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♥️
In quelle ore lunghe fui la sentinella del dolore, vegliai insieme a una nuova folla di parole morte… Devo imparare di nuovo il passo tranquillo di chi crede dove sta andando e perché… ora mi sentivo in petto un dolore lungo che mi privava di ogni sentimento.
La ragione non urla...la ragione si siede e attende
17/05/26
Ogni cuore ha una memoria tutta sua.
... si muore un pò per poter vivere*
«Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stato senza di me, e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. Forse si sta meglio. Forse no. Però mi e venuto il dubbio, e vorrei anche sapere se, ogni tanto, questo dubbio è venuto anche a te. Perché sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto hai scelto così. Ho addirittura dimenticato me stesso, per poter ricordare te.»
S.K
La donna non vede mai ciò che si fa per lei;vede solo ciò che non si fa.
Non basta un raggio di sole in un cielo blu come il mare Perché mi porto un dolore che sale, che sale, Si ferma sulle ginocchia che tremano e so perché …. E non arresta la corsa lui non si vuole fermare Perché è un dolore che sale, che sale e fa male Ora è allo stomaco fegato, vomito, fingo, ma c'è E quando arriva la notte E resto solo con me La testa parte e va in giro In cerca dei suoi perché Né vincitori, né vinti Si esce sconfitti a metà La vita può allontanarci L'amore continuerà Lo stomaco ha resistito anche se non vuol mangiare Ma c'è il dolore che sale, che sale e fa male Arriva al cuore lo vuole picchiare più forte di me Prosegue nella sua corsa, si prende quello che resta Ed in un attimo esplode e mi scoppia la testa Vorrebbe una risposta, ma in fondo risposta non c'è Il sale scende dagli occhi …. Il sole adesso dov'è ? Mentre il dolore sul foglio è Seduto qui accanto a me Che le parole nell'aria Sono parole a metà Ma queste sono già scritte E il tempo non passerà …
Io non trattengo nessuno. Non perché non ci tengo, anzi. Ma lascio agli altri la libertà di scegliere se starmi accanto o andare via, semplicemente perché credo che chi vuole esserci c'è. Senza neanche che tu glielo chieda.
......
Il tempo non appartiene a uno soltanto. Si costruisce in due. E se è stato prezioso, lo è stato perché camminava su due passi, ... non su uno solo.
Che San Valentino festeggiate?
Ricordiamo una poco nota leggenda secondo la quale il 10 febbraio del 273 d.C. San Valentino in persona attraversò il passo dell’Abetone mentre tornava a Terni.
Pare infatti che proprio la notte tra il 9 e il 10 febbraio si fermò a dormire in un letto di legno ora conservato come sacra reliquia nelle stanze dell’albergo Bucaneve, stanza T1.
La leggenda narra che, poco prima di addormentarsi, il Santo sia stato affascinato da un luce abbagliante che lo guidò attraverso il bosco dell’Abetone. Qui, giunto davanti ad un altissimo abete, gli apparve il volto di una bellissima fanciulla ma lui pensò si trattasse di un inganno di Satana con una delle sue solite – e molto banali – tentazioni. Per fuggire all’attrazione fatale verso la pulzella, San Valentino si nascose nel tronco concavo della pianta ma non riuscì a trattenere il suo potente membro che con una forza inaudita trapassò l’albero da parte a parte rimanendovi così incastrato fino all’alba.
Al mattino gli abitanti del luogo lo ritrovarono nudo all’interno della pianta con i sacri gioielli in mostra. Tutti gridarono al miracolo e i cristiani riconobbero nel suo membro il “pene di Dio”. Ci fu allora un’enorme baruffa tra chi gridava all’empietà e chi voleva strappargli il membro per restituirlo al legittimo proprietario!
Una versione ancora più antica della leggenda vuole infatti che San Valentino sia stato martirizzato quel giorno, e non il 14 febbraio, proprio all’Abetone quando, durante questa zuffa, fu evirato e fatto a pezzi dalle donne dell’Abetone che si impossessarono del sacro orpello per restituirlo in sacrificio a Dio, in quanto parte del corpo di Cristo.
Esiste dunque una tradizione cristiana che crede San Valentino patrono degli innamorati mentre esiste una ben più antica tradizione profana che lo festeggia come patrono dei possessori di ‘peni divini’ ben 4 giorni prima.
Da allora, ogni anno, la notte tra il 9 e il 10 febbraio una processione di donne e di uomini si inoltra nel bosco dell’Abetone per invocare s
San Valentino e ricevere la sua forza: gli uomini si nascondono nei tronchi concavi degli alberi mentre le donne cercano di farli uscire invocando con preghiere e invocazioni la forza del Santo.
Voci di corridoio dicono infine che il “pene di Dio”, strappato al Santo, sia tutt’ora conservato e tramandato come sacra frattaglia tra gli abitanti del luogo che lo usano in rarissime e occulte occasioni.
Buon San Valentino a tutti.
Je ne peux pas te donner mon cœur et mon âme, car ils sont déjà à toi. Alors, je t'ai apporté un miroir. Regarde-toi et souviens-toi de moi.
Non mi sono mai perso né ho mai lasciato la tua mano
il tuo tempo? : Se non ci sei ci sarà qualcun altro.
il mio tempo?: Se non ci sei non c'è ne sarà altro.
Ho imparato dal tempo che essere in due è presenza e cura, non misura, né bilanci, né pretese. Ho creduto in un “noi” che si costruisce insieme, senza contare, senza rincorrere.
Se eravamo in due, io c’ero tutto. E se non ti sei sentita vista, non è perché non guardassi, ma perché amavo senza difese. Non per cecità, ma per fiducia.
Non qualcosa che passa e si consuma, ma qualcosa che dà senso a ciò che accade. Prezioso non perché raro, ma perché irripetibile. Unico non per confronto, ma per natura.
A volte ci vuole , silenzio, o persino per vedere quanto di noi è stato vero. E quando lo si vede… non è orgoglio. È chiarezza.
Chi c'è cè ... tanto è uguale, non fa per me .