A te, che sei cielo.
A me, che ho la testa tra le tue nuvole.
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A te, che sei cielo.
A me, che ho la testa tra le tue nuvole.
Fall Foliage Fashion Week
“Stamattina al bar un signore seduto mi guarda e mi dice: “Giovane…ma te sai cos’è l’amicizia?” Sto per rispondere e mi interrompe: “Lo vedi quel signore seduto laggiù? Quello è il mio migliore amico…siamo nati nel ‘39, siamo nati e cresciuti insieme. Io gli ho fatto da testimone a nozze e lui l'ha fatto a me. Abbiamo comprato la terra da lavorare insieme e tutti i giorni venivamo in questo bar, prendevamo un Bianchino e leggevamo le notizie…lui me le leggeva perché io non so leggere e io ascoltavo…sempre insieme… Nel ‘78 abbiamo litigato, ce le siamo anche date…e da quel giorno non ci siamo più parlati, neanche un ciao…Beh, ti dirò..dal 78, nonostante tutto, ogni giorno veniamo qui sempre alla stessa ora…ogni giorno ci vediamo, non ci salutiamo e ci sediamo in due tavolini differenti. Entrambi prendiamo un bianchino. Tutti i giorni prende il giornale e legge le notizie ad alta voce: la gente pensa che sia matto, ma lo fa per me..dal ‘78….””
—
“I hope you look for me in everyone you meet.”
— Because I Look For You (#206: February 27, 2014)
Ho sempre avuto paura che sarebbe arrivato questo momento, ho sempre avuto paura di dimenticarti.
In questi anni mi ero creata una teoria ben precisa, tra me e me, su come sarebbero dovute andare le cose. Tu saresti rimasto nel mio cuore per sempre, per sempre nei miei perchè, per sempre nei miei rimpianti. Credevo che mi avrebbe eternamente perseguitata l'ombra che è comparsa ogni singola volta che ho stretto un'altra mano e guardato dentro l'iride di altri occhi. Credevo che avrei lasciato andare tutti quanti prima o poi, dando loro la colpa di non essere te. Pensavo di non poter riuscire mai ad andare avanti, pensavo che saresti tornato un giorno o l'altro, l'indomani di un giorno qualsiasi.
E invece sto stringendo un'altra mano adesso, per le stesse strade in cui ho camminato con te. Sto ascoltando altri discorsi, come ho fatto altre volte, ma non sono più oscurati dai tuoi. La tua voce è un ricordo così lontano che a malapena mi risuona in testa se mi sforzo di richiamarla alla memoria. Le tue carezze sono state coperte da mille brividi, alcuni di un tipo che tu non mi hai mai dato.
Sai, mi ha regalato un cd. Come hai fatto tu una volta. E questo non l'ho gettato nell'immondizia ma è lì, nel cassetto delle cose importanti. Nel cassetto dove avevo conservato il ciondolo che mi regalasti tu e adesso c'è la sua maglietta, un cartoncino con sopra il suo profumo e il poster del primo film guardato insieme.
Sai, lui adesso non è qui con me. E mi manca, mi manca da impazzire come mi mancavi tu. E non mi manchi più.
Lui non è te, ma non gliene faccio una colpa, riesco ad amarlo anche così.
Credevo che non avrei mai più amato nessuno dopo di te e scusami se non ti ho scritto che sono felice da morire ma mi sembrava di tradire quella promessa che ci siamo fatti prima di abbandonarci: sai che io ci sarò sempre per te.
Ma tu non ci sei più, non per me e non in me.
Scusami, se non ho saputo nemmeno dimenticarti e non ho potuto fare a meno di perderti.
