Se il primo libro di cui ho un ricordo fu Favole di Esopo (QUI), il mio primo libro me lo portò Babbo Natale nel dicembre in cui frequentavo la seconda elementare.
Non posso dimenticare la curiosità con cui piombai di corsa in cucina, appena sveglio, quella mattina del 25