Una glossa ininterrotta, espressa per accenni - privata ma offerta; costantemente dubbiosa e felicemente questuante; devota alla tradizione e dunque indipendente - assoluta. In esercizio sono, non in gara. Interrogato, rispondo - insomma.

tannertan36
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

Janaina Medeiros
Alisa U Zemlji Chuda
DEAR READER

titsay
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
Sweet Seals For You, Always
Mike Driver
Monterey Bay Aquarium
taylor price
Peter Solarz

No title available

if i look back, i am lost

Kaledo Art

oozey mess

pixel skylines
d e v o n

Discoholic 🪩
seen from United States

seen from United States
seen from Spain

seen from Germany
seen from United States

seen from Philippines

seen from Germany
seen from Greece

seen from United States

seen from United States

seen from Türkiye
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from Norway
seen from United States
seen from United States

seen from Denmark
seen from Germany

seen from United States
@baotzebao
Una glossa ininterrotta, espressa per accenni - privata ma offerta; costantemente dubbiosa e felicemente questuante; devota alla tradizione e dunque indipendente - assoluta. In esercizio sono, non in gara. Interrogato, rispondo - insomma.
ESSERCI senza ESSERCI (Romanzo in 5 righe) Doveva, no - voleva - andare a un incontro pubblico, oggi. Per il tema che gli interessava e per i relatori qualificati. E per vederla. Vedere lei, che non lo avrebbe visto - anche se lei c’era - proprio perché lui c’era. È capitato un imprevisto, non ci è stato. Ma la vede lo stesso, anche di più e meglio - certo e pure rassicurato di non poter esser visto. FINE
https://www.facebook.com/notes/valerio-fiandra/la-ricetta-mancata/10157547712423957/
Rothologies, #5 , "Roth In Piedi e alla mano, going home"
“Roth In Piedi e alla mano, going home”
( note preventive, e un poco vili ) Primo: quel che leggerete qui assomiglia - come al solito, e quasi sempre - molto di più a una Variazione, a una Allusione o a una Interpretazione che non a una Descrizione. Sono righe scritte e quasi non rilette, volontariamente grezze. Lo scrivo soprattutto per chi si aspettasse, come con leggerezza promisi, un report della Due Giorni Veneziana dedicata a Roth. Gli è che qui mi va di far così. E che, forse, non so far di meglio, che non credo al potere della descrizione più che a quello della evocazione. Limite mio, sia chiaro e me ne scuso. Chissà?, Forse, se dovessi comportarmi da Giornalista, se la paga non fossi io a pagarla, forse sarei capace di essere più attento alle ragioni e alle aspettative dei lettori. Secondo: ho visto una sola volta il Documentario, errori omissioni e malinterpretazioni sono altamente probabili, dunque. Potrei rivederlo, adesso, ma non voglio. Lo scopo di queste seguenti righe non è l'esattezza o la misura, ma la trasmissione - per frammenti e elisioni, consapevoli - di una Impressione, e delle mie proiezioni conseguenti. Niente Fiori, né Opere di Bene, grazie. )
Inquadrato fra la citazione Milosziana-frase d'apertura ( “se nasce uno scrittore in famiglia, è finita” ) e quella di chiusura - “…sta venendo a mancare il tempo (…) il film va a finire così…“ , seguita da una grassa, rauca risata e un franco quanto autoironico suo commento fuori campo ( "t'è piaciuta, questa, eh ?” ) - l'intervista-documento che Livia Manera ha scritto e William Karel girato, montato e prodotto per ARTè ha il valore di una testimonianza. Un guardarsi alle spalle, e un vedere oltre.
Molti spunti verbali espressivi, e dichiarazioni utili per capire meglio Autore e Testi; pochi ma significativi atteggiamenti, toni e gesti di Roth comunicano la sua vita di Autore, la sua Vita da uomo. Due dei quali voglio qui sondare, abbozzare.