“Se non riusciamo a vedere, a cogliere la bellezza dell’Essere, allora è un problema nostro, non certo dell’Essere, che possiede la bellezza in sé, che ha la bellezza intrinseca a se stesso! Se non vediamo Bello l’Essere, è perché i nostri occhi sono appannati […]”. Così parlava un tale, mentre parlava di bellezza ontica. Niente a che vedere con la bellezza canonica, sia chiaro. E poi diceva anche che l’Essere è “sempre Bene, tutto Bene, solo Bene, tutto il Bene”. Insomma, il Bello e il Bene coesistevano nell’Essere, e coesistevano a priori. Nell’introduzione di un libro, c’era un altro tale a sostenere che il Sole fosse da secoli metafora del Bene. Era vero, eccome se lo era! Era vero nella misura in cui i miei occhi furono disappanati esattamente dal Sole, e nel momento in cui mi accorsi di quanto le persone fossero più belle alla luce del Sole. Persino gli occhi del colore più insignificante s’illuminano al Sole e al Bene, e assumono un colore che evidenzia il loro significato di unicità. Persino i volti più grinzosi s’illuminano al Sole e al Bene, e le rughe sembrano mirabilmente ridursi. Persino i capelli più spenti s’illuminano al Sole e al Bene, e un riflesso acceso cattura la nostra attenzione. E se non sei ancora convinto che il Bello è più bello se illuminato dal Bene, dimmi: ammetteresti mai a te stesso che tua madre non è bella? Un’alta concentrazione di Bene non può che presuppore un’alta concentrazione di Bello. E allora io ti dico, forse è proprio in tua madre che sei riuscito a discernere la bellezza ontica dalla bellezza canonica. Non è ipocrisia, è ontologia.
la cosa più bella che abbia mai letto fino ad ora
Ne sono onorata, grazie.
Non riesco a dire qualcosa di diverso, ma è veramente bellissimo quello che hai scritto
Grazie mille.
Reblog. A vita.
Ho letto questo mentre ero in classe, la prof mi ha chiesto cosa stessi facendo col telefono e io le ho fatto leggere questo. Mi ha detto “Complimenti, magari usassero tutti il internet per trasmettere questi messaggi”. Poi ha detto che ci farà fare un compito su questo.
È uno scherzo? Oddio… Non l'avrei mai immaginato.
la mia preferita.💫
Eternal
“Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, sono bassa e la mia faccia è troppo tonda. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? Ti sei guardato in giro? Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici. Non mi innamoro mai, tranne una volta. Ti parlo, ti parlo tanto. Ti ascolto, ti ascolto tanto. Faccio l’amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo. Bacio le tue dita e arrossisco. Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me. Mi sforzo di capirti, in qualsiasi situazione. Ti faccio impazzire. Forse non mi ami più di tanto ma io so di averti fatto impazzire. Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, i miei occhi così simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Tra vent’anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami come me, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io. Trovami una che sorride ad ogni tuo singolo gesto come faccio io. Trovane una che ti prende la mano e non te la lascia più. Trovane una che, come me, si alza la mattina con l'unico desiderio di un tuo bacio. Trovane una la cui giornata non ha un senso senza il tuo abbraccio quotidiano, come per me. Trovane una che viaggerebbe per tutto il mondo con te, come farei io. Trovane una che ti ama da impazzire come me, e se penserai di trovarla mandala via, perché non sarò io, e nessuno ti amerà mai come faccio io. Io mi sono innamorata del tuo meglio senza conoscere il peggio, successivamente l'ho conosciuto e ti ho amato ancora di più. Perché si cerca la perfezione ma alla fine ci si innamora sempre dei difetti. Ti ho amato fino a perdere il fiato, e lo farei altre migliaia di volte. Trovane una che pur di vedere un tuo sorriso farebbe qualsiasi cosa. Trovane una il cui più grande desiderio è fare l'amore con te in ogni parte del mondo. È triste da dire, ma una così non la troverai mai. E sai perché? Perché tu non sei quello che le ragazze vorrebbero. Anzi, ti dico di più, sei quello che nessuna vorrebbe. Sei