Jules of Nature
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PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
Lint Roller? I Barely Know Her
Sade Olutola
"I'm Dorothy Gale from Kansas"

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Janaina Medeiros
Misplaced Lens Cap
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if i look back, i am lost
Noah Kahan

Origami Around

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YOU ARE THE REASON
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@caterinainblack
Le chiamano ingenerosamente "sveltine". Invece è il frettoloso nascondersi di pochi istanti negli angoli bui, con il cuore in gola, per spogliarsi solo metà. E' l'oasi di chi non tocca acqua da troppo e ne ha bisogno per sopravvivere, è l'acquazzone estivo che da necessario ristoro dopo il caldo insopportabile, lasciandoti scompigliato, con gli abiti stazzonati piacevolmente zuppi e il trucco di lei talmente sfatto che è difficle nascondere il peccato. Ha poco a che fare con l'orgasmo, è il piacere immediato dei sensi che esplodono come fuochi d'artificio: è il bisogno di sfamarsi ingozzandosi frettolosamente di quelle poche briciole che però diventano buonissime. In quel nascondiglio vincono i morsi, le mani che si saziano, gli umori che restano addosso languidi, i respiri bollenti di chi aspetta per troppo tempo, i graffi che diventano segni sottili e rossi sulla pelle. Eppure le chiamano “solo sveltine”…
Evasioni dell'anima.
A volte, abbiamo bisogno soltanto di un gesto impercettibile. Uno sguardo, o un sorriso. Qualcosa che sappia ancora farci tremare il cuore.
Roberto Pellico
Fabrizio Caramagna, Il numero più grande è due.
descrivimi così
“Prenditi un mio battito e mischialo con i tuoi.”
— Marlene Kuntz
“T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece.”
— Pier Paolo Pasolini (via anormalguywithabnormalmind)
Tu non sai che il pensiero di una donna è più veloce di un viaggio.
"Alda Merini"/Foto: Cate Blanchett by Annie Leibovitz
La vita è come l’acqua...
scompare, affonda e poi riaffiora dove può...
dove deve.
"Margaret Mazzantini"/ Rekha Garton Photography
Prima di essere schiuma
saremo indomabili onde.
- Cesare Pavese
Eppure, anche questa è opera buona. Accompagnare con gli occhi una foglia che cade per non lasciarla sola a morire.
(Elena Mearini, da Strategia dell'addio)
Santa Lucia, per tutti quelli che hanno gli occhi e un cuore, che non basta agli occhi. E per la tranquillità di chi va per mare, e per ogni lacrima sul tuo vestito, per chi non ha capito.
Santa Lucia, per chi beve di notte e di notte muore e di notte legge e cade sul suo ultimo metro. Per gli amici che vanno e ritornano indietro, e hanno perduto l’anima e le ali. Per chi vive all’incrocio dei venti ed è bruciato vivo. Per le persone facili, che non hanno dubbi mai, per la nostra corona di stelle e di spine. Per la nostra paura del buio e della fantasia.
Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata, è un ragazzino al secondo piano, che canta, ride e stona, perché vada lontano, fa che gli sia dolce, anche la pioggia nelle scarpe, anche la solitudine.
De Gregori