Parole che porto con me
Ti ringrazio.
Non in modo distratto, non di passaggio.
Ti ringrazio con la parte piĂš sincera di me.
Ti ringrazio per la dolcezza che hai avuto,
per la gentilezza che non era mai ostentata,
per quel modo quieto di esserci che, allora, mi ha fatto sentire al sicuro.
Ero giovane, fragile senza saperlo,
stavo imparando a stare al mondo mentre cercavo di capire come si ama davvero.
E tu sei arrivato in quel momento preciso,
non per restare per sempre,
ma per lasciare qualcosa che non se ne sarebbe piĂš andato.
Sei stato il mio primo amore vero.
Quello che non si dimentica non perchĂŠ manchi,
ma perchĂŠ ha aperto una porta dentro.
Con te ho capito quanto posso sentire,
quanto posso legarmi,
quanto il mio cuore sa essere profondo e leale.
Non avrei voluto una storia diversa.
Forse piĂš tempo, sĂŹ.
Forse meno corse, meno stanchezza, meno distanza.
Ma non piĂš amore.
PerchĂŠ quello che câè stato era autentico, ed era abbastanza per lasciare un segno gentile.
Mi sarebbe piaciuto restare amici.
PerchĂŠ le persone come te, buone davvero,
con un cuore generoso e uno sguardo pulito,
sono rare.
La vita non lo ha permesso,
e oggi so che anche questo ha avuto un senso.
Voglio che tu sappia una cosa, anche se non te la dirò mai:
per me sei stato importante.
Lo sei stato allora,
e lo sei ancora oggi come ricordo vivo, ma pacificato.
Non come possibilitĂ ,
non come nostalgia che chiede,
ma come presenza che ha fatto bene.
Ti custodisco con cura.
Con rispetto.
Con gratitudine.
Non ti tengo stretto,
non ti cerco,
non ti rincorro nei âseâ.
Ti porto con me nel modo piĂš sano che conosco:
lasciandoti esattamente dove appartieni.
Nel passato che mi ha resa quella che sono.
Nel cuore che ha imparato ad amare anche grazie a te.