Roth sta in piedi quando scrive. Quando le sue prime prove da Autore erano già sulla carta, e la sua vocazione - già messa alla prova della incomprensione e del rifiuto altrui, del fraintendimento inevitabile e della impossibilità di farsi intendere - si scontra con i Fatti, Roth dice di esserne uscito facendo il ’performer’. Prima con gli amici, poi sulla carta. Uno ’stand-up comedian’ che scrive, insomma. La sua ‘sorpresa’ di farli ridere, di 'intrattenerli’, e una decisione definitiva e volontaria quanto forzata, quella di essere sincero con sé stesso indipendentemente dalla certezza acquisita di venir comunque preso per falso produce Portnoy. E lascerà quel modello di lavoro anche quando alle tematiche individuali e limitate si sommano, senza però eluderle, i demoni della Storia e la loro influenza, la sua ineluttabilità nelle storie. Scrivere in piedi significa infatti sia 'to perform’ nel suo significato attoriale ( io sono l'io che rappresento, io non sono mai io ) , sia in quello essenziale ( do forma a ciò che non ne ha, metto alla prova l'impermanente, interpreto, realizzo una delle forme possibili ). Me lo vedo, quasi, Roth che scrive in movimento, che ascolta le voci, che si sposta e gesticola. Che Interpreta & Rappresenta. ( come non ricordare, adesso, fra parentesi e troppe divagazioni, IL TEATRO DI SHABBATH , per esempio ? )
Nel documento non vediamo Roth scrivere, infatti, ma leggere i propri testi, e sorridere, annotarli. Troppo intimo, impudico davvero ( altro che il sesso, o la masturbazione ! ) lasciarsi vedere scrivere…
Quanto alla cornice che chiude il quadro, quella di un uomo che sa che il tempo gli sta per mancare e ne è dispiaciuto, ma non prova rabbia, quella di un autore che sa di aver già conquistato l'immortalità per i suoi personaggi, quella 'kunderiana’, beninteso…
Come le strofe della canzone che apre l'ultimo lavoro di Leonard Cohen, “Going Home”, un autore che - pur nelle differenti espressioni è più di un cugino per Roth ( Ira Nadel - buon biografo del canadese oltre che acuto, spregiudicato lettore di Roth, presente al Convegno Veneziano con una magnifica relazione e alcune pungenti domande - potrebbe da par suo provar a misurare il rapporto culturale, tradizionale, identitario e espressivo fra i due ). Come cantano quelle strofe, dunque, anche Philip Roth 'se ne sta andando a casa’. E, forse, anche a lui non è concessa la libertà di rifiutarsi cui allude Cohen. Che sia Dio, per quest'ultimo ( ma a parer mio è tutto da dimostrare: Cohen canta il Sacro, secondo me, non il Trascendentale ), e l'Altro sé stesso che gli 'ordina’ di scrivere, per Roth, l'effetto è lo stesso: gente come loro è chiusa nella Tower Of Songs / Books. Dove si sta molto più in compagnia di quanto non si creda, dove le voci si fanno udire, e solo così diventano de-scrivibili, e dunque udibili a chi non è/non si crede 'isolato’, e vive nella Babele che è la nostra piatta, umana terra comune.
E chi li legge, riscrivendoli ? Chi li ascolta, ricantandoli ?
Né sulla terra, né sulla torre - qui stiamo, sospesi – incerti – (dis) incantati.
NOTA: Il documentario è stato acquistato dalla RAI, speriamo di vederlo programmato presto e in un orario civile.
Paul Valery,
Lost in allusions He ended becoming one Nowhere to be found.
Tao Te Ching, 6-1 (presso Kontowood)
Lifetime Girlie / Freezie Purple Rosie / May's Forever (presso kontowood's garden)
Mastico pane Sul dorso di Cometa Sa di eterno. ( BaoTzeBao, 9.18 - 13.11.14 - Kontowood )
Isabelle Cochereau
Tu lasciati saccheggiare il cuore e troverai come me il senso dell’essere pane della tua stessa fame.
Beatrice Niccolai
Nulla Ci Cura Come L'Inaspettato, Nulla Ci Turba. BaoTzeBao, 11.30, 29.10.2014, Kontowood
Grazie a Dell'amore e Altri Demoni, per la scintilla. http://diquestosfiorabile.tumblr.com/?utm_medium=email&utm_source=html&utm_campaign=new_followers&utm_term=from_tumblelog
Folate terse Spazzano via le nebbie Dai miei pensieri. (presso Kontowood's Garden)
Odor d'ottobre - Legna, brodo, ricordi - Dimmi, passero. (presso Kontowood's Garden)
Ferita lenta Apri in due parti me E la castagna. [ BaoTzeBao, 14.11, 17.10.14, kontowood ]
Solo e con me Leggo, fumo e bevo the Pensando a te. ( BaoTzeBao - 11.01, 16.10.14, Kontowood )
Frida e Vladimir ( by Sebastian Bieniek ) Questi due sono amanti, non ha alcuna importanza che non si siano mai incontrati. Talvolta un uso artistico di Photoshop rende reale e significativo ciò che la realtà ha privato di possibilità.
http://sebastianbieniek.tumblr.com/