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Io LA AMO!
#6 Potevamo essere noi
Potevamo essere noi, quei due sotto gli alberi, al riparo da tutto. Ero in centro e il sole stava tramontando, li ho visti mano nella mano e poi farsi il solletico e allontanarsi divertiti, lui poi si è fermato o si era fermata prima lei? E insomma sono tornati a guardarsi, l’uno di fronte l’altra, poi lui le ha preso il viso tra le mani e lei si è messa sulle punte proprio come me. Il sole era solo un luccichio rosa dietro le montagne, e i passanti si scansavano di fronte a quell’amore. Erano soli, tutto il mondo ai loro piedi. Mi hanno ricordato te, mi hanno ricordato me e il nostro linguaggio segreto, fatto di sguardi, di mani e di suole consumate. La cosa più bella della giornata.
#5 E scivoleremo sulla pista..
Sono passati 17 giorni. sono tanti lo so, eppure ho sempre pensato che il 17 fosse un bel numero. Non è che non siano successe cose, o cose belle, ho viaggiato, incontrato persone, stretto nuove amicizie, fatto “esperienze”. Però non ho avuto il tempo di annotarle, -ma chi voglio prendere in giro? Non ho avuto voglia, ché se si ha voglia il tempo lo si trova sempre. Solo che sono fatta così, perdonatemi, sono incostante e vagabonda, poco affidabile ma tanto fedele. Tornando a noi…
Oggi non sentivo niente, le partenze mi rubano e portano via tutte le emozioni, e per un po’ è come se non riuscissi davvero a sentire, come se dovessi far fare fisioterapia al cuore. Oggi è una di quelle giornate in cui un po’ ti aspetti qualcosa o qualcuno, che ti stravolga. Ed eccoli alla fine, quegli amici conosciuti per caso, messi assieme per caso a fare cose improbabili ma che fanno ridere o impazzire, dipende dai punti di vista. Mi piacciono tanto, mi piacciono perché non giudicano, e perché non stanno a sentire alle tue merdose scuse per rimanere chiusa in casa, perché sono determinati, e partirebbero per arrivare a prenderti fino in bagno, dove ti eri chiusa per prepararti, perché lo sapevi che intanto, sarebbero arrivati. E in fondo sono un po’ ciò di cui avevi bisogno, in una giornata piatta in cui senti di più la mancanza delle persone che ami, perché queste non possono esserci sempre (fisicamente parlando), altrimenti come faresti a capire che le ami? (in tutti i sensi parlando!) Quindi non importa quante disavventure si presentino alla porta, se il motore non parte, la benzina scarseggia, il tempo vola e l’aria è afosa. Daje che ci’a famo… forse,stasera Boowling!
ti ho vista nuda semivestita semisvestita seminuda vestita ti ho sentita silenziosa meditabonda ti ho udita parlare cantare sussurrare fischiettare urlare mi sei piaciuta in tutte le modalità hai pelle morbida liscia profumata hai capelli di fragranza inaudita non ho capito i tuoi piedi ma io i piedi, lo sai, non mi suscitano ma c’hai occhi da ribaltare un camion in corsa sulla Torino – Reggio Calabria il tredici d’agosto a mezzogiorno c’hai occhi tu il cui colore lo ammetto mi è doloroso in assenza in presenza no mi ci tuffo e faccio il record mondiale di apnea poi ci galleggio a pancia in su e m’addormento il tuo corpo è un’ isola segreta lontana facciamo che sono un naufrago mi sveglio sulla spiaggia è mattina non ho nessunissimo bisogno di essere salvato
Guido Catalano (via gattolupesco)
Penso di aver trovato un nuovo modo di amare
#4 “How to get away with the sessione-estiva”
Oggi ero in uno di quei posti dove si finisce a volte per caso, a volte per scelta, a volte per ostinazione, dove si paga per imparare una professione, ma in realtà si impara a vivere e più delle tasse si pagano solo gli errori. In questo posto, conosciuto ai più come Università (pubblica aggiungerei), ci ero capitata perché il mio nuovo hobby è fare da portafortuna per le più disparate situazioni, come quell’esame che tenti tanto per.. e non ci conti mica che andrà bene, anche se poi accadono miracoli. Mentre mi accingevo a starmene buona buonina in attesa che il mio compito giungesse al termine, accanto a me si era formato un capannello di ragazzi molto più agitati di quanto potessi immaginare, per un esame non poi così diverso dal motivo per cui io mi trovassi lì. Qualcosa con troppi uno e troppi zero per i miei gusti. Mi ha colpito come questi tra di loro nemmeno si conoscessero alla fine, ma per il semplice fatto di avere quella sofferenza in comune avessero stretto gruppo in una frazione di secondo, ripetendosi formule a vicenda, facendo domande incerte, masticando calcoli a fatica e soprattutto ridendo tra di loro per esorcizzare ciò che temevano di affrontare. Ho pensato che la paura fa miracoli ma fa anche amicizia. Ho pensato che erano buffi così riuniti insieme senza nemmeno sapersi chiamare per nome, però ridevano, resistevano. Si facevano forza l’uno con l’altro ed era tutto così spontaneo, così potente e così meraviglioso l’effetto che ne veniva fuori che io a prescindere dal risultato... al posto del Professore un trenta anche solamente per l’impegno gliel’avrei dato. Con tutto il cuore.
