Il futuro della cultura digitale: tra fasci di luce e metaverso
La cultura partecipativa pura, ovvero la capacità dei cittadini di contribuire attivamente alla creazione, condivisione e modifica dei contenuti digitali si contrappone alla permission culture; la quale prevede maggiori restrizioni. Noi pensiamo che la cultura digitale del futuro dovrebbe essere accessibile a tutti e dovrebbe far maggiormente riferimento a quella partecipativa pura, in quanto potrebbe essere più utile per il business. Infatti, tramite la cultura partecipativa pura, le persone creano molti più contenuti e fanbase più forti. Questo favorirebbe anche una maggiore condivisione di conoscenze e una migliore collaborazione tra gli individui. Per garantire ciò bisognerebbe implementare delle leggi che garantiscano una maggiore libertà di creazione e condivisione dei contenuti da parte degli utenti.
Per quanto riguarda il “fair use” bisognerebbe renderlo più chiaro ed esplicito per evitare che gli utenti si approprino senza permesso e manipolino, ri-adattando, i lavori creati precedentemente da altri. Nelle culture partecipative, in cui le persone sono incoraggiate a contribuire attivamente alla creazione e alla condivisione dei contenuti, può esserci una certa ambiguità riguardante cosa sia considerato accettabile in termini di utilizzo di opere già esistenti. Questo aspetto è ancora oggi, come abbiamo visto nel corso, un problema estremamente rilevante nelle culture partecipative.
In futuro ci aspettiamo che le nuove culture digitali registrino un orientamento sempre più forte verso l’approccio scambiocentrico fondato sulle relazioni reciproche di produzione e modifica, secondo un modello senza soluzione di continuità e incentrato sulla flessibilità. Si assisterà senz’altro ad un’importanza sempre maggiore dei contenuti culturali sulle forme rigide degli esempi propugnati dalla permission culture e dagli approcci oggettocentrici. Ne consegue che anche e soprattutto il rapporto tra autore ed opera fondato sul possesso del prodotto cambierà ancor più drasticamente in favore di una libertà di appropriazione data dal fair use, dallo sviluppo della reciprocità tra fanons (contributi digitali delle fandom communities) a partire dai canons (testi dei produttori mediali attorno ai quali le fandom communities si riuniscono) e viceversa, da un modello economico fondato sul dono (richiesta dei fans ai produttori mediali per colmare debiti di quest’ultimi) e sul riciclo (riuso di produzioni di fan senza lucro allo scopo di lanciare nuovi prodotti e ricavarne profitti maggiori), dalle nuove aziende leader del digitale, dalle nuove norme giuridiche e non in ultimo dalle nuove frontiere dell’AI. Proprio queste ultime rappresenteranno la più grande sfida per le nuove culture digitali del domani. Se da un lato spingeranno verso una maggiore partecipazione dal basso (consentendo di creare prodotti eccellenti anche a persone senza particolari skills od esperienze) e verso una liberalizzazione degli scambi in rete, presenteranno nuove sfide per i diritti d’autore, per le discipline artistiche e per i valori etici e morali da seguire.
Prima di utilizzare Bing, abbiamo creato un prompt per Midjourney: “A group of people around the world interconnected by a futuristic and innovating technology with internet flow coming in and out of people’s heads, metaverse, futuristic technology with hologram and space suit, powered by renewable green energy, VR glasses, internet flow as a glow light and it shines over the people and darkness against light, hi-tech, cinematic, unreal engine, –ar21:9 –style raw –v.5”. Da questo prompt abbiamo preso spunto per poi creare gli altri due prompt per Bing.
Prompt 1: “Delle persone attorno al mondo, interconnesse da un fascio di luce internet, con uno stile futuristico nel metaverso”
Prompt 2: “Persone nel futuro nelle loro case connesse nel metaverso attraverso occhiali oculus”
Le due immagini restituite da Bing rappresentano abbastanza fedelmente la nostra idea di cultura digitale del futuro. Inizialmente abbiamo dato a Bing il primo prompt, cioè “Delle persone attorno al mondo, interconnesse da un fascio di luce internet, con uno stile futuristico nel metaverso”. Infatti, pensiamo che in futuro il metaverso sarà una tecnologia che prenderà il sopravvento e sarà possibile che ci renderà quasi troppo interconnessi, cioè schiavi della tecnologia e che riuscirà ad estraniarci dal mondo reale. Non ci aspettavamo che ci desse un’immagine così stilizzata, pensavamo che avrebbe riportato persone con volti e corpi più realistici. Il nostro ideale era creare un’immagine che rappresentasse la diversità e l’inclusività della popolazione di tutto il mondo, ma anche chiedendo più prompt non ci restituiva mai un’immagine che soddisfacesse questo aspetto. Tutte le immagini, come anche quella scelta, sono rappresentate tramite il colore blu con delle sfumature di viola. Ci aspettavamo questo risultato perché nelle immagini futuristiche che riguardano le nuove tecnologie e internet, il colore blu domina, è infatti il simbolo della tecnologia e dell'innovazione.Anche il fascio di luce che scende dall’alto non ce lo aspettavamo. Pensavamo infatti che ci sarebbero stati solo i fasci di luce che avrebbero interconnesso le persone. Questo fascio di luce molto grande e centrale che scende dall’alto ci fa pensare che il potere della cultura digitale potrebbe essere in mano ad una sola persona potente o azienda (o gruppo di aziende). Questo potrebbe essere problematico, perché il monopolio porta sempre con sé potenziali pericoli, come il controllo, la manipolazione e l’assenza di diversificazione delle informazioni e dei contenuti.
Un possibile bias di questa immagine è che, oltre ad aver rappresentato tutte le persone nello stesso identico modo escludendo la diversità, le figure nere sembrano essere tutti uomini. Infatti, la stilizzazione della figura femminile generalmente è rappresentata con un triangolo a livello del busto (gonna). Rimane dunque il dubbio se l’AI è maschilista oppure pensa che il futuro della cultura digitale sarà dominato da maschi.
Non del tutto soddisfatti, abbiamo dato a Bing un secondo prompt: “Persone nel futuro nelle loro case connesse nel metaverso attraverso occhiali oculus”. Quest’ immagine secondo noi rappresenta il “fuori” del metaverso. La routine quotidiana delle persone verrà modificata dall’uso degli oculus e altri apparecchi tecnologici per entrare nel metaverso (ovvero entrare nella prima immagine). In questo caso non abbiamo riscontrato dei bias, tranne il fatto che anche in questa immagine sono rappresentati di nuovo solo uomini. C’è da dire che, sulle quattro immagini generate dal nostro secondo prompt, una di queste rappresentava una figura femminile con aria divina in primo piano e da sola. Non abbiamo scelto l’immagine in questione perché non rappresentava la nostra idea di cultura digitale del futuro.
Per quanto riguarda il lato grafico abbiamo notato un caso di deficit della tecnologia AI, infatti non riesce ancora a creare delle mani veritiere. Hanno sembianze aliene e non rispecchiano l’anatomia umana. Inoltre, le persone sullo sfondo non sono rappresentate al meglio perché se si guarda attentamente l’uomo a sinistra ha tre gambe.













