
viaggiate
che sennò poi finite per credere
che siete fatti solo per un panorama
e invece dentro voi
esistono paesaggi meravigliosi
ancora da visitare.
-Gio Evan
““Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.””
— Woody Allen, “La vita dovrebbe essere vissuta al contrario”.
“Se Dio esiste - e io sinceramente non lo credo - capirà che c'è un limite alla comprensione umana. È lui che ha determinato questa situazione confusa, in cui regnano miseria, ingiustizia, solitudine. Avrà avuto ottime intenzioni, ma i risultati sono stati nulli. Se Dio esiste, sarà generoso con le creature che hanno voluto lasciare questa terra al più presto: potrebbe addirittura chiederci scusa per averci costretto a passare per questo luogo.”
— Paulo Coehlo
“Che tu possa essere libera, ovunque sceglierai di andare. All’università, in discoteca, a Bogotà. Che tu possa camminare a testa alta, qualsiasi persona sceglierai di amare. Un uomo, una donna, solo ed esclusivamente te stessa. Ti auguro la spensieratezza dei 20 anni e la crisi dei 30, poiché entrambe ti aiuteranno a capire quello che vuoi dalla vita. (O forse no, ma va bene lo stesso.) Ti auguro un amore che ti faccia piangere, a patto che in futuro ti insegni a scegliere solo amori che ti facciano sorridere. Ti auguro un’amica fidata, un insegnante che creda in te, una famiglia disposta a combattere al tuo fianco. (O di essere talmente forte, da farcela anche da sola.) Che tu possa sentirti bella, esattamente come desideri. In blue jeans, in minigonna o con il chador. In un corpo – bianco, nero, giallo, arcobaleno – che ti faccia sentire a casa, senza dare (troppa) importanza ai canoni della tivù. Che tu possa decidere cosa fare del tuo futuro: se studiare, lavorare, sposarti o avere figli. (O tutte insieme.) Che nessuno possa importi un amore, una professione, un orologio per la tua fertilità. Che tu possa fare l’amore senza sentirti sporca o fuori posto. Che tu possa fare l’amore sempre e solo se e quando tu ne abbia voglia. Ti auguro la tenacia di un panzer e la delicatezza di un fiore. Ti auguro animo puro e solidarietà verso le altre donne. Una mano pronta a tendersi, un cervello che vada per la sua strada, un cuore lontano dalla mediocrità. Che tu possa imparare a fregartene dei giudizi, qualsiasi bocca li pronunci. Perché sei nata con il diritto di essere la donna che sei. Perché come ha scritto qualcuno “quello che sei, dove vai, ciò che vuoi, lo sai soltanto tu“. Che le ferite collezionate non ti facciano male al punto di ucciderti, ma che ti diano la forza per ricominciare. Che tu possa rinascere dal dolore, dal vuoto, dall’oblio. Ti auguro di essere libera come l’aria, coraggiosa come il vento, impavida come un’onda nell’oceano. Ti auguro di non tradirti, accontentarti, arrenderti o annegarti. Mai. Ti auguro un sogno, un pugno di (bei) libri ed il diritto all’infanzia, alla salute e alla vita. Che tu possa essere più forte di ogni violenza ed orrore.”
— noncontofinoadieci.com
Al giorno d’oggi posso dire di avere la presunzione di essere ai miei occhi speciale, non diversa perché qui nessuno è uguale.
Sto imparando ad amarmi, a guardarmi intorno e a scoprimi ogni giorno sempre di più. Miro alla felicità, al coraggio, al rispetto verso me stessa, all’amore chi mi sta intorno, miro ad essere me e non chi vorrebbero che io fossi.
Sto pian piano costruendo la me che presto inizierà un nuovo percorso, senza avere il timore di conoscere nuove persone, senza avere più paura di quello che mi circonda, di chi mi guarda e di sbagliare.
Sarò sempre io ma un po’ più completa, meno ansiosa se cammino per strada, un po’ meno disponibile per chi non lo merita, sempre la stessa sbadata che jastemma appena sveglia ma paradossalmente un po’ più sorridente.
Sto imparando ad elaborare ciò che ho in testa, senza metterlo sempre da parte, facendo un po’ meno finta di niente. Il dolore non si reprime perché non scompare mai così.
Mi auguro di essere un po’ più orgogliosa di me stessa e non solo degli gli altri, mi auguro di essere in grado averne cura , e di rispettarmi ed amarmi ogni volta che tenteranno gli altri di farmi sentire sbagliata.
@unicorno-malefico
Stasera ho visto una ragazza distruggere l’auto del suo fidanzato. È uscita dalla strada in silenzio, dal nulla, e con la testa bassa ha iniziato a rompere tutto. Dietro lui che la guardava.
Ha rotto lo specchietto, l’ha rigata.
Era bella ma aveva la faccia pallida della sofferenza, di chi non ce la fa.
E ho capito. Ho capito come si sentiva, sapevo quello che era successo.
Il silenzio con cui ha fatto tutto e se n’è andata ha parlato per lei. Diceva di quanto le persone possano farti del male, quanti secondi ci vogliono per far crollare tutto, quanto tempo aveva investito per poi riceve quel poco.
Le persone non sono mai contente. Prima vogliono, ottengono e poi lasciano semplicemente perché non danno peso a ciò che le circonda.
