Voglio disegnare, anche se non so farlo. Mi libera da ogni pensiero, da ogni decisione incapace mai presa, mi posa su un campo d’erba dorata e mi esclude dolcemente dal resto del mondo.
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Voglio disegnare, anche se non so farlo. Mi libera da ogni pensiero, da ogni decisione incapace mai presa, mi posa su un campo d’erba dorata e mi esclude dolcemente dal resto del mondo.
Solo labbra. Labbra assonnate. Labbra decise. Labbra smerigliate. Labbra gelide. Labbra scure. Labbra dimenticate. Labbra felici. Labbra eloquenti. Labbra nelle docce dei motel sovraffollati. Labbra grinzose. Labbra privatizzate. Labbra minimali. Labbra tagliate. Labbra passionali. Labbra d’autunno. Labbra bagnate. Labbra sulle bocche della gente. Labbra nei cortili malfamati. Labbra per le notti degli sposi. Labbra bugiarde. Labbra senza eguali. Labbra dispettose. Labbra malinconiche. Labbra rancorose. Labbra sulle porte. Labbra negligentemente sporte. Labbra prorompenti. Labbra impossibili. Labbra tenebrose. Labbra troppo simili. Labbra morbide. Labbra nei sottoscala poco luminosi. Labbra porose. Labbra ingiallite. Labbra silenziose. Labbra dei quaderni abbandonati. Labbra infreddolite. Labbra intelligenti. Labbra ridondanti. Labbra capricciose. Labbra di fragola, ciliege e mimose. Labbra profumate. Labbra indefesse. Labbra deliziose. Labbra salate. Labbra offese. Labbra gelose. Labbra iraconde. Labbra leccate. Labbra sognatrici. Labbra meretrici. Labbra rubate d’altre labbra frettolose. Solo labbra?
Filippo Mazzotta
Veramente bella.
Penso all’amore come via di fuga, una via d’uscita. Sicuramente direte che è l’ennesimo post sull’amore che starete leggendo oggi, che non ne potete più. Non sto qui a scavarmi nel profondo dell’anima dinanzi a uno schermo anche perchè non credo di dover trovare nulla. E’ già tutto in superficie e ha delle radici profondissime. Ha un nome, un cespuglio al posto della testa, è egocentrico, è sensibile, sa amare, un pò narcisista, si impegna in tutto quello che fa, ha sonno, è sempre attivo e sempre pigro, fa ridere, ha belle mani e bei vestiti, è alto il giusto per darmi un bacio da una perfetta angolazione, e mi sono appena accorta di aver detto una cosa strana. Ha pochi difetti, per ora tutti sopportabili e forse di alcuni non posso neanche farne a meno, è intelligente anche se a volte ostenta, ha dei fottuti denti bianchissimi e sopracciglia facili da sistemare. Ha un bello sguardo, quando guarda, quando fissa, quando mi osserva, e prima di accennare un sorriso chiude gli occhi e li apre lentamente, pupilla verso il basso, e poi sulle mie labbra. Gli piacciono le serie tv, i manga, inizia libri che non credo finisca, i denti, i libri che parlano di denti, fare l’amore, il kebab, farsi scattare foto perchè tanto esce sempre bene (che rabbia) da una che non è per niente fotogenica. Adora i gatti, le feste, il letto ed un cuscino. E io adoro lui totalmente, tragicamente, teneramente.
Ho deciso di rimettermi un’altra volta in campo. Anche se c’è qualcuno che continua a spiarmi. Vorrei essere trasparente ma senza far vedere niente. Vorrei non aver bisogno di scrivere e non credere a chi dice che l’arte è fatta per riscoprire te stesso perchè c’è qualcosa che non va. Riesco a riscoprirmi, lentamente, ma ho bisogno di tutto questo. I famosi tramonti alla quercia, una sigaretta spenta alla svelta, i caffè pomeridiani prima di rinchiuderci in biblioteca. La nebbia di Ferrara mi porta troppo lontano e la percepisco troppo poco mentre mi offusca i pensieri imbevuti negli occhiali appannati.
Molto probabile che mi sia persa un pò, come sempre. Che stia provando a ritrovarmi e a ricercarmi, tra le foglie di un arbusto instabile, quando ormai è troppo inverno.
Sai di mare quando piove.
Avevo preso un caffè in via Ugo Bassi. Era disciolto nel latte di mandorla e la cosa mi fece ridere. Latte di mandorla a Bologna, pensavo sarebbe stata per sempre un'utopia. Mi son passate davanti diverse persone. Non lo faccio volontariamente, ma rido ogni volta che vedo camminare qualcuno. C'era questa vecchia signora con la nipotina da una parte e una busta con una sola anguria nell'altra, e aveva la stessa conformazione fisica del frutto. Le mancava solo il rotolamento compulsivo e sarebbe stato veramente fantastico. Inutile sottoscrivere che son passati un sacco di barboni, e che ogni volta che li guardo mi viene in mente di quando una donna, abbastanza priva di sentimenti direi, mi disse cosa ne pensavo della loro felicità, e che forse si starebbe meglio a stare così, buttati sotto i portici bolognesi senza doversi preoccupare dei soldi perché tutto quello che si ha è solo una coperta e qualche volta, se ti va veramente bene, anche un cane da compagnia. Rimasi allibita. Non lo so, rispetto sempre i giudizi degli altri ma questo mi lasciò veramente senza parole. Lei che dall'alto della sua poltrona super ottocentesca prese a bere thè col mignolino alzato, lei che guarda con soddisfazione il lampadario che è riuscita a comprare all'asta più costosa di Venezia, e che ogni volta non si discosta mai dal sottolinearlo, lei dice che i barboni sono più felici di noi. Aperta e chiusa questa parentesi, dicevo, mi passavano veramente tante persone davanti. Ho scoperto mentre le guardavo che sono tutte bellissime, coi loro difetti, con le loro camminate strane e le facce buffe, con i sorrisi super gengivali impossibili da nascondere e gli apparecchi con gli elastici fosforescenti. Ho pensato che bella vita, che bella vita per ognuno di noi. Ce la siamo creata, sudata, l'abbiamo resa anche pigra ma sempre adatta, e cerchiamo ancora adesso di non vestircela troppo stretta, di non farla collassare e di farla resistere, magari con qualche caffè amaro disciolto male in via Ugo Bassi.
Silence.