Sono brava a fare questo: sopportare, sopportare per anni, e poi silenziosamente andar via. Mi hanno detto che sono cattiva, mi hanno ripetuto più volte “cosa ne è stato della nostra amicizia?” “Cosa ne è stato del nostro amore?”. Facendomi sentire sbagliata perché ero andata via da certi posti per prendermi cura di me stessa, per aver eliminato relazioni, amicizie tossiche, dalla mia vita. Io vorrei rispondere, ora, in piedi su questo palco con in mano solo la mia voce, che non sono andata via all’improvviso. Sono andata via quella volta che ho pianto davanti a quell’amica bugiarda, quella volta in cui gli ho urlato per il male che lui mi ha fatto, quella volta che quel mio amico mi ha portato in macchina e messo una mano su una coscia, nel buio di un parcheggio (delle violenze psicologiche non ne parla mai nessuno, ma quante volte ci siamo sentite sbagliate per aver detto un “no”, dopo che qualcuno ci ha detto ridendo “ma come, lo so che ti va, lo so che ti piace”). Sono andata via silenziosamente urlando, piangendo, tremando davanti a persone che sembravano non vedere affatto il mio dolore. Sono andata via per me stessa, per il mio cuore, lasciandomi indietro persone per le quali, un giorno, mi sarei buttata nel fuoco per salvarle. I segnali del mio allontanarmi erano evidenti, ma solo chi ti ama sul serio riesce a vederli, perché vuole vederli. Tutti gli altri mi hanno lasciata andare, senza accorgersene, ferendomi nel profondo ogni volta che potevano. Ma ora sono libera, libera dalla schiavitù dei rapporti tossici che mi hanno fatta sentire sbagliata, perché so quanto valgo e cosa voglio accanto a me: solo chi prima di farmi piangere fa il possibile perché io sorrida, chi mi guarda e pensa che io sia la persona più sorprendente del mondo, chi, quando tutto per me si fa scuro, riesce ad accendere la luce nella stanza. Ora lo so. E fa male perché guardandomi intorno, nessuno è così, e mi sento sola nel mio modo di amare incondizionatamente quelle poche persone che scelgo al mio fianco. Ma va bene così: solo ora che so di cosa ho bisogno, so che quello arriverà. E sarà bello riconoscerlo, e abbracciarlo per dirgli “ti ho aspettato tutta la vita”. Sarà bello.