Per un momento si è fermato il tempo. Ho pensato a quante volte ancora tradiremo, ci tradiranno, quante volte nessuno avrà cura della persona che avrà a affianco, quante volte si vorrà bene e ci si emozionerà. Ho pensato a quante persone stanno bene, si rispettano e non sono mai sazi di scoprire la persona che amano, a quanti si amano ma poi la vita ad un certo punto li porta via a 20 anni. Questa incredibile ingiustizia.
Tante volte cercheremo di far felici gli altri ma potrà non essere abbastanza per loro. Ci sarà una tendenza a far del male senza neanche scusarsi, ad avere modi impensabili, a trattare l’altro come un oggetto, come un qualcosa in più che sta lì che aspetta, con superficialità e svogliatezza.
Ma di tutto ciò una cosa è certa: Chi meriterà sarà premiato. Il tempo rimetterà tutto al posto giusto, e la ragazza starà di nuovo bene, chi ha amato riceverà l’amore, chi è stato incurante, perderà tutto. Perché è così che funziona.
Via @unicorno-malefico
“Ho messo via uno scatolone pieno dei tuoi sorrisi, in mezzo a un paio di tramonti e un po’ di sogni condivisi.”
— Michele Giorgi. (pioggia-di-parole on tumblr)
(Flower Figures N°02, Jean-Michel Bihorel)
“Una figura femminile, delicata. Una mano sul cuore e il corpo lacerato dalle crepe, ma dall’interno una forte esplosione di fiori risana ogni spaccatura.”
“Al primo “ciao” io mica lo sapevo che un po’ mi avresti cambiata tutta, che mi avresti resa più coraggiosa, meno paranoica e meno sola e un poco più capita e più me di quanto io non sia mai stata, mica lo sapevo che avrei tenuto dentro me i tuoi occhi sempre come stelle dentro al cielo un po’ coperte dalla nebbia. Al primo “ciao” che mi hai detto sotto voce io mica lo sapevo che il tempo da quel giorno non ci avrebbe più sfiorato che non avremmo più sentito che passava anche se invece passava pure un sacco veloce che anche il lunedì sarebbe diventato domenica, e che sarebbe stata primavera sempre dentro a tutti i nostri inverni ogni istante, mica lo sapevo che mi avresti fatto luce dentro al buio, che i miei fantasmi li avresti stretti forte per farli sentire meno soli, che mi avresti lasciata qui ad aspettarti ogni volta, ogni momento, come se vivere iniziasse sempre dove finisci tu. Mica lo sapevo, al primo “ciao” un po’ impacciato, che tutto quel che sapevo da quell'istante non l'avrei saputo più, che avrei conosciuto insieme a te la rabbia, il dolore, le paranoie e il rancore e la meraviglia di svegliarmi e sapere che avrei visto i tuoi occhi e che di certo mi sarebbero bastati a scordarmi tutto il male. Al primo “ciao” che ci siamo detti incerti io mica lo sapevo che l'amore esisteva davvero e che all'improvviso mi sarebbe caduto negli occhi direttamente dai tuoi sorrisi estremi - come un oceano tra i capelli - no, che non lo sapevo però me lo sentivo.”
— Marzia Sicignano.
Probabilmente questo messaggio non lo leggerai mai, o forse se accadrà sarà troppo tardi per noi.
Avevo il bisogno di parlarti perché a parlare da sola non ne posso più.
La’ fuori è pieno di persone felici e noi che facciamo, Giovanni ?
Io passo il tempo a consolarmi, dicendomi che la colpa non è la mia ma lo sappiamo che alla fine è sempre di entrambi.
Il mio solito atteggiamento vittimistico mi sta portando a credere quello che non avrei mai potuto pensare: perderti a causa mia.
Bello la vita come prende per il culo, vero?
Hai passato notti e giorni a rincuorarmi della tua fiducia , della tua onestà e io dubitavo. Pensavo che m’avresti fatto del male. Alla fine c’ho azzeccato ma la colpa è stata mia.
Mi dispiace, Giovanni
Del tempo che abbiamo perso a scannarci, invece di amarci.
Del tempo che non ti ho dedicato perché troppo presa da me e dalla mia rabbia, ma sappi che io volevo solo che reagissi, che tornasse tutto come prima.
Ho fallito ad amarti. Dovevi essere felice con me ma ho fallito e rifallito.
Sappi che ti amerò per tanto ancora, che i ricordi tuoi sono come macigni perché , Giovanni , quattro anni sono troppi per ricominciare e dimenticare te, le tue sorprese, le tue rose, le tue emozioni.
Ti vedo ovunque: nelle strade dove fumavamo, nei posti in cui siamo stati, nei letti che abbiamo disfatto, in tutte le parole e le esperienze della mia adolescenza.
Dove vado senza sapere che ho qualcuno che mi ama? Da nessuna parte, te lo dico io. E probabilmente mai potrò farlo se non imparo a dare alle persone la giusta importanza.
Voglio che tu sappia, però, che mai prima d’ora ho pensato di essere così insufficiente: ogni cosa era per te.
Giovanni, mi dispiace da morire se il mio amore ha fatto schifo, se i miei comportamenti non ti sono piaciuti, se i miei sentimenti non sono bastati.
Per quanto possa sentirmi distrutta, ti auguro il meglio perché sei immenso. Buona fortuna, amore mio.
Sonia.