Taken in Paris by my friend

gracie abrams

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let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
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cherry valley forever
Lint Roller? I Barely Know Her
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"I'm Dorothy Gale from Kansas"

Kiana Khansmith
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Origami Around
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Claire Keane
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Taken in Paris by my friend
Edvard Munch, Man and Woman, 1914
Hans Peter Feldman - Bilder 11
Vieni a dormire con me, non ho sonno, ma ti voglio al mio fianco.
“Ad un certo punto bisogna saper andare via. Io sono il tipo che vuol sempre restare fino all'ultimo, fino a che la festa non è finita, finché c'è vita c'è speranza, fino a che non mi dici chiaramente che è ora di andare. Invece dovrei imparare a sparire, a un certo punto, perché tanto alle persone piace sentire la mancanza di qualcuno, più della sua presenza. Fanno così: dicono che vorrebbero qualcuno che non se ne vada mai, poi lo trovano e sai a chi pensano? A chi non c'è.”
— Charles Bukowski
The Queen’s Gambit (2020)
TECNICA
Gif con inserimenti di disegni a mano e tavoletta grafica
ISOLATED HUMILIATION
La rappresentazione del delicato argomento della violenza sulle donne, è stato affidato all'oscurità e alla luce. La donna metafora di luce viene offuscata dall'oscurità, che la soffoca, privandola della propria anima e luminosità. Allo stesso modo lo scheletro limita i movimenti della donna avvolgendola e sottraendole la libertà. La stanza invece man mano che l'oscurità avanza, colma lo spazio di un senso di solitudine. Tutto ciò fa comprendere come lo stupro e ogni violenza sia fisica che verbale siano una violazione dell'identità e annullazione della persona che la subisce. Quando le donne hanno il coraggio di denunciare la violenza subita, sono spesso biasimate e umiliate, ripetutamente interrogate su cosa hanno fatto per provocarlo o perché si siano messe in una situazione particolare. Ho per questo inserito in una gif, delle frasi solitamente utilizzate per giustificare o rendere insignificante la violenza sulle donne. Le vittime meritano di essere credute, dovrebbero ottenere il sostegno a cui hanno diritto. Ma le donne coraggiose in tutto il continente stanno combattendo per cambiare lo stato delle cose. Ho dato voce a questo tema per onorare queste combattenti. Per quelle donne che ogni giorno dimostrano che l'essere una donna è una forza e non una debolezza. ''Lo stupro non è mai colpa della vittima."
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E’ UN LAVORO A CUI TENGO MOLTO. QUESTA E’ LA PRIMA VOLTA CHE LO ESPONGO AL MONDO DELL’INTERNET. MA VOGLIO PROVARCI. NON PER CAMBIARE LE COSE. MAGARI SI POTESSE FARE IN MODO COSI’ SEMPLICE. LA PAURA E’ TANTA MA VOGLIO PROVARE AD ESPORMI UN POCHINO DI PIU’
QUANDO SI FANNO LAVORI DI QUESTO TIPO, DOVE DEVI RAPPRESENTARE UN ARGOMENTO DELICATO, SI HA PAURA DI SBAGLIARE, DI NON DARE IL GIUSTO PESO, DI SCREDITARE O DI OFFENDERE.
SO CHE E’ DIFFICILE CAPIRE QUELLO CHE SI VEDE, MA CHIEDO DEL TEMPO A CHI VEDE QUESTE GIF.
LEGGETE E SE VOLETE COMMENTATE, DITEMI LA VOSTRA OPINIONE.
SPERO CI SIANO PERSONE CHE COME ME TENGONO MOLTO A QUESTO DISCORSO E CHE APPREZZINO IL MIO PICCOLO LAVORO.
GRAZIE.
Damn, I would do litteraly anything for this precious little baby
“Smalto antistupro: perché è sbagliato e perché rinforza la “cultura dello stupro”. Lo smalto antistupro. No, parliamone, parliamone davvero. Praticamente, siccome dopo il fischietto, lo spray al peperoncino, la mutanda antistupro(giuro, l’hanno inventata davvero: la mutanda col lucchetto che può essere tolta solo da chi la indossa, poco importa che possano facilmente convincerti a toglierla con un coltello alla gola o che lo stupro non preveda necessariamente la penetrazione, e va be’, quisquilie) ancora evidentemente non ne avevamo abbastanza, l’hanno inventato: lo smalto antistupro. Praticamente, se ti offrono un drink, tu sai che fai?, bagni lo smalto col drink e, se il colore cambia, vuol dire che c’è la droga dello stupro. Geniale, davvero, peccato che non risolva il problema. E qual è il problema? Che gli uomini stuprano le donne. Spesso. Sistematicamente. Voglio dire, magari tu sul momento riesci a evitare lo stupro, ma il presupposto è che lo stupratore decida di utilizzare una droga, che tu stia utilizzando questo smalto, e che tu ti ricordi di fare il controllo. Metti che te lo scordi e vieni stuprata? È colpa tua. Dieci euro che qualcuno direbbe: “È colpa tua, avevi lo smalto, perché non hai controllato?