Esercitazione usando Camera Raw
modifica di luci, contrasti, colore ed esposizione.
One Nice Bug Per Day
No title available
Jules of Nature

ellievsbear
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

★
occasionally subtle
Sweet Seals For You, Always
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
hello vonnie
i don't do bad sauce passes
ojovivo

Kaledo Art
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roma★
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
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Sade Olutola
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@avrorangel
Esercitazione usando Camera Raw
modifica di luci, contrasti, colore ed esposizione.
Ispirandomi ai fotografi quali Richard Long, Duane Michals, Fissili and Weiss e Erwin Wurm, ho realizzato questa serie di fotografie dove la simmetria del volto viene conferita attraverso uno specchio posto al centro di esso. Gli occhi, che assumono una posizione anormale, è un dato che destabilizza, confonde e a tratti intimorisce chi osserva queste fotografie.
ritratti realizzati con la macchina fotografica digitali a Monza, vicino al fiume Lambro.
LA SOLITUDINE.
Ispirandomi ai lavori dell’artista Sophie Calle, ho voluto realizzare dei video mirati a osservare, riprendere le persone che pensano di sentirsi sole e non osservate ma, che in realtà, non lo sono.
studio angolazioni e prospettive. PARTE 2
studio angolazioni e prospettive. PARTE 1
9 dei 100 frame utilizzati per la realizzazione del video ‘Giardino dell’Eden’’. materiali utilizzati: acquerelli e china nera.
Ritratti realizzati con una macchina fotografica digitale. Le ho modificate in bianco e nero per contrastare tutti i tratti del volto e per sottolineare le zone di luce e di ombra.
Progetto: ‘’Giardino dell’Eden’’
Idea di nascita del mondo, proprio come nasce un fiore. Semplicemente dal nulla.
Tecnica: rielaborazione di 100 frame cartacei in bianco e nero usando vari materiali, quali acquerelli e china nera.
Parte collage e rielaborazione del progetto ‘’il sonno’’. Nella prima foto, sovrapponendo un lucido ad un testo scritto, ho rappresentato me pervasa dalla stanchezza e con la faccia piena di frasi, parole riconducibili al sonno.
Nella seconda foto ho composto un collage con un occhio chiuso in secondo piano e uno aperto in primo piano molto più grande dell’alto, perché ogni volta che dormo c’è una parte di me che rimane sempre cosciente e vigile.
Ingrandimento di una singola foto su carta fotografica della serie sul rullino da 35 mm, 100 iso. Momento della mia vita quotidiana: mio padre apre il box per salire in macchina.
Lavoro ispirato a Jiri Kolar. Prendendo delle opere d’arte, ritagliandole e scambiando l’ordine di assemblaggio si crea un effetto di movimento e di visione di più scene nella stessa foto.
Provino a contatto di un rullino di 35 mm in bianco e nero, 100 iso. Ho voluto fotografare vari momenti della mia giornata, abbinando ogni foto ad una frase prestabilita.
Esercizio mirato a trovare la propria tecnica per realizzare gli storyboards.
Materiali: matita 6B e carboncino.
Questo lavoro personale rappresenta tutti i personaggi del del romanzo intitolato ‘’10 piccoli indiani’’ di Agatha Christie. Fu pubblicato in Gran Bretagna nel 1939; in Italia uscì per la prima volta nell'agosto 1946 col titolo ‘’e poi non rimase nessuno’’. Dieci persone estranee l'una all'altra sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island, senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l'invito. E ora sono lì, su quell'isola che sorge dal mare, simile a una gigantesca testa, che fa rabbrividire soltanto a vederla. Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli. Ma hanno trovato una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto di ciascuna camera. E una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini. Per gli ospiti intrappolati è l'inizio di un interminabile incubo.
Per realizzare questa serie di foto abbiamo dovuto rispettare dei vincoli: utilizzare un rullino da 60 mm, tenere il diaframma a 2.8 e una distanza dal soggetto di 1,5 m, così da essere a fuoco.
Per quanto riguarda la storia dietro queste foto, abbiamo deciso di utilizzare dei sacchetti di plastica per creare un effetto artificiale, da cui poi, rompendoli in mille pezzi, nasce la luce e di conseguenza nasce la naturalezza del genere umano, circondato sempre dalla finzione.