apatico, ti dimentichi tutto, sei egoista e anche un po’ stronzo. Non sei passionale, fai sudare anche un singolo bacio, e una parola dolce da parte tua è più rara di una bestemmia del papa. Pensi sempre di avere ragione anche quando hai torto e ti inventi di tutto pur di dimostrare che l'hai comunque. Sei anaffettivo e staresti anche una settimana senza sentire il bisogno di parlare. Metti i tuoi interessi davanti a tutto. Sei pigro e dormiglione. La notte scalci e ti prendi tutte le coperte. Quando camminiamo insieme te ne vai avanti e ti dimentichi di me che sto dietro, magari con i tacchi e sui sampietrini. Ti ripeto diecimila volte le cose che mi danno fastidio e tu le rifai altre ventimila. Quando siamo lontani non chiami quasi mai, non racconti niente, tieni sempre tutto per te. Non ami fare le foto. Mi dedichi una canzone una volta ogni cento anni. Spreco giornate intere a pensare a regali da farti, lettere da scriverti, libri da regalarti, e tu puntualmente non apprezzi niente, le lettere non le leggi e i libri neanche. Nessuna ti amerebbe così tanto con tutti questi difetti. Nessuna. Tranne me. Io vivo per te, e so che il tuo cuore è avvolto da un involucro di ghiaccio. Il tuo viso è coperto da centomila maschere che non sorridono, che sono serie e sempre impettite. Alcune sono cattive, altre impassibili, e in nessuna c'è un'ombra di dolcezza; o meglio, nessuno sa coglierla. Nessuno, tranne me. Io ho capito che anche il ghiaccio si può sciogliere, e anche centomila maschere si possono togliere, se si ha la voglia di scoprire cosa si trova dietro. Io che comunque non sono perfetta. Sono gelosa, iperprotettiva, ipersensibile, curiosa e ficcanaso, pretendo che mi racconti tutto ciò che fai, che dici e che pensi, e se scopro che non mi hai detto qualcosa è come se mi crollasse il mondo addosso. Pretendo rispetto e odio che mi vengano rivolte brutte parole, ma tu puntualmente lo fai. Quando mi arrabbio sono capace di dirti quanto fai schifo in mille modi diversi senza finire più, ma non so restare arrabbiata con te più di una giornata senza cadere di nuovo tra le tue braccia. Te la do sempre vinta, sempre, anche quando avevo giurato a me stessa di non farlo. A volte mi chiedo se valga la pena davvero di lottare per questa relazione che sembro volere solo io. Quando altre persone durante la nostra storia si sono innamorate di me e sembravano perfette, ed erano tutto quello che tu non eri e che avevo sempre desiderato da te ho seriamente pensato di lasciar perdere e andare da loro che sembravano desiderarmi e amarmi molto di più, e mi sapevano trattare come io meritavo di essere trattata. Però sai qual è il problema? Che tutte queste persone erano perfette, dolci, rispettose, avrebbero fatto qualsiasi cosa per me, qualsiasi sul serio, ci sarebbero state per me in qualsiasi momento e mi avrebbero fatto sentire come una regina, invece che abbassarmi puntualmente l'autostima vanificando tutti i miei gesti dolci e tutti i miei sforzi per renderti felice come fai tu, ma avevano un singolo, unico difetto. Non erano te. E io ti odio, ti odio talmente tanto perché so che io per te sono il meglio che tu possa mai trovare, ma tu per me non lo sei, e ti odio perché tu lo sai e non ti sforzi neanche di provare ad esserlo, perché tanto sai che io ti amo così tanto che ti accetto anche così. Ti odio perché non mi ascolti mai, e odio ogni tuo singolo difetto che ho elencato, dal primo all'ultimo, e odio anche tutta la miriade di difetti che non ho citato ma ci sono comunque. Ti odio perché non fai nulla per rendermi felice, assolutamente nulla, ma lo fai comunque, e non capisco il perché. Odio tutto questo, a volte odio anche te. Te capisci? Odio noi. Odio il fatto che ho maledettamente bisogno di te, in ogni istante. Odio il fatto che mi manchi anche se ci siamo salutati da un'ora, e odio il fatto che per te non è così. Odio te che non mi dimostri mai che mi ami e nemmeno me lo fai capire. ODIO IL FATTO CHE NON MANTIENI LE PROMESSE. Odio il solo pensiero che a capodanno ti sei ubriacato quando ero venuta a casa tua esclusivamente per passare la notte con te e fare l'amore, e tu te ne sei