Dal momento che le persone possono, velocemente e direttamente, parlare tra loro, e il canale di trasmissione è interattivo, l'unico marketing che potete fare è conversare!
DALL’ARTICOLO:
(puoi leggerlo cliccando sul link qui sopra; poi ritorna su questa riflessione...ツ )
Top 5 competenze più richieste in Italia
1. Sviluppo del Business 108.2%
2. Capacità imprenditoriale 70.1%
3. Programmazione/gestione di progetti 48.3%
4. Competenze finanziarie 22.9%
5. Vendita 17.9%
La “competenza” richiesta da un’organizzazione è un insieme di conoscenze teoriche (sapere), di capacità pratiche (saper fare) e di atteggiamenti, tratti personali (saper essere), funzionali al raggiungimento di risultati che siano in linea con la mission e le strategie dell’organizzazione stessa.
Secondo il modello ISFOL - Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori - vi sono tre principali tipologie di competenze:
Competenze di base. Esse consentono di fare il proprio ingresso nel mercato del lavoro o di mantenere la propria occupabilità tutelata dal rischio di esclusione . Tali competenze sono oggi l’inglese, l’informatica, la conoscenza di nozioni di diritto del lavoro, sicurezza, organizzazione aziendale.
Competenze tecnico-specialistiche. Esse sono le conoscenze e le abilità più propriamente tecniche e operative legate al lavoro specifico di ciascun profilo professionale.
Competenze trasversali. Riguardano tutti i profili professionali e consentono a un individuo di integrarsi con successo nella rete di relazioni interpersonali propria dell’organizzazione. Tra di esse c’è la capacità di comunicare efficacemente, di lavorare in gruppo, di negoziare, di diagnosticare se stessi e il contesto, di risolvere problemi e prendere decisioni.
Valga questa premessa a considerare che la necessità a cui sopperiscono le Top 5 competenze PIÙ richieste dalle aziende italiane è SINTOMATICA di una PERSISTENTE carenza delle successive Top 5 competenze MENO richieste...
La contraddizione
Ora, notiamo che le “competenze” del modello ISFOL, corrispondono pressoché a quasi tutte le Top 5 MENO richieste (tralasciando la n.5, immobiliare, che risulta al momento off topic...); con le sole competenze di base, che sono l’inglese, l’informatica, diritto del lavoro, la sicurezza e l’organizzazione aziendale, copriamo le n. 1. sicurezza, e 4. accounting (cioé ragioneria e contabilità!); con le competenze trasversali, vale a dire la comunicazione efficace, il lavoro in team, la negoziazione, l’analisi del contesto e delle proprie capacità/skill (punti di forza e debolezza), problem solving e decision making, copriamo le n. 2. ricerca e 3. comunicazione. Le competenze tecnico-specialistiche integrano ognuno dei punti trattati con le abilità specifiche di ogni segmento professionale.
A questo punto è facile capire come le imprese italiane hanno accumulato particolari “necessità” e dove hanno saltato dei passaggi importanti:
come puoi sviluppare il tuo business se non sai comunicare?
Dove trovi la capacità d’intraprendere senza una reale e consolidata capacità di ricercare (analisi, lavoro in team, problem solving, decision making, etc.)?
Come riesci a programmare e a gestire progetti se non sai leggere e interpretare un bilancio, rilevare dati e informazioni utili dalla contabilità generale e analititco-gestionale (ovvero, accounting = ragioneria e contabilità)?
Come sviluppi competenze finanziarie se sei a digiuno sul diritto del lavoro e sicurezza (...nelle transazioni, ad esempio...), ciò che riguarda - di nuovo - l’accounting e skill tecnico-specialistici?
...E vorresti pure vendere, senza tutto questo?
Fintantoché le imprese italiane non inizieranno a ricercare le “Top 5 competenze MENO richieste in Italia” ben difficilmente potranno mettere in piedi organizzazioni capaci di agire nel... e reagire al mercato continuando a cercare nel posto sbagliato.
Sì. Nel posto sbagliato! Perché personale con skill capace di coprire le “Top 5 competenze PIÙ richieste” se ne trova in Italia, il dramma è che - entrando in un contesto aziendale NON consolidato dalle “competenze di base”, cioé quelle che non sono state ricercate e richieste in precedenza - le nuove capability non attecchiscono alla NON-organizzazione dell’impresa.
Nei tempi antichi l’ospite era sacro, Ricordate Penelope, la fedele moglie di Ulisse che, essendo il marito dato per morto dovette subire l’orda dei pretendenti (i principi Proci) alla sua mano, ospitandoli e accudendoli nella propria casa, nonostante le continue angherie costretta a subire, per dovere di ospitalià. Immaginate che era tale l’importanza attribuita all’ospite, che i greci prima e i romani poi, ne raffigurarono il protettore addirittura in Giove, padre degli dei, Iupiter hospes (Ovidio, Metamorfosi, 10,224), ovvero Giove protettore dell’ospitalità.
Ecco quindi, che nel progettare un corporate web site, occorre tenere presente questo concetto: il navigatore è come un ospite e come tale deve ricevere un benvenuto, sentirsi a suo agio e non essere turbato da eccessive offerte commerciali; deve essere fidelizzato…, ma per renderlo fedele bisogna conversare con lui, instaurare la Relazione di Cliente. Dunque si parte dall’idea di progettare la navigazione in modo da facilitare il più possibile la fruizione del sito. La fruizione non è sporadica - altrimenti sarebbe un “approdo” casuale - il sito diventa fruibile quando il navigatore torna a visitarlo con una certa frequenza; questo è possibile solo se si mettono in atto le dinamiche conversazionali.