Mega Cafe, Kanda 神田

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Design graphics Geya Shvecova (Arrival) Archive_010423 V.2
“Yera” by Micell A.
L'inferno e il paradiso hanno un confine sottilissimo. Ho incontrato diversi demoni, nella mia vita. E puzzavano di incenso.
(cit. M. Gandhi)
a Golden Pagoda in Flight Before Fujiyama, Japan (1990)
“Trova qualcuno che apprezzi il peggio di te, le cose belle piacciono a tutti”
(Michela Strega)
https://creanavt.tumblr.com/archive
detail of mosaic in fountain of the hassan II mosque / ian cumming / getty images
L’altro 11 settembre
“Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento”.
Queste furono davvero le ultime parole di Salvador Allende, pronunciate alle 9.10 dell’11 settembre 1973 a Radio Magallenes. Poco dopo inizierà l’assedio al Palacio de la Moneda, i bombardamenti, il tradimento: Pinochet, Ministro della difesa e comandante delle forze armate, ha iniziato il suo vile golpe, e pur di non finire nelle mani del dittatore, Allende si uccide. Anche se per molto tempo si è ritenuto che fosse stato ucciso dai golpisti.
Ma cambia poco. Con un colpo di pistola finisce tragicamente la storia del presidente marxista del Cile, eletto democraticamente solo tre anni prima, il presidente che riuscì ad attuare una vera politica sociale: mezzo litro di latte garantito ogni giorno per tutti i bambini, incentivi all’alfabetizzazione, cibo ai poveri, prezzo fisso del pane, pensioni alle vedove, riduzione degli affitti.
Tuttavia, la cosiddetta “rivoluzione con empanadas e vino rosso” come fu definita la via cilena al socialismo per sottolinearne il carattere pacifico, dava fastidio a molti che non accettavano la nazionalizzazione delle industrie più importanti, la riforma agraria, il divorzio, l’eliminazione dei finanziamenti pubblici alle scuole private.
Dopo Allende il buio: seguirono anni di terrore, una delle più spietate dittature, con migliaia di omicidi di stato, migliaia di desaparecidos. Per non parlare delle torture, degli arresti illegali, degli esili. Pinochet con la sua ferocia cercò non solo di piegare il Cile, ma anche di cancellare addirittura il ricordo di Salvador Allende.
Ma per fortuna non ci è riuscito.
Del feroce dittatore invece, per dirla con le parole di un altro grande cileno, Louis Sepulveda (che da giovane fece parte della guardia personale di Allende):
“Non resta assolutamente nulla degno di essere ricordato, forse il fetore”.
La farfalla della gentilezza fb
“Si cantava per Lola, perché non ci sposi tutti? tutti noi che ti amiamo, mangiando pop-corn…. Fino al giorno in cui Lola trovò qualcosa in qualcuno, un tale Giuseppe, più brutto di noi… Ma l'estate paziente, ritorna lo stesso l'estate paziente ritorna lo stesso…”
— Bandabardò, L'estate paziente
Holyday
James Tissot, 1876, oil on canvas