Cosa significa innamorarsi del potenziale di una persona?
Mi sono fatta molte volte questa domanda in questi mesi, volevo capire se fossi veramente innamorata del mio partner o se amavo l’idea che mi ero fatta di lui proiettata in un futuro prossimo.
Ho capito che avevo attratto a me una persona emotivamente poco disponibile, che non riusciva a soddisfare le mie necessità e a comprendere ciò che gli chiedevo. Una persona che non riusciva ad aprirsi al 100% con me, che mi dava per scontata anche se mi amava.
Non perché fosse una brutta persona, semplicemente eravamo tanto diversi e poco compatibili.
Affrontare e vivere certe esperienze ci può attivare dei meccanismi di difesa che respingono le emozioni. Crescere poi con una figura genitoriale emotivamente non disponibile, che non ci ha mai mostrato affetto rimane una ferita aperta.
Questa ferita è radicata in noi, tanto che potrebbe portarci ad attirare le persone che ci ricordano quella figura genitoriale. E così è stato, inconsciamente ho attirato a me una persona emotivamente poco disponibile, proprio come mio padre. In qualche modo il mio subconscio pensava di poter sanare quella ferita se io avessi cambiato il mio partner.
E qui subentra il concetto di “progetto”. Il tuo partner diventa un progetto, un modo per avere l’amore che tuo padre non ti ha dato. E cerchi disperatamente di ottenerlo, però non lo ottieni perché la persona al tuo fianco ha paura dei sentimenti. Ad un certo punto dubiti di te stessa, forse posso fare di più? Forse è colpa mia? E ci provi, ci riprovi fino allo sfinimento.
Dopo due anni qualcosa si spezza, la relazione finisce dopo averti insegnato tanto. Senti però un po’ di amarezza, confusione, tristezza.
Cosa sarebbe successo se lui fosse riuscito a riflettere sui suoi comportamenti e fosse riuscito ad aprirsi emotivamente? Cosa sarebbe successo se non avessi avuto un padre distaccato?
Ogni relazione ci insegna qualcosa di noi se siamo disposti a lavorarci, rifletterci e metterci in discussione.