Esigere un combattimento quando le forze non sono succifienti è scambiare coraggio con masochismo!
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@viapaolofabbri
Esigere un combattimento quando le forze non sono succifienti è scambiare coraggio con masochismo!
Secondo me non è che devi esagerare
Con la lotta al capitale
Ogni tanto ci puoi andare
Pure al centro commerciale
E lo so che è disgustoso
Disonesto e criminale
Ma d'estate si sta freschi e puoi sempre parcheggiare
Ricordo perfettamente tutte le tue abitudini.
E tu le mie?
Ho paura che questa volta sia veramente arrivata l’ora di andare. I dubbi irrisolti sono le paure non accettate. E tu, in questo momento non sai dove collocarmi. O tra le tue armature o tra le tue armi.
Io, invece, ho sempre avuto certezze su di te; e nonostante avessi dubbi li ho trasformati in armi, le nostre. Tu, invece, hai ancora uno scudo. Quello che invece di difenderci, ti difende da me.
E cosi che nasce il buio.
Sto cercando di essere quello che sono, il più trasparente di quello che non sono mai stato. Ma ho capito che non esistono due persone che tengono una all’altra allo stesso modo.
E tu dubiti. Ma i dubbi non vanno da nessuna parte, nonostante io cerchi di cancellarteli.
Vedi, tu ora hai paura, di qualcosa che non esiste. Paura di me. Io sono per te la grotta e l’orso. E tu non sai dove rifuggiarti. Perciò tu sei ora accucciata tra le mie braccia, perché io ti protegga dalla paura che hai di me.
04 Agosto
La sera del nostro primo tramonto. Quello che non c’è stato.
Corteggiamento da consumo letterario.
Sì, quella roba antica che non meritate. Che non conoscete.
Se la letteratura giocasse a calcio
Italo Svevo: le perde tutte, ma a fine stagione trionfa perché tutti gli altri vengon squalificati. Per la sua squadra ogni sconfitta è sempre l’ultima.
James Joyce: fallosissimo, spezza le gambe agli avversari e inveisce contro l’arbitro, per lui le partite finiscon sempre con uno o due uomini in meno ed inizian solo dopo esser ormai sotto 0-3. Esperto in rimonte clamorose, il risultato finale varia spesso da 3-3 a 5-3.
Ernest Hemingway: maestro del contrasto duro ma leale, cela dietro un gioco pane e salame la filosofia d’un calcio impregnato di coraggio, determinazione e tenacia. Celebri le sue vittorie per 1-0 al 95°.
Franz Kafka: vive la stagione nell’angoscioso terrore d’esser retrocesso da un giorno all’altro in Lega Pro. Per lui le partite parton sempre dallo 0-1. Con un uomo in meno. E ogni volta, chissà come, deve vedersela con un pallone più grande di lui.
Samuel Beckett: squadra tipicamente attendista, vive nell’incessante attesa di poter conquistar palla, invano. Con lui il minuto è sempre il 90°.
Marcel Proust: virtuoso del fraseggio corto e prolungato, la sua squadra è capace di palleggiar per un’ora intera senza mai tirare in porta. Ah, già, dimenticavo, il tempo non esiste. Le sue azioni vivono in moviola costante e il tè dell’intervallo dura più della partita.
George Byron: giocare per lui vuol dire solo giocare alla morte. Le partite i suoi giocatori le terminano puntualmente all’ospedale a gruppi di 6 o 7. Spesso estromessi dal torneo per sciagurato decesso di ¾ della squadra.
Gabriele D’annunzio: lui vince sempre. Prima squadra al mondo composta di 11 numeri 10, tutti fantasisti, gioca senza schemi e senza arbitro, segnando direttamente da rinvio. Apoteosi del calcio specchiato.
Émile Zola: fautore d’un calcio operaio, è abile a trasformare la difesa in attacco, studiando approfonditamente i difetti ereditari degli avversari allo scopo di scovarne i punti deboli. Recordteam di probità: 0 ammonizioni.
Albert Camus: tipica squadra di fatica e sacrificio, i suoi giocatori impiegano oltre un’ora per portar palla nell’area avversaria, dopodiché la perdono e devono ricominciare da capo. Abbonati allo 0-0, ma nutrendo sempre la speranza del gol.
Eugène Ionesco: gioca senza palla, iniziando le partite al 70°, andando al riposo al 23° e chiudendole al 3° del secondo tempo. Assolutamente indimenticabili le sue partite con Beckett. In porta c’è un rinoceronte.
Jean Racine: surclassa l’avversario e domina per tre quarti di gara, dopodiché getta via le partite, suicidandosi calcisticamente. “Imparare dalla sconfitta”.
Honoré de Balzac: la sua squadra le prende sempre, ma ai suoi giocatori non interessa. Loro pensano solo ai soldi.
Holi festival Naples (photos me)
“-scienze -lettere.”
ce ne sarebbero di cose da dire ..
Per quelli che hanno amato, perso tutto, e amato di nuovo.
Adoro adoro adoro i tuoi grovigli, li conto ad uno ad uno e penso in questo mi somigli.
Cesare Cremonini, Tante belle cose. (via comefiorialvento)
Coffee Art by Bernulia
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