Teste pelate e morti bagnate I La notte in cui furono convocati dall’assemblea, i fratelli I. potettero assistere allo spettacolo di una luna che – improvvisamente – da esser gialla catari...
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Teste pelate e morti bagnate I La notte in cui furono convocati dall’assemblea, i fratelli I. potettero assistere allo spettacolo di una luna che – improvvisamente – da esser gialla catari...
Teste pelate e morti bagnate I La notte in cui furono convocati dall’assemblea, i fratelli I. potettero assistere allo spettacolo di una luna che – improvvisamente – da esser gialla catari...
A BREVE IN LIBRERIA
FILM DI OGGI - 1 DICEMBRE 2015
16:30 Rete4 - I dannati e gli eroi (John Ford, 1960) 21 Iris - Il mucchio selvaggio (Sam Peckinpah, 1969) 0:20 Rete4 - Gli uccelli (Alfred Hitchcock, 1963) 0:50 RaiMovie - Introduzione all'antropologia (S.Imamura, 1966) 1:15 Rai4 - 13 Assassini (Takashi Miike, 2010) 2:00 Iris - L'aldilà - E tu vivrai nel terrore (Lucio Fulci, 1981) 3:15 RaiMovie - Il sorriso della iena (Silvio Amadio, 1972) 4:45 RaiMovie - Un racconto di Canterbury (Powell-Pressburger. 1944)
Carolina Invernizio e il dolce sapore dell’oscurità * Il 27 novembre 1916 ci lasciava Carolina Invernizio. Una scrittrice che a molti, probabilmente, poco dice. Ma un’autrice che, al contempo, meri...
Stanotte alle 2:00 su Rai Movie
#Bari - Oggi alle 18 da @LibreriaZaum ci sarà Renzo Paris... discuterò con lui del suo libro su Silone.
Soli nell’autunno che ci uccide a To...
È impossibile dire che razza di urlo sia il mio: è vero che è terribile - tanto da sfigurarmi i lineamenti rendendoli simili alle fauci di una bestia - ma è anche, in qualche modo, gioioso, tanto da ridurmi come un bambino. È un urlo fatto per invocare l’attenzione di qualcuno o il suo aiuto; ma anche, forse, per bestemmiarlo. È un urlo che vuol far sapere, in questo luogo disabitato, che io esisto, oppure, che non soltanto esisto, ma che so. È un urlo in cui in fondo all’ansia si sente qualche vile accento di speranza; oppure un urlo di certezza, assolutamente assurda, dietro a cui risuona, pura, la disperazione. Ad ogni modo questo è certo: che qualunque cosa questo mio urlo voglia significare, esso è destinato a durare oltre ogni possibile fine.
Pier Paolo Pasolini, Teorema, Garzanti, Milano 1968
Nella città di Bari esistono sedicenti promotori culturali che continuano a sguazzare in acque che non gli competono. Gente che non ha capito mai nulla di nulla, che conosce quattro cose e solo quelle quattro le modella in tutte le salse, peraltro sfociando in strafalcioni che assumono la forma di tragicomici tentativi di barzelletta. Gente che, dalla sera alla mattina, inizia a scrivere di musica, di cinema, di letteratura, così... come se stesse parlando del nuovo maglione comprato al mercato. Gente che poi, magari, va anche a ricoprire ruoli accademici, come se anche "studiosi" si diventasse per opera dello spirito santo. Gente che ha le spalle coperte ma che, in fin dei conti, è solo un vuoto contenitore da riempire di elogi ipocriti derivanti da altri soggetti incompetenti, In questa città, come spesso ho già detto, il nemico di chi vuol fare Cultura (C maiuscola) è duplice: da un lato la sempiterna ignoranza (e non nel senso latino, stavolta!) e dall'altro la cultura di potere, quella che dovrebbe solo vergognarsi di portare questo nome, ma che, appunto, ha c minuscola. Questa città sta morendo culturalmente, perché colpita, ferita, maltrattata da una falsa cultura. E spesso, ahinoi, non tutti hanno le armi per distinguere la diversa tipologia e il diverso spessore delle cose. Diceva Gramsci che la cultura non è solo avere molti libri ed essere intrisi di nozioni, bensì essere empatici verso il mondo circostante, non badare al proprio orticello, non rendere - aggiungo io - la cultura una prostituta da pagare per prestazioni. Spero che una riflessione si profili quanto prima.
