Il sogno dell’artista è comunque quello di arrivare al museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali.
Bruno Munari, 1971

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@architetturatravirgolette
Il sogno dell’artista è comunque quello di arrivare al museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali.
Bruno Munari, 1971
Fra opere modificate e incompiute, come questa, non c’è pace per l’architettura moderna. Ma d’altronde non c’è mai pace perché l’architettura, arte spuria, non davvero liberale, non davvero meccanica, sempre in conflitto fra idealità e praticità, poesia e prosa, metafisica e vita.
Gianni Biondillo
La memoria e l’identità di un popolo si tramandano attraverso la poesia e l’architettura.
John Ruskin
Non passa giorno senza che i nostri architetti siano esortati a essere originali o a inventare un nuovo stile. [...]
L'architettura deve essere opera di una scuola... e dalla casetta di campagna al palazzo, dalla cappella alla basilica... ogni elemento, ogni lineamento di architettura di una nazione deve essere adatto al comune impiego e apertamente accettato, come la sua lingua o la sua moneta.
John Ruskin
Gli architetti più utili sono quelli tanto generosi da accantonare la rivendicazione del loro genio per dedicarsi alla costruzione di case graziose, ma per lo più prive di originalità. L'architettura dovrebbe avere la sicurezza di sé e la bontà di essere anche un po' noiosa.
Alain de Botton - Architettura e felicità
Esistono tanti stili di bellezza quante visioni della felicità.
Stendhal
Vista in questa luce, una certa scelta stilistica ci svelerà sia ciò che manca, sia ciò che piace ai suoi sostenitori. Possiamo comprendere il gusto di un'élite del Seicento per le decorazioni murali ricordando allo stesso tempo il contesto in cui questa forma sviluppò le sue attrattive: allora la violenza e la malattia erano minacce costanti, persino per i ricchi, e costituivano un terreno fertile dal quale cominciare ad apprezzare le promesse di correzione offerte dagli angeli che reggono ghirlande di fiori e di nastri.
Non dobbiamo credere che l'epoca moderna, che spesso si vanta di rifiutare i segni di distinzione nobiliare e lascia i muri spogli e senza intonaco, non soffra per questo di altre mancanze. Semplicemente, sono diverse le cose che mancano. L'assenza di belle maniere non è più il timore prevalente. Nella maggioranza delle città occidentali i bassifondi peggiori sono stati sostituiti da strade pulite e ben pianificate. In gran parte del mondo industrializzato la vita è governata da regole ed è minuziosa, monotona e caratterizzata dall'abbondanza materiale, tanto che ora i desideri puntano in un'altra direzione, cioè verso ciò che è naturale e privo di fronzoli, grezzo e autentico - desideri che le famiglie borghesi sperano di soddisfare grazie a muri non intonacati e blocchi di calcestruzzo.
Alain de Botton - Architettura e felicità
Se quando si vede un bell’oggetto la prima reazione dei più è il desiderio di comprarlo, il nostro vero desiderio, però, non è tanto di possedere ciò che giudichiamo bello quanto di rivendicare in modo permanente le qualità interiori che esso incarna.
Alain de Botton - Architettura e felicità
Se gli edifici sono in grado di fare da deposito dei nostri ideali è perché possono essere purgati di tutti i difetti che corrodono la vita quotidiana. Una grande opera architettonica ci parlerà di serenità, forza, equilibrio e grazia, a cui noi, sia da creatori sia da spettatori, solitamente non sappiamo rendere giustizia; per questo motivo ci sedurrà e ci commuoverà. L'architettura suscita il nostro rispetto nella misura in cui ci supera.
Alain de Botton - Architettura e felicità
Di tanto in tanto potremmo provare il colpevole desiderio di crearci una casa e poi vantarcene davanti agli altri. Ma solo se la parte più vera di noi è egocentrica il bisogno di costruire sarà dominato dalla volontà di fare sfoggi o di qualcosa. Invece, nelle sue manifestazioni più sincere, l'impulso architettonico sembra legato a un desiderio di comunicare e commemorare, di dichiararsi al mondo tramite un registro diverso dalle parole, con il linguaggio degli oggetti, dei colori e dei mattoni: all' ambizione di far sapere agli altri chi siamo e, con questo, di ricordarlo anche a noi stessi.
Alain de Botton - architettura e felicità
L'architettura articola le caratteristiche e le qualità delle nostre esperienze e dei nostri sentimenti esistenziali fondamentali. Va a colpire e richiama, perfino, alcune delle nostre esperienze prenatali più basilari, quelle di chiusura, sicurezza, intimità e piacere. L'architettura media fra il sé e il mondo, fra il sé e l'altro da sé e ristruttura le primissime memorie della nostra dialettica basilare fra unione e separazione.
Julani Pallasmaa
“Architecture depends upon its time. It is the crystallization of its inner structure, the slow unfolding of its form. That is the reason why technology and architecture are so closely related. Our real hope is that they will grow together, that some day the one will be the expression of the other. Only then will we have an architecture worthy of its name: architecture as a true symbol of our time”
Mies Van der Rohe- A speech to IIT (1950)
“Gli ingegneri fanno dell’architettura perché impiegano il calcolo derivato dalle leggi della natura, e le loro opere ci fanno sentire l’armonia. C’è dunque un’estetica dell’ingegnere, poiché nel calcolo è necessario qualificare certi termini dell’equazione, ed è il gusto a intervenire. Ora, mentre si maneggia il calcolo, si è in uno stato di spirito puro e, in questo stato dello spirito, il gusto prende cammini sicuri.”
Le Corbusier, 1923
“Lo scheletro gigantesco della struttura può rivendicare il diritto di essere ammirato; non deve più essere rivestito per catturare lo sguardo.”
Louis. I. Kahn, Monumentality, 1944
“L’ideazione di un sistema resistente è atto creativo che solo in parte si basa su dati scientifici; la sensibilità statica che lo determina, se pure necessaria conseguenza dello studio dell’equilibrio e della resistenza dei materiali, resta, come la sensibilità estetica, una capacità puramente personale.”
Pier Luigi Nervi, Scienza o arte del costruire?, 1945
...la soffice leggerezza delle nuvole pare contenere la segreta geometria di un disegno tracciato da una mano sapiente. Questo lavoro sul paesaggio italiano, vorrei che apparisse un po’ così, come questi disegni mutevoli; anche qui una cartografia imprecisa, senza punti cardinali, che riguarda più la percezione di un luogo che non la sua catalogazione o descrizione, come una geografia sentimentale dove gli itinerari non sono segnati e precisi, ma ubbidiscono agli strani grovigli del vedere.
Luigi Ghirri - Introduzione a paesaggio italiano
«Quando noi usavamo il vocabolo ‘design’ », dichiarerà Osvaldo Borsani nel 1973, «lo facevamo con rispetto profondo, perché si nominava un nuovo modo di pensare e di costruire: era una parola che usavamo solo noi, gli addetti ai lavori, mentre tentavamo, muovendoci in un contesto sordo e difficile, di spiegare, introdurre, divulgare i metodi della progettazione applicata all'industria. Oggi non utilizziamo più questo vocabolo, talmente è volgarizzato, talmente è usato a proposito e a sproposito, che siamo in sospetto. Noi non siamo fatti per lavorare nel capito e nell'acquisito, cerchiamo nuovi modi, e perciò per nominare nuove cose occorrono nuovi vocaboli.»
Dal testo L'impegno di una Tecnologia responsabile, compreso nel servizio Tecno -espressione di cultura Tecnologica, in "Ottagono", 30 settembre 1973