#infornoa180° #craccospostati #vegetarianfood #lamortesua (presso Verona, Italy) https://www.instagram.com/p/Bnv_7iNhYHmPiAqOqzzxb3AQnDyb0E3ob07My80/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1aotfmaj3v78t
I'd rather be in outer space 🛸
art blog(derogatory)

oozey mess
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
Lint Roller? I Barely Know Her

Discoholic 🪩
Game of Thrones Daily
h

roma★
cherry valley forever
KIROKAZE
wallacepolsom
One Nice Bug Per Day
Fai_Ryy

if i look back, i am lost
🩵 avery cochrane 🩵
ojovivo

PR's Tumblrdome
macklin celebrini has autism
noise dept.
seen from United Kingdom
seen from Russia

seen from Malaysia
seen from United States

seen from United States

seen from Argentina

seen from Italy
seen from Vietnam
seen from United States

seen from Brazil
seen from Paraguay
seen from Italy
seen from Ireland

seen from France

seen from Italy

seen from United States

seen from United Kingdom
seen from United States

seen from United States

seen from Malaysia
@vittoriomazza
#infornoa180° #craccospostati #vegetarianfood #lamortesua (presso Verona, Italy) https://www.instagram.com/p/Bnv_7iNhYHmPiAqOqzzxb3AQnDyb0E3ob07My80/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1aotfmaj3v78t
#mulincianeddichini #Sicilia #estate #Messina #al maresimangialeggero #foodporn (presso Messina, Italy)
IL VIAGGIO - VERSO SUD
Messina, Capo d’Alì, Capo San’t’Alessio, Taormina, Capotaormina, Aci Trezza, Aci Castello, Capomulini, Catania
Vieni, andiamo, l’amore deve scorrere come l’acqua del fiume, non deve restare dove ieri si è già consumato. Andiamo, lasciamo le sette sorelle alle nostre spalle, andiamo verso Messina e giriamo intorno alla prima punta della Sicilia tra gli alti monti che si son divisi per far posto al mare; da qui in poi vedrai un'altra Sicilia, da qui in poi l’amore di oggi non sarà più come quello di ieri. Vieni, passiamo Capò Alì e vediamo i monti alti e fragili sul mare, fatti di sabbia e pieni di olivi e limoni; guarde le antiche valli che dagli antichi monti scendono al mare in grigie fiumare e la poca acqua che ancora arriva guardala accendersi sotto il sole di luglio; guarda gli alti castelli sui monti e le piccole torri sulla costa, che seguono le nostre vele con piglio arcigno e militare malgrado ora siano rovine abitate solo dalle paurose lucertole. Ecco alta sul monte Forza D’Agrò mentre ci osserva passare vicino al castello Saraceno di capo Sant’Alessio prima di arrivare a Taormina e alle lingue di terra dei suoi promontori. La piccola città ci osserva sorridendo immersa nel verde perché lei, fatta d’amore, vede in noi l’amore con cui ci nutriamo e di questo felice ci saluta luminosa e serena. Noi scendiamo ancora più a sud mentre le spiagge da bianche e sassose ora anneriscono fino a che non ci appare Aci Trezza con i neri faraglioni che Polifemo lanciò contro l’astuto Ulisse e infine Aci Castello col suo oscuro e superbo maniero Normanno a guardia del mare. Ecco ora appare lL’alta nera montagna che ci osserva lentamente arrivare; scura e fumosa osserva il nostro lento andare mentre passiamo Riposto ed infine Capomulini finche Catania , scura e accaldata ci appare distesa dal mare al nero monte. Enorme, caotica e inquieta, Catania generosa e ciarliera allarga le sue braccia per accoglierci. Qui riposiamo mentre la luna alle spalle si alza ed enorme e luminosa inonda l’oscuro mare di luce raccontando ai pesci del nostro amore mai finito.