fottuto e hai preferito ubriacarti con i tuoi amici. E veramente non c'è cosa che più odio di questa. Odio il fatto che ti avrei dovuto lasciare in quel momento, quando ti ho visto. Ti avrei dovuto lasciare nel locale invece di trovare un passaggio anche per te e dopodiché ti avrei dovuto lasciare per sempre. E invece non l'ho fatto. Ti ho fatto credere di avertela perdonata e mi faccio schifo per questo, e mi fai schifo anche tu. Inoltre odio il fatto che ti dedico mille frasi al minuto e tu non me ne leggi neanche una e cambi argomento dicendo cose che non c'entrano niente. E odio il fatto che non dovrei più essere dolce con te, mai più, non dovrei più dedicarti frasi né canzoni, nemmeno scriverti la lettera che invece sto scrivendo in questo momento. Dovrei semplicemente fermarmi e vedere se tu fai qualcosa. Se tu cambi, se ti manca la me di prima e quindi diventi ciò che io ti ho sempre chiesto di diventare in modo da riavermi dolce e innamoratissima come sono sempre stata. E odio me stessa perché mi prometto sempre di fare qualcosa per cambiare le cose e infrango le mie stesse promesse. Mi odio perché mi sono sempre vantata di essere una persona forte ma quando si tratta di te divento così debole, fragile e incapace di agire, paurosa e insicura, divento tutto ciò che odio. Ma la cosa che odio più di tutto è che non ti odio, nemmeno un pochino, nemmeno per niente. Invece ti amo. Ti amo alla follia e non ne capisco neanche il perché, dal momento in cui tu non mi dai alcun motivo per farlo. Ti amo e amo anche tutti i tuoi difetti perché in fondo mi danno una motivazione per continuare a lottare, mi danno un motivo per lamentarmi e criticare, e tu sai quanto amo farlo. Li amo perché ti rendono unico e mi danno la possibilità di chiamarti “il cattivo”, che è diventato il mio intercalare, la mia parola preferita. Ti amo perché non saprei fare altro. Ti amo perché so che sei tu quello giusto, anche se non hai niente di quello che cerco nelle persone. E sai perché lo so? Perché riesci a rendermi felice pur non essendo perfetto, ed è proprio per questo che ti amo alla follia. Anche un tuo singolo sorriso riesce cambiarmi la giornata, e in quel momento dimentico tutto, e non mi servono parole dolci né gesti romantici, non ho bisogno di nient'altro, soltanto di avere la possibilità di bloccare l'attimo in cui sorridi e prolungarlo per tutta la vita. Sì, per tutta la vita. Perché io non riesco a vedere nessun altro al mio fianco se non te. E non credere che non ci abbia mai pensato, che non mi sia mai immaginata con qualcun altro, che in tutti questi anni non mi sia mai chiesta: forse non starei meglio con tizio o caio? ma la risposta è sempre la stessa, unica e sola: no. Un no convinto e categorico, un no di una persona talmente innamorata di tutto ciò che sei, anche dei tuoi difetti che più odio, che continuerebbe ad odiarli amandoti per sempre. Io non ti assicuro che staremo insieme per sempre, ma ti assicuro che per sempre ti amerò, per sempre pensandoti sorriderò e mi scapperà una lacrima, come in questo momento. Per sempre io continuerò a guardare il cellulare aspettando un tuo messaggio, continuerò a conoscere persone cercando il tuo sorriso luminoso, i tuoi occhi neri, meravigliosi e profondi, il tuo profumo, la tua splendida voce e tutte le tue caratteristiche uniche e inimitabili. Per sempre tu sarai la mia persona, mia e soltanto mia. Per sempre sarò la tua nana con le guance paffute che lo diventano ancora di più quando ti sorrido. Per sempre sarò perdutamente e infinitamente innamorata di te. Certe cose si sentono, si sanno, e io so che per sempre e all'infinito continuerò a pensare e ad amare alla follia quel cattivo che ha preso la mia vita e l'ha resa migliore. Il cattivo più bello che ci sia.”
—
“Per ogni ferita che io possa averti causato, ne ho causata una uguale a me stessa. Perciò, ti prego, non odiarmi. Io sono una persona imperfetta. Molto più di quanto tu non immagini.”
— Murakami Haruki, Norwegian Wood. (via booksoflovee)
Ma tu cosa senti davvero?
Ma che ne so
forse sbaglio
ad aspettarti ancora
ma non sai quanto mi fa stare bene
l'idea
che tu possa ritornare.