Qualche giorno fa un'amica mi ha chiesto quali sono le mie 10 canzoni italiane preferite... la domanda è folle, la risposta forse ancor più... (tenendo conto che ci son autori come Fossati e Guccini dei quali adoro quasi tutto)... ma siccome la follia mi aggrada ci provo... ho deciso un pezzo per ogni artista, non sono in ordine di preferenza. E soprattutto sono 20 e non 10. Meglio di così non ce la fo!
1 - Lucio Dalla - Com'è profondo il mare 2 - Rino Gaetano - Sfiorivano le viole 3 - Francesco Guccini - Ballando con una sconosciuta 4 - Fabrizio De Andrè - Il testamento di Tito 5 - Francesco De Gregori - Atlantide 6 - Paolo Conte - Il treno va 7 - Ivano Fossati - Di tanto amore 8 - Claudio Lolli - Io ti racconto 9 - Franco Battiato - Nomadi 10 - Luigi Tenco - Se stasera sono qui
bonus:
11 - Gino Paoli - Senza fine 12 - Area - Hommage à Violette Nozières 13 - Ivan Graziani - Olanda 14 - Enzo Jannacci - Ci vuole orecchio 15 - Pino Daniele - Alleria 16 - Lucio Battisti - Aver paura d'innamorarsi troppo 17 - Edoardo Bennato - E' stata tua la colpa 18 - Pierangelo Bertoli - Certi momenti 19 - Antonello Venditti - L'uomo falco 20 - Domenico Modugno - Vecchio frack
La valle del peccato (in originale Vale Abraão) è un capolavoro filmico di oltre tre ore del 1993, girato dal recentemente scomparso Manoel de Oliveira, portoghese purosangue, cantore di Lisbona e del Portogallo tutto.Il film è tratto da un romanzo, precedente di due anni, della scrittrice portoghese Augustina Bessa-Luis, ma è – in sostanza – una r...
Nella discussione sui nuovi ritmi e i nuovi metri attuata negli anni \'20 da teorici e registi sovietici (Sklovskji, Eichenbaum, Ejzenstejn) si ricerca quel binomio che essi stessi definiscono una \tradizione musicale – poetica\, attuata sulla base di modelli naturalistici e realistici; non manca, inoltre, l\'attenzione manifestata verso il \mito r...
No, questa non vuole essere una riflessione sul naturalismo filmico scandinavo. Se così fosse non potrei tacere su quanto certa letteratura dei paesi nordici ha influito sul climax del cinema dei medesimi paesi. Lo spettatore colto ben sa che tante atmosfere mutuate da Strindberg e da Ibsen sono confluite nelle opere di Dreyer e Bergman (in fondo \...
La "speranza" di Dreyer che Bergman annulla
(di Giuseppe Ceddia)
Enter your text here ...Quentin Tarantino si permette il lusso di criticare tutto e tutti... compreso quel capolavoro che è \True detective\. Ora la domanda è un\'altra: questo potere il signor Tarantino se lo è creato da sé oppure a darglielo son stati tutti quegli spettatori incompetenti in materia di cinema (i cinefili... sic!) che guardano i su...
Il 28 settembre 1891 moriva Herman Melville, un gigante della letteratura. Moby dick dovrebbe essere la bibbia per qualunque lettore onnivoro, il romanzo col quale aggrapparsi alla vita, la rifless...
E niente, dice Mario Praz che, nella Gerusalemme del Tasso, la figura di Satana conserva un orripilante maschera medievale, simile a quella d'un guerriero nipponico; simile è il Satana de "La strage degli innocenti" di Marino, con un maggiore calco sull'aspetto grottesco del signore delle tenebre, "consapevole" di essere un angelo caduto. Di queste caratteristiche si nutre Lorenzo Lotto nel dipingere la sua "caduta di Lucifero" nel 1554. John Milton conosceva la traduzione dell'opera di Marino; la mestizia e la morte, il fascino del ribelle indomito del Satana miltoniano del Paradise Lost, quasi eroe romantico malato di byroniana disperazione d'amore, ha dunque la sua radice, la sua forma embrionale (ma neanche più di tanto) nella caratterizzazione che né danno Tasso e Marino.
(Cfr. M.Praz, La carne, la morte e il diavolo, p.55 e seg.).
(immagine) L.Lotto, La caduta di Lucifero