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Ufficialmente a -7 kg. Felicità immensa
Penso addirittura di aver sentito le mie pupille dilatarsi mentre ti stavo guardando.
(via laragazzadaicapellirossocuore)
La sua tela preferita erano le mie labbra. Dava tutto se stesso per dipingerci su un sorriso. E ci riusciva, sempre.
dio, niente di personale, lo sai, non ti ho mai chiesto niente di personale, forse perché sono così prudente che se la sfortuna fosse un mantice, io sarei solo nell’aria che esce. non sapevo se dare più importanza alla grammatica o all’idea, poi ho pensato che senza l’idea la grammatica neanche esisterebbe, e allora ho scritto il tuo nome con la lettera minuscola all’inizio di questa frase, perché la mia idea è che tu sei creatore del mondo e ordinatore della natura, ma non conosco il tuo nome proprio, e neanche so se ne possiedi uno, a dire il vero. comunque mi dispiaceva per la grammatica, e poi una sola lettera minuscola all’inizio di un testo stonava, quindi ho puntato sulla coerenza, e come vedi mi attengo alla minuscola dopo ogni punto. in fondo l’ha fatto anche un noto scrittore tedesco con una capacità di sintesi sorprendente. non era mica stupido, solo che, ecco, non amava le regole. magari tu e lui vi siete già stretti la mano, cioè no, non la mano, quella parte dell’anima che corrisponde alla mano terrena, e no, nemmeno stringere va bene, stringere è un verbo terreno, insomma hai capito. dicevo, non so se hai un nome proprio, ed è forse la prima volta che provo a relazionarmi con te attraverso la scrittura. quindi perché ti do del tu? perché non c’è riverenza. nelle preghiere c’è riverenza… eppure, anche in quelle, nessuno ti dà del lei. questa non è una preghiera, non è un’invocazione, in questo momento non sto piegando le ginocchia e non sto congiungendo le mani, anche perché poi come scriverei?! questa non è una lettera, ne ho lette fin troppe di lettere indirizzate a te, e nessuna di quelle aveva il francobollo. questa non è la ricerca di una compassione, perché, come disse un profeta fittizio che ebbe più logica dell’omonimo profeta vero, è la compassione che ti ha ucciso. e allora sto scrivendo ad un morto? può darsi. ma, vedi, niente è vano, spesso parlo anche alla morte per superarne la paura. questa non è una preghiera, non è un’invocazione, non è una genuflessione, non è una lettera, non è brama di compassione, questo è un tentativo, proprio come quando parlo alla morte e spero. sai, una volta credevo alla tua bontà assoluta e ti scrivevo con la lettera maiuscola perché pensavo di conoscerti. adesso non ci credo più, però una convinzione mi è rimasta. niente di personale, lo sai, non ti ho mai chiesto niente di personale, perché ero sicura che i desideri altruistici scavalcassero le code di tutti gli altri desideri umani affinché potessero giungere all’aldilà in un batter d’occhio. se poi l’altruismo è un egoismo mascherato, dal momento che il bene dell’altro fa star bene anche me, allora chiedo perdono, ma considero questa la forma più pura dell’egoismo. e la forma più pura deve venire prima delle altre forme! oggi ho incrociato una zingara, per carità, una ciarlatana come le altre, ho pensato, solo che poi mi ha attirato a sé pronunciando quella parola che è la fonte del mio desiderio del desiderio. desiderio del desiderio: lo aveva detto poche ore prima il mio professore, per spiegare la natura benevola del desiderare. ecco, io desidero il suo bene più di ogni altro bene, tutto qua. se credo al caso? non lo so. convincimi. è solo un tentativo.
Non ho mai letto niente di più meraviglioso!
Che onore… Grazie.
Impazzisco
stavolta ti sei superata!
Grazie!!
Io.. seriamente le tue parole sono non solo toccanti ed estremamente condivise ma mi fanno tornare ad essere bambina nell'animo con un pensiero adulto e maturo quale tu scrivi.
Grazie infinite!
e son seria, ogni qual volta dico che per me sei te la migliore. per quanti libri io abbia potuto leggere, per quante frasi io abbia potuto scrivere.. o salvare. per quante cose mi rimangano a bocca aperta.. i tuoi scritti,sara.. mi fanno un effetto un po’ diverso.. io mi emoziono per davvero.. mi lasci un brivido attraversare tutta la schiena.
cassandrablogger
Non so davvero cosa dire… Grazie.
Rosam cape, spinam cave. Cogli la rosa, attento alla spina.
Gabriele D'Annunzio (via memento-auderesemper)