#3 La forza dei Giganti
Ci sono giorni in cui le cose belle poi si trasformano in cose brutte, e le cose brutte... no, le cose brutte rimangono brutte e basta. E mentre ti curi dei tuoi tremendi e affannosi sforzi, ti accorgi che ci sono personcine ancora più piccole di quanto tu creda di essere che di sforzi ne fanno il doppio. C’è chi sta uscendo a fatica da un qualcosa che era più grande di quello che magari poteva permettersi, c’è chi sta cercando di rimettere insieme i propri pezzi e di capirci qualcosa alla fine, c’è chi non fa trasparire mai nulla ma sente tanto, sente tutto. C’è chi nonostante sia stato ferito ha ancora paura di ferire gli altri, di ferire chi come unica colpa ha di aver amato, o amato troppo. La cosa bella è vedere come queste persone con uno sforzo che è più grande ancora del tuo vadano avanti, conducano dritti le proprie vite. Ti passano la voglia di continuare a lottare, di non arrenderti solo perché ti trovi di fronte ad un ostacolo. Ma soprattutto ti insegnano che puoi e devi dare sempre il meglio di te, di quello che hai, di ciò che vorresti essere.
Questa va a tutte quelle persone che si sentono piccole di fronte al mondo, agli eventi, all’amore, al futuro... non sanno di avere dentro la forza dei Giganti.
#2 Non è che vuoi diventare un matematico?
Cosa mi ha fatto star bene oggi? Praticamente nulla che non sia un carboidrato semplice, semplice da reperire, da afferrare e ingurgitare.Ma la rossa, no scusate non è più rossa (e io ancora mi ci devo abituare) ha preso un bel voto in una cosa che sembrava impossibile, tipo quando sei piccolo e vuoi arrivare al tavolo su cui hanno messo la torta ma è una faticaccia, perché bhè perché sei piccolo e tutti fanno finta di nulla. Oggi lei, la mia compagna di viaggi e di avventure, ha ottenuto quello in cui sperava, e ciò mi rende tanto felice. Si da il caso io sappia che è destinata a grandi cose, seppur lei non sia dello stesso identico parere. Dettagli.Oggi il suo trionfo mi ha reso felice e immensamente orgogliosa di lei, della sua semplicità della sua maldestria, della sua timidezza incalcolabile. Che ci volete fare, le persone belle sono così, sono timide e non se ne vantano, e non credono di essere in grado di fare certe cose, ma poi, poi le fanno lo stesso... e alla grande!
Quand'è che me la scrivi una sceneggiatura? -Mattew Little Paul
Quando diventerò brava. Di sicuro ;)
#1 Brownies&friends
Ho un’amica che si arrabbia spesso, ce l’ha col mondo e io non posso darle torto. Ma posso darle ciò che ho, nonostante non sia granché, provo a darle il meglio che ho provo a dirle che vedo una luce anche dove invece è buio pesto. Poi ho un’altra amica che ha perso il suo equilibrio ed è andata fuori a cercarlo, ma si deve esser persa perché è un po’che l’aspetto ma non è ancora tornata. Oggi ha mandato un messaggio, dice che se faccio un dolce poi lo vorrebbe assaggiare. Strano. Avevo cominciato a credere che lì dov’era avesse dimenticato tutto. Invece ricorda, invece ricordi. Forse non saranno dei brownies a sciogliere la matassa. Ma di sicuro, per cominciare, è un modo delizioso. Ho anche sentito dire che il cioccolato è un buon alleato della serotonina, meglio conosciuta come l’ormone del buonumore. Ebbene forse si ottengono più piccioni con un brownie che con una fava!.
Prologo.
Ho solo pensato che non mi andava più di perdere qualcosa, come perdere il tempo, le occasioni, le storie che potrei raccontare, le persone che potrei appassionare. C’era qualcosa a cui tenevo dentro quell’IPod? Sì, decisamente si. Ma vediamola così, ora ho una storia in più da raccontare. E di solito scrivo sempre per raccontare qualcosa. È la parte che preferisco.