CHARMED (1998-2006) Dream Sorcerer

No title available
YOU ARE THE REASON
Jules of Nature
Peter Solarz

ellievsbear
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One Nice Bug Per Day
Monterey Bay Aquarium
DEAR READER
trying on a metaphor
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JBB: An Artblog!
Game of Thrones Daily
Claire Keane

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"I'm Dorothy Gale from Kansas"
Sade Olutola
AnasAbdin
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@usernamewhooo
CHARMED (1998-2006) Dream Sorcerer
da wo wir stehen
verlorene seelen
auf‘m weg zurück
ins gottverdammte leben
someone said ‘the version of me you created in your mind is not my responsibility’ and wow
by @m.lartigue
“She held her pose like an ancient masterpiece: grandiose, fascinating, beautiful and slowly falling apart.”
— deatheda (via wnq-writers)
SHOUT IT TO THE WORLD, or whisper it if it’s better, but SPREAD the word
PREACH
Andy Samberg is what now
our love had an expiration date. we were half-soured milk, five dollar sunglasses that break the next day, impermanence stuck like corn in our teeth. we were stopwatch kids, race against the clock, feel as much as you can before it’s gone.
and we tried, didn’t we, to stick the label forever over something already expired, over this love, this sunburn love, gone as soon as it came.
sometimes i think we almost made it. almost. the kind of word that sticks to your tongue like peanut butter. but we were young and our love was smoke rings, matchsticks, blink and you’ll miss it, our love didn’t even leave footprints.
r.c.c
“Volete sapere perchè si grida contro l’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate, i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza, bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte grideranno per potersi ascoltare. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente, e perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori, che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso, non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. Quando discutete, non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perchè arriverà il giorno in cui la distanza sarà così tanta che potrebbero non trovare più la strada per tornare.””
— Mahatma Gandhi
Reblog if homophobia, transphobia, sexism, racism, gun violence, and kids being gassed offends you more than a nipple
𝘍𝘦𝘦𝘭𝘪𝘯𝘨 𝘧𝘦𝘦𝘭𝘪𝘯𝘨𝘴 𝘐’𝘷𝘦 𝘯𝘦𝘷𝘦𝘳 𝘧𝘦𝘭𝘵
“Sono stordito dal niente che mi circonda.”
— Giacomo Leopardi
Perché amare il tedesco
Breve lista di parole tedesche che contengono mondi, traducibili in italiano solo con intere frasi, che svelano come i tedeschi interpretano la realtà che ci circonda.
Ecco le dodici parole:
I. Weltschmerz. Letteralmente “dolore del mondo”. Il termine, coniato dall’autore tedesco Johann Paul Friedrich Richter, indica il “dolore cosmico” provato da colui che si rende conto che la realtà fisica non può soddisfare i bisogni della mente. Una visione del mondo tipica di autori come Leopardi, Heinrich Heine e Lord Byron.
II. Drachenfutter. In italiano si traduce come “cibo del dragone”. Diciamo che hai dimenticato il tuo anniversario di matrimonio e tua moglie è incazzata nera. Cosa fai? Le fai un regalo per riparare alla tua dimenticanza. Ecco, quello è il “cibo del dragone”.
III. Fremdschämen. Fremd significa estraneo e Schämen provare vergogna. Fremdschämen significa sentirsi in imbarazzo per qualcosa che qualcun altro ha fatto. Capita spesso, no?
IV. Vorfreude. Diciamo che ti aspetta una cena con una persona che ti intriga. È pomeriggio, fra tre ore la incontrerai, ti prepari, pensi a cosa succederà e senti una forte sensazione di gioia. Vorfreude significa letteralmente “pre-felicità”.
