Mi innamoro di città che non ho mai visto e persone che non ho mai conosciuto

ellievsbear
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
untitled
The Stonewall Inn
Sade Olutola
🪼
YOU ARE THE REASON
icyghini twinkie
Show & Tell

blake kathryn
almost home
No title available

tannertan36
art blog(derogatory)
h

izzy's playlists!
macklin celebrini has autism
he wasn't even looking at me and he found me

Kiana Khansmith
taylor price
seen from Nepal

seen from Malaysia
seen from United States
seen from Armenia

seen from United States

seen from United States
seen from Burkina Faso
seen from Brazil

seen from Norway

seen from Germany

seen from Australia
seen from Türkiye

seen from Saudi Arabia
seen from Brazil
seen from Venezuela
seen from Russia
seen from United States
seen from Brazil

seen from Malaysia
seen from Réunion
@valecip
Mi innamoro di città che non ho mai visto e persone che non ho mai conosciuto
“Quelli sporchi di zucchero, definisco così le persone dolci che sanno sempre come avvicinarsi, cosa dire, come farti sorridere, non sono mai invadenti, mai troppo appiccicose, sono come lo zucchero a velo quando si appoggia sulle labbra, impercettibile al tatto ma indimenticabile al gusto.”
— Lucrezia Beha (via lucreziabeha)
E nonostante
sia ormai un capo fuori moda,
indosso la mia educazione
con un certo compiacimento.
Cleopatra 🖤.....
-Diario di un dolore, C.S.Lewis
lunaisabellaa
Ogni volta che mi sposto per visitare una realtà diversa, per provare una vita diversa, mi scordo della mia vera vita, delle mie abitudini e delle persone che mi circondano. Divento insensibile al passato, come se mai mi fosse appartenuto. L’impatto con la realtà è poi così duro che comincio a soffrirne tempo prima, quasi mi frena dal partire a dire il vero. Questa forma di stoicismo mi fa sentire in colpa. Penso che mollerei tutto per una vita nuova apparentemente più gratificante, anche le persone che amo, anche i miei cibi e luoghi preferiti.
Dopo un anno da sola, esserlo non mi pesa più. Vedo coppie per strada e non provo nulla, come se la cosa non mi toccasse, come se non volessi neanche per un attimo essere come loro. Poi a volte qualcosa non va, a volte mi rattrista pensare di essere così lontana da una relazione da non impegnarmi nemmeno nel cercare qualcuno. A volte sento che questa comodità nel non avere vincoli, nel non dover dire niente a nessuno che mi riguardi, mi sta cambiando, mi sta rendendo sempre più sola. Più mi abituo a stare sola, più non so stare con qualcuno, e questo mi fa una fottuta paura
«Mi sono vergognato di me stesso quando ho capito che la vita è una festa in maschera, e ho partecipato con la mia vera faccia».
- Franz Kafka
Una cosa che ho imparato di recente è che “ho i miei buoni motivi”. Devo smettere di giustificarmi, di fare le cose e poi fornire spiegazioni, le informazioni non richieste allungano le conversazioni. Ho i miei buoni motivi per interrompere delle frequentazioni, per chiudere delle amicizie, per non rispondere ai messaggi. Sono colpevole di ogni cosa, ma non c’è alcun processo a cui debba presentarmi. È così facile fare solo quello che mi va di fare, che ho smesso di evitarlo solo per non dover fornire giustificazioni. Non devo dire più niente a nessuno, ho i miei buoni motivi e il più importante è che mi va.
Ho solo un po’ di timore che quell’amore degli adolescenti non torni mai più, che le parole vengano pesate, che i fatti siano preceduti dai ragionamenti, che si perda la spontaneità, l’imprevedibilità, il divertimento. Ho paura che essere adulti rovini la magia, spenga l’entusiasmo. Si riduce davvero tutto ad una buona compatibilità, ad interessi comuni? Quando siamo diventati così noiosi? Qual è il momento in cui ci hanno convinti che l’amore fosse comodità, che fosse una persona intelligente, bella, simpatica, studiosa, colta, sportiva, educata, genuina, benestante? Quando è successo che l’amore si misurasse in distanza da un prototipo? Chi se ne frega se mi innamoro di uno tatuato e pieno di piercing, se alla fine mi tiene in vita, se pensarlo mi soddisfa quasi di più che vederlo.