Benedetta,20 yo, Torino. “Mi sento come l'aereo, che è precipitato. Distrutta.
Mi sento come il deserto, che è monotono. Noiosa.
Mi sento come il pilota, che è lì da solo. Disperata.
Mi sento come l'elefante, che è stato mangiato dal serpente. Inghiottita.
Mi sento come il bambino, che non viene preso sul serio dagli adulti. Incompresa.
Mi sento come la pecora, che è stata disegnata nella scatola. Imprigionata.
Mi sento come il pianeta, che è lontano. Piccola.
Mi sento come il tramonto del sole, che è diventato abitudine. Senza valore.
Mi sento come il baobab, che è un pericolo. Indesiderata.
Mi sento come il vulcano, che sta per esplodere. Impaziente.
Mi sento come il re, che si aspetta troppo. Delusa.
Mi sento come il vanitoso, che vorrebbe essere ammirato. Insoddisfatta.
Mi sento come l'ubriacone, che beve per dimenticare. Dipendente.
Mi sento come l'uomo che accende i lampioni, oppresso dalla consegna. Schiacciata.
Mi sento come il geografo, che vuol capire tutto ciò che esiste. Ignara.
Ma sono anche il fiore, che ama il Piccolo Principe. Sono anche il Piccolo Principe, che vuole addomesticare la volpe. Sono la volpe, che riesce a fidarsi di qualcuno, costi quel che costi.
E di me si deve prendere tutto, quello che sono e quello che non sono.
Ma ho una paura dannata del morso del serpente.”
““安静的没这么快” I cinesi dicono ‘il silenzio non arriva così presto’. È un'espressione per dire che non passa così in fretta il dolore. Quando una persona se ne va, lascia un vuoto. Lascia ricordi che non potranno più tornare. E dentro di te, tutto è un casino. Un uragano che grida, ed è per questo la calma non arriva così presto. Sono mesi e passa che manchi. Il silenzio non è ancora arrivato.”