“. Perché non è che noi donne possiamo goderci una serata fuori senza doverci preoccupare di come non venire stuprate. Mica possiamo fare come gli uomini, che escono tutti freschi come rose; noi no, noi ci dobbiamo ricordare della borsa, a tracolla è meglio così è più difficile che ce la scippino, dobbiamo ricordare di truccarci ma non troppo ché se no “sei una facile”, dobbiamo controllare di non mostrare troppa pelle perché se no “ce la stiamo cercando”. A proposito, non è che una scopre le gambe perché ha delle belle gambe e può permetterselo, o semplicemente le va di vestirsi così (cosa che peraltro fanno gli uomini con i muscoli e le magliette attillate, per esempio, ma loro lo fanno per se stessi, mica come noi che vogliamo solo attenzione), no, lo fa per farsi guardare da voi. Sempre e comunque, senza eccezioni. Dai maschioni super-machi che le devono fischiare dietro come fosse un cane, o una capra. Wow. Che prospettiva allettante. Una donna non è che può essere fiera del proprio corpo senza doverne fare l’oggetto dell’attenzione maschile. Notizia dell’ultima ora: non tutto gira intorno al vostro cazzo. Ma di cosa stavo parlando? Ah, sì, dello stupro. Gli uomini escono di casa e si devono ricordare chiavi e portafogli, noi usciamo di casa e ci dobbiamo ricordare chiavi, portafogli, e i metodi utili per non venire stuprate: spray al peperoncino, il fischietto, la mutanda antistupro. Ah, ma a proposito, lo sapete cosa diceva la pubblicità di questa mutanda? Che è “per tutte le occasioni rischiose“. Tipo andare a correre al parco. O andare in vacanza. O andare al primo appuntamento. (Sì, sto citando.) Minchia, ragazzi, il brivido. E io che pensavo che “occasione rischiosa” fosse, che so, andare a fare il safari in mezzo ai leoni africani. No, è andare a correre, capito? Che è tipo una cosa che fanno milioni di maschi, però per loro al massimo è la routine. Per noi è il brivido dell’avventura. Una dovrebbe sentirsi un pochino in apprensione se andasse ad un appuntamento con un orso bruno affamato, non con un uomo. In teoria. E invece. Ma poi, scusate la domanda forse un po’ importuna, anche voi uomini, giusto, non vi sentite nemmeno un tantino insultati dal fatto che “il primo appuntamento con un ragazzo” venga considerato un’occasione rischiosa? Ma un minimo minimo? Tipo, anche voi, non provate un moto di rabbia, indignazione, giusto una punta di offesa alla prospettiva che siamo arrivate al punto da dovervi considerare pericolosi a prescindere? Comunque, dicevo in questo discorso un po’ ingarbugliato, non fanno che inventare cose per proteggerci dagli stupri. In questo modo, però, non è che colpiscono gli stupratori, capito? Colpiscono noi. Siamo noi a doverci imparare a difendere, non gli stupratori a non attaccare. E così non è che si elimina il problema, al massimo si evita un po’, e in più si trovano soltanto altre scuse per difendere chi attacca. “Sei stata stuprata? E la mutanda antistupro? L’hanno inventata, perché non la indossavi? E lo smalto? C’era anche quello. Certo che potevi portarti un fischietto in giro. Ma poi sei scema, esci di casa sola la sera?”. Che devo fare, uscire con l’armatura di Iron Man? No, scusate, adesso sto a casa. Sapete che c’è? Per farvi contenti, siccome in qualche modo è sempre colpa nostra, ce ne stiamo a casa. Diventiamo tutte recluse. Usciamo soltanto per un’ora al giorno, come i detenuti. L’ora d’aria, poi di nuovo in camera. Perché tanto la maggior parte delle volte gli stupratori reclusi non ci diventano proprio. O sbaglio? E non è che gli stupratori siano tutti pazzi assassini seriali, eh, perché non funziona così, perché un possibile stupratore è anche uno che si è sentito rispondere “no”. E in qualche modo è più facile dover insegnare a noi come difenderci che insegnare ai maschietti, sin da piccoli, che un no è un no. Che ci sono cose che gli sono dovute e cose che non lo sono, e che il corpo di una donna fa parte della seconda categoria. Che la volontà di una donna vale quanto quella di un uomo, che una donna vale quanto un uomo. E non ditemi che non funziona così, perché un uomo che stupra è un uomo a cui è stato insegnato che una donna non ha il diritto di negargli qualcosa e che una donna, in qualche modo, per qualche motivo, vale meno di lui. Perché è più facile insegnare ai maschi che non bisogna “rubare la ragazza” ad un amico, piuttosto che insegnargli che non bisogna molestare una ragazza perché LEI, a prescindere dalla sua situazione sentimentale, non vuole essere disturbata? Perché? Se ci sono dei ladri di ville in una zona, si pensa a cercare di acchiappare i ladri, non a costruire nuovi allarmi. Ad una persona a cui viene rubata la macchina non viene detto, “Eh, se l’avesse messa nel garage…”, le viene assicurato che si farà il possibile per trovare il ladro. Non è che a qualcuno che viene accoltellato viene detto “eh, se avesse spostato il fianco un po’ più in là”. Perché è lo stupro l’unico caso in cui è diverso?”
— Carmelita Zappalà.
emir shiro