, Come, let’s go, love must flow like the water of the river, it must not remain where yesterday has already consumed itself. Let’s go, leave the seven sisters behind us, go to Messina and turn around the first point of Sicily between the high mountains that are divided to make room for the sea; from here on you will see another Sicily, from here on, today’s love will no longer be like yesterday’s. Come, let’s pass Capò Alì and see the high and fragile mountains on the sea, made of sand and full of olive and lemon trees; look at the ancient valleys that descend from the ancient mountains to the sea in gray rivers and the little water that still comes to watch it light up under the July sun; look at the high castles on the mountains and the small towers on the coast, which follow our sails with dour and military look, although now they are ruins inhabited only by the scary lizards. Here it is high on Mount Forza D'Agrò while watching us pass near the Saraceno castle of Capo Sant'Alessio before arriving in Taormina and the tongues of its promontories. The small city observes us smiling in the green because she, made of love, sees in us the love with which we feed and of this happy she greets us bright and serene. We descend even further south while the white and stony beaches now blacken until we see Aci Trezza with the black stacks that Polyphemus threw against the cunning Ulysses and finally Aci Castello with his dark and superb Norman manor guarding the sea . Here now appears the high black mountain that slowly observes us; dark and smoky observes our slow going while we pass Riposto and finally Capomulini until Catania, dark and hot, appears to us from the sea to the black mountain. Huge, chaotic and restless, Catania generous and chatty spread its arms to welcome us. Here we rest as the moon rises behind and huge and luminous floods the dark sea of light telling the fish of our love never finished.,
Rufous Hummingbird by Jesse Schpakowski
È l’insieme delle parti, la loro unione, che crea l’unità. Così la Sicilia è una unità formata da mille insieme: gli arabi, i normanni, i greci, gli spagnoli, gli albanesi, i gallici, i principi i ricchi ed i poveri, gli artisti, gli scienziati e gli emigranti, la terra nera dell’ Etna, le scogliere bianche, i boschi rigogliosi, i campi rinsecchiti, il vino e l’acqua, il grano, i limoni, le arance, il melograno e l’uva, i pesci e gli agnelli, i cannoli, la granita, la pignolata, i dolci delle feste, quelli dei morti, il sole, la pioggia, il silenzio, il rumore del mare, il sudore, la fatica, le lacrime ed il sangue, tutto questo è Sicilia. Una e mille, le parti, il loro insieme, l’unità: la Sicilia.
It is the whole of the parts, their union, which creates unity. So Sicily is a unity formed by a thousand of little parts: the Arabs, the Normans, the Greeks, the Spaniards, the Albanians, the Gallic, the princes the rich and the poor, the artists, the scientists and the emigrants, the black earth of Etna, the white cliffs, the luxuriant woods, the dried fields, the wine and the water, the wheat, the lemons, the oranges, the pomegranate and the grapes, the fish and the lambs, the cannoli, the granita, the pignolata, the sweets of the parties, those of the dead, the sun, the rain, the silence, the sound of the sea, the sweat, the toil, the tears and the blood, all this is Sicily. One and a thousand, the parts, their whole, the unity: Sicily.
A SASIZZA