V. Treppenwitz. Sono trascorse un paio d’ore, e pensi che in quella situazione avresti dovuto dire una battuta più efficace. Tornato a casa, hai l’illuminazione e pensi “Ah! Avrei dovuto rispondere così!”. Ma è troppo tardi. Questo è il Treppenwitz, letteralmente “scherzo delle scale”.
VI. Geisterfahrer. “L’autista fantasma”. Il Geisterfahrer è colui che imbocca una strada nel senso di marcia sbagliato.
VII. Handschuhschneeballwerfer. Sì, sì, lo so, sono quasi trenta lettere! Niente panico: Handschuh (che è costituita già da due parole) significa guanto,Schnee neve, Ball palla e Werfer lanciatore. Tutto insieme significa: colui che indossa dei guanti per lanciare una palla di neve.
VIII. Herbstmelancholie. Un’unica parola per descrivere l’emozione che stiamo provando in questo periodo: la malinconia d’autunno.
IX. Waldeinsamkeit. Einsamkeit significa solitudine, Wald è bosco. È quella pressante sensazione di solitudine e disagio quando ci si inoltra in un fitto bosco.
X. Torschlußpanik. In questa parola c’è un romanzo. È il panico provato in era medievale quando il ponte levatoio si abbassava indicando un attacco dei nemici. Indica l’ansia provata quando ci si rende conto che la nostra vita va avanti e le chance di realizzare i “nostri sogni” diminuisce ogni giorno.
XI. Schadenfreude. Non vogliamo ammetterlo, ma ci capita spesso. Il vostro arcinemico ha appena fatto una sciocchezza ed è diventato lo zimbello del gruppo. La sottile punta di felicità che state provando è la Schadenfreude, la gioia della sciagura di qualcun altro.
XII. Fernweh. La mia preferita, perché questa sensazione l’ho sempre provata, ma non sapevo esistesse una parola per definirla. Letteralmente significa “nostalgia dell’altrove”. È il forte bisogno di dover viaggiare per esplorare il mondo.
I, VIII, X, XII le mie preferite.
Tra tutte in assoluto amo zweisamkeit.
La conosci quella parola tedesca che sembra un litigio tra consonanti e vocali, zweisamkeit? Non ha una traduzione letteraria in Italiano, ma è quella sensazione di benessere quando stai con quella determinata persona. Quando non hai bisogno di nient'altro per star bene. Una di quelle persone che potrebbero starti a centinaia di chilometri dal naso, ma tu la sentiresti talmente vicina da rimanere attaccata alla cornetta del telefono a parlare di tutto e di niente, con cui fai quei discorsi talmente insensati che finisci per parlare di una poesie di Baudelaire e di come si manteca la carbonara, nello stesso momento. Sentirsi stupidi insieme. E quando non c'è, non serve riempire i vuoti, alzare il volume della musica o far finta di star bene perché nello stesso momento in cui mi mancavi di meno, io mi mancavo un po’ di più. Non so se è capitato anche a te. Di far fatica a prendere sonno, di non aver voglia di alzarti dal letto, di scrivermi qualcosa di notte e poi cancellarlo per paura di disturbare… non so se è capitato anche a te di pensare che la Luna potesse far sentire meno il peso di questo buio. Pensarsi mentre ci si ignora. Zweisamkeit, quella sensazione di quando senti il cuore ovunque quando pensavi di averne uno solamente a pezzi, qualcuno che ti faccia ancora credere nei sogni, che sorrida davanti agli incubi, che sia lì ad applaudirti davanti ai traguardi raggiunti… così, qualcuno che cammina in quei dolori dove nessuno aveva mai avuto il coraggio di entrare. Quindi ti lascio una stanza vuota della mia anima, solo per te possiamo metterci una valanga di libri, dei tatuaggi da fare, un biglietto per il Giappone solo per vedere fiorire i ciliegi e poi tornare il giorno dopo, comprare su Amazon un telescopio per cercare le stelle, preferire i litigi ad una finta felicità e non essere come quelli che di fronte ad un mare in tempesta gridano “che spettacolo!” e poi hanno paura anche a bagnarsi solamente i piedi. Zweisamkeit, quella sensazione per cui non sarai mai, uno fra tanti. Tu inizia a raccontarmi di Baudelaire che io preparo quella stupida carbonara.