Prima di andare via, volevo dirti una cosa. Ecco, volevo… lasciarti le istruzioni, i consigli per essere felice. Riguardano la donna che amerai dopo di me. Sceglila completamente diversa. Scegline una che non si imbarazza ai complimenti. E non dirle le solite cose, “sei bella”, “hai un sorriso fantastico”, “che occhi meravigliosi”. Dille che ami il suo modo di pensare. Dille che il suo passato l’ha resa fantastica. Dille che i suoi capelli riflettono la luce del sole e i suoi occhi la luminosità delle stelle. Dille che adori le sue opinioni su qualsiasi cosa, che grazie a lei vedi tutto da una nuova prospettiva. Dille che sei orgoglioso di lei. Ti prego, scegline una che legge, ma non come me, ok? Non una che non riesce a stare senza un libro in borsa, che odia i rumori forti. Scegline una che non si nega un giro in libreria, ma che non si preoccupa per una serata in un locale con i tacchi alti e il trucco pesante. Scegline una sicura di sé, una che non diventa triste se le neghi una parola d’amore. Scegline una che ti dice quello che non funziona tra di voi. In questo davvero sono categorica: scegline una così. Lo sai quanto era difficile, con me. Che non volevo farti stare male e allora tenevo i nostri problemi per me e tu mi chiedevi cosa non andasse e io mi arrabbiavo e ti punivo con i miei silenzi e con le mie lacrime. Scegline una che non ti ricordi mai me, neanche per un istante. Ti prego, scegline una che non ti faccia ripensare mai a noi e ai nostri sbagli, ai nostri abbracci sempre troppo stretti, ai nostri baci sempre troppo bisognosi, alle cene bruciate e ai pranzi saltati perché troppo impegnati a fare l’amore. Scegline una che ti ami e amala. Ti prego, amala come non sei riuscito ad amare me. Per favore. Portale dei fiori, apri la portiera della macchina, offri una cena. Portala al mare, alle mostre, a vedere le stelle, portala in qualsiasi posto voglia andare e falle delle foto. Fotografala, per favore, mentre si pettina, mentre si mette le scarpe, mentre cucina, mentre si veste; fotografala quando la mattina è in disordine con il pigiama e gli occhi assonnati, quando si mette il rossetto, quando sorride. Abbracciala quando la senti distante, non lasciarla da sola in quei momenti, a lei basta un tuo abbraccio per sapere che ci sei. Tienila stretta a te dopo aver fatto l’amore, non dare mai per scontata la sua presenza. Falle delle sorprese. Vai a prenderla al lavoro, dille che la ami, aiutala a realizzare i suoi sogni, lei ti permetterà di farne parte. Ti prego, donale tutto l’amore che non hai dato a me. Rendila felice. Asciugale le lacrime e non permettere mai che pianga per te. Cerca di essere in tutti i suoi sorrisi. Amala tutti i giorni, a tutte le ore, amala sapendo che se non lo facessi potresti perderla, amala sentendoti male al pensiero di perderla. Amala come non hai amato me. Non fare con lei gli stessi sbagli, ti prego. Non lasciarla andare via.
me ne sono andato da te
sempre controvoglia.
Gio Evan
Lei che fugge lontano pure stavolta e io pure stavolta che la perdo
ti amo ★☆☆☆☆
ti cantavo fix you per farti dormire quando il mondo ti teneva sveglia ★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★
Drake; Thank Me Now
Non le voglio più le cose mediocri, non voglio più chi va via e poi ritorna, chi non sa se restare, chi non si vuole decidere. Se non senti di restarmi accanto, se preferisci andare via e decidere così, io non posso che accettarlo, perché più di me, mi è sempre importato di te.
Non voglio più giocare a chi è più stronzo, e ieri abbiamo giocato tanto, voglio solo lasciarmi andare e non dover avere paura di essere ferito, ancora. Voglio sentirmi libera di dirti ogni cosa, di non dover avere la costante paura che ciò che dica possa essere sbagliata e possa farti andare via, ancora.
Non voglio più rischiare di farmi a pezzi il cuore per chi non sa e non vuole usare il proprio, e tu il tuo lo usi a tratti, con me. E quei momenti in cui lo fai, stiamo e sto così bene, non è così? Allora perché non continuare a usarlo sto dannato cuore.
Non voglio più aspettare un cambiamento, aspettare una parola in più, un segno in più, un sorriso in più, non voglio più dover essere io quella disposta ad aspettare sempre. Vorrei che almeno una volta sia tu a sperare in una mia mossa, a venirmi a cercare semmai mi perdessi.
Soli si sta meglio se accanto hai qualcuno che non ti ama per ciò che sei. Voglio smetterla di accontentarmi di parole a metà, persone a metà, voglio tutto, interamente, senza paura, senza ripensamenti.
Sei disposto a darmelo?
Voglio le parole che servono, quelle seguite da dimostrazioni, voglio l’amore di cui ho bisogno, quello che ho tanto aspettato e che merito, sentirmi importante per qualcuno, per te, non voglio avere dubbi e non voglio essere un dubbio.
Quello che voglio è che tu sappia ciò che vuoi, e che quello che vuoi sia io.
via ( @spacciolacrimee )