“Allura, facemu u cuntu – fece Petru da dietro il bancone della sua macelleria toccando i vari pacchi in cui aveva raccolto la carne che avevamo ordinato per festeggiare ferragosto – sunnu cincu chili i canni i capra o funnu, quaranta spedini di braciolini, du chila i custata per rustiri, e u chilu i pancetta pi rustiri – e poi allungando la sua faccia verso di noi e guardandosi con i suoi occhi stanchi per la notte passata ad infornare la carne di capra e con sul volto la sua barba grigia che, come usavano i contadini degli anni cinquanta, taglia solo la domenica, ci chiese – vi sebbi nent’autru?” “No - rispondemmo io e Santu con fare dubbioso – dovrebbe essere tutto, forse, ecco dacci due pani di casa e mezza forma di primo sale”. Mentre tagliava il formaggio Petru chiese con aria indifferente “ e a sasizza na vuliti?” Io e Santu ci guardammo disorientati; la sasizza era un punto fermo del grande arrostire di metà agosto, ma noi, che eravamo all’antica e avevamo mangiato la salsiccia solo in inverno quando si ammazzava il maiale di famiglia, eravamo un po’ dubbiosi. Petru ne approfittò “vaia vi ni mettu du chila i chidda cu fummaggiu e tri chila i chidda tradizionali cu finucchieddu sabbaggiu” “e mettila – rispondemmo rassegnati – al limite la mangiamo domani”. Quando arrivammo la lunga tavola era già imbandita con piatti di olive e peperoni sotto sale, olive schiacciate sott’olio, pezzi di formaggi, insalatiere piene di insalata verde, melanzane fatte al forno condite con il peperoncino, grandi tazze piene di cipolla rossa immersa nell’aceto per renderla più dolce ed evitare problemi con l’alito. La cipolla era necessaria a digerire la carne di capra al forno che una volta messa sulla lunga tavolata scomparve velocemente. Ciccio, messo a capotavola, ci disse di incominciare ad arrostire gli spiedini e le fette di carne e pancetta. Santu, che era a cuocere la carne sul grande barbecue, mi disse di portargli un po’ di salsiccia, così, tanto per. Messa la salsiccia sulla brace ci ritrovammo circondati dai bambini che chiedevano con una fetta di pane ben aperta in mano di avere un pezzo di salsiccia. Fu la volta poi delle signore ed infine Ciccio, dal fondo della tavolata si lamentò che a lui la salsiccia non era arrivata. Intanto le bottiglie di vino si svuotavano e nei bidoni in cui c’era il resto del vino il livello scendeva velocemente. Qualcuno incominciava a vagare intorno alla tavola con il bicchiere in mano mezzo vuoto e dopo qualche fermata qua e la veniva a prendere un po’ di salsiccia tornando alla tavola predicando sulla politica e sul lavoro. Riesco a salvare un pezzo di salsiccia che porto in un piatto di plastica a mio cugino Ciccio. “Lassala ca, chi ora ma manciu….” fa lui mentre si asciugava il sudore per il caldo. Sta per mettere via il fazzoletto che un bambino allunga la forchetta e si prende il pezzo di salsiccia mettendola in un pezzo di pane da cui trasborda abbondantemente. Ciccio lo guarda stupito ed arrabbiato. Il bambino si stringe alla madre che ha accanto che sta parlando con la sua vicina e che non gli da retta. Ciccio decide di giocare di simpatia “Biddittu, chi fai ta manci tutta….?” chiese sorridendo. Il bambino lo guarda egli risponde “ Si” e da un morso staccando un pezzo della salsiccia che sporge. Ciccio incazzato immerge la forchetta in un pezzo di cipolla a bagno nell’aceto e la morde con cattiveria guardando il bambino come a dirgli “Ti mangerei cosi” il bambino incomincia a piangere spaventato dal gesto, la madre si gira e gli chiede “Cori mei chi hai?” “Si muzzicoi a lingua…- fa Ciccio – cu su gran pezzo di sasizza….” fece come a dire che per lui così piccolo era troppo grande “Ragiuni hai – fa la mamma tutta preoccupata – dammi cà” e prendendo il panino del figlio gli dà un morso con cui divora buona parte della salsiccia. Il bambino e Ciccio guardano la mamma stupiti. Tutti e due vorrebbero piangere.
PRANZO 04 - LE GIOIE PAESANE :
ANTIPASTO - Fiori di zucca fritti con acciuga e pecorino primo sale, pomodori sott’olio con melanzana e capperi: fette di pecorino primo sale impanato e fritto
