Oggi a scuola ho iniziato filosofia abbiamo studiato i primi filosofi greci.
Fatto sta che in loro o meglio nei loro pensieri Mi sono rivista o comunque mi sono fermata a riflettere. Secondo questi fisiologi presocratici tutta la materia è viva ed è stata creata da una sostanza primordiale; da questo concetto nasce l'ipotesi per cui "niente nasce e nulla perisce, perché sostanzialmente è sempre esistito". Questa frase mi ha fatto ricordare una citazione che un'amica mi aveva detto: "i rapporti non finiscono, semplicemente si trasformano".
Ho pensato tanto a queste due affermazioni e mi sono chiesta se, dato che niente nasce, il rapporto che ho con le persone che mi stanno vicine è sempre esistito.
C'è un qualcosa di magico in ciò che si sposa un po' anche con il concetto di destino.
Voglio dire... ci siamo sempre attratti, sempre ci atterremo e questo momento che condividiamo è solo un pezzo della parabola che questo gioco di tira e molla disegna. Anche le interazioni che ho avuto con lui sono state da sempre designate e sempre ci saranno. Quando siamo lontani mi immagino di essere nella depressione di un grafico di un moto armonico in attesa del momento T in cui ci ricongiungeremo, in cui Y sarà massima, tendente all'infinito. Quell'infinità che provo quando lo servo di nascosto: perché è lì, mentre lo guardo, che vorrei gridare al mondo intero quanto mi senta fortunata a provare un amore così puro.














