A chi sopravvive
Non credere che il tuo passato debba pregiudicare il tuo futuro, ma non credere nemmeno che non stia plasmando il tuo presente, ciò che sei è il frutto di ciò che è stato, perché nel bene o nel male siamo solo algoritmi di una complessità abissale, siamo il risultato dinamico di ciò che viviamo, degli eventi esterni che cozzano con la nostra esistenza, casualità apparente che svolta dopo svolta finisce per portarci sempre ad un nuovo punto di partenza che forse è solo l’ennesima tappa di uno stesso percorso. Sei tutte le volte che ti sei arreso, tutte le volte in cui ti sei odiato, ma soprattutto sei ogni volta che ti sei rialzato, sei ogni lacrima, ogni goccia di sudore, ogni traccia di sangue, sei la voce che ti ha spinto a continuare, sei tutte le battaglie che hai vinto nel silenzio armato solo di spietata caparbietà. Non credere che l’amore degli altri sia più importante di quello che ti sforzi di provare per te stesso. Continua a tentare di amarti fino a quando non dovrai più fingere, fino a quando riuscirai a mettere te stesso al primo posto, fino a quando non avrai bisogno di una validazione esterna costantemente insufficiente per sentirti come se avessi il diritto di vivere, il diritto di essere visto e ascoltato, sforzati di amarti fino a quando il parere degli altri smetterà di detenere questo enorme potere capace di tenerti insieme e di distruggerti allo stesso tempo. Quindi non dargli il potere di ferirti, non al punto di portarti a dubitare di te stesso solo per credere ciecamente in loro, non al punto di far tremare le tue fondamenta, come se le tue parole fossero fumo nel vento mentre le loro blocchi di marmo dal peso insostenibile. Costruisci una bellissima muraglia intorno al tuo cuore, ma lascia che abbia ancora porte e finestre in grado di essere aperte, sii la guardia e il re della tua fortezza, così che le parole e i silenzi vi si abbattano contro come frecce sulla roccia, così che non possano trafiggerti ma solo scalfire la tua superficie, e proveranno a ferirti là dove sei più vulnerabile, dove fa più male, ma ci saranno scudi ad attutire i loro colpi e tutto ciò che avrai saranno lividi di poca importanza e una collezione di spade spezzate. Tu sei completo in te stesso, sei un intero perfetto, e tutto ciò di cui hai bisogno è già nelle tue stanze, nascosti nei tuoi angoli remoti aspettano gli strumenti da usare per renderti conto che la tua complessità è un dono e non una maledizione, che non manchi di niente, che non esiste nulla in grado di cambiare le cose a meno che tu non voglia cambiarle. Credi nella tua solidità e sarai invincibile. Non confondere la tua sensibilità per debolezza, perché essere ancora in grado di farti toccare dalla vita e lasciare che ti entri dentro è segno di grandezza, prova della tua forza delicata, del coraggio necessario per riuscire a soffrire, perché non sei diventato molle ma sei solo rimasto elastico. La tua anima è resistente tessuto cicatriziale che continua a guarire, sei più forte di chiunque provi a farti credere il contrario, e non ascoltare nemmeno te stesso quando cerchi prove di una pochezza d’animo che non ti appartiene.