PRIMI PIATTI : Tripudio di pasta in salsa semplice di pomodoro fresco, abbracciata da fette afrodisiache di melanzane lasciate in acqua e sale e quindi fritte; maccheroncini in sugo ricco fatto con piselli e bracioline consistenti in piccoli involtini di carne ripieni di una miscela di pecorino pane grattato e prezzemolo bollite insieme a piccole polpette di carne , il tutto spolverato da parmigiano o ricotta salata. Da accompagnarsi con Syrah di Modica
SECONDI PIATTI : spiedino di bracioline ammorbidite nel sugo ed accompagnate dalla soffice morbidezza delle polpette ammorbidite nel sugo ; Bracioline di carne consistenti in sottili fettine di carne ripiene di pan grattato, formaggio, prezzemolo e prosciutto o fettina di provoletta, il tutto arrostito su brace di legno di ulivo per aromatizzarne la carne. Fichi novelli intramezzati da fettine di primo sale con un leggero tocco di miele. Da accompagnarsi con Nero d’Avola.
DOLCI - Piccole fraviole ripiene di ricotta di pecora lavorata al setaccio arricchita di zucchero, granelli di cioccolato fondente ed un tocco di liquore, spolverate quindi di zucchero al velo. Da mangiarsi con un abbondante bicchiere di Zibibbo dolce.
Il caffè sempre dopo il riposino ( si suggerisce un Mezzofreddo: un po di granita al caffè su cui si versa una tazzina di caffè appena uscito dalla moka)
PASTICCERIA SICILIANA - PASTA DI MANDORLE
Le Regole dell’amore: Desiderala
Su quale base nasce un amore, su quale base scegli un pasticcino? solo per la sua dolcezza? solo per la quantità di crema che ha? se così fosse nessuno amerebbe le paste di mandorla, nessuno vorrebbe assaggiare il loro candore o la ciliegia candita che le adorna.
Il desiderio alla fine è la sommatoria di tante pulsioni che risiedono nella nostra anima e che abbiamo costruito con le esperienze della nostra vita. Il desiderio è quindi la nostra impronta digitale, nel bene e nel male, ma è da lui che l’amore nasce, dal desiderare fisicamente una persona nel suo insieme, nel corpo e nell'anima.
E’ questa la prima magia dell’amore, quella che si crea nell'istante in cui vedi per la prima volta chi amerai e proprio in quel momento desideri ogni sua parte, e senti il tuo animo come un albero scosso e piegato dal maestrale che solo al vedere chi ami si scatena nel tuo cuore.
Desiderare, quindi, nutrirsi della sua figura, accarezzare con gli occhi ogni suo particolare, sperando di poterlo sfiorare con le mani o con le labbra, sentire l’ebbrezza nei suoi sospiri, la creazione del mondo nel suo sorriso, un bisogno carnale che risveglia i tuoi sensi e che proietta nei tuoi occhi la sua anima.
Se vuoi amare segui quindi il tuo desiderio, abbandonati alla sete del suo corpo arrenditi all'inarrestabile impulso di sfiorare, accarezzare, baciare divorare ogni suo più piccolo lembo di pelle. È il desiderio che gonfia la vela dell’amore, è il desiderio che feconda i tuoi sensi con il bisogno inesauribile di chi ami, che adorna i tuoi sogni con il suo ricordo, che riveste il tuo tempo con la sua attesa.
È il desiderio che riempie di miele il suo sorriso, che rende gli addii devastanti ed il ritrovarsi un’alba inattesa. È questo incontrollato, inevitabile, dominante desiderio che al suo arrivo fa scomparire il mondo che ti circonda e lo illumina con la luce dei suoi occhi, il profumo del suo corpo.
L’ assenza del desiderio, il preludio della morte dell’amore, lo scivolare nella noia, il dimenticare, l’incapacità di sognare, il gelo dell’indifferenza. Per cui se in te è nato il desiderio, prossima è l’alba dell’amore.
Mosсow never sleeps [via/more] By Kirill Kalyakin
{ it felt just like it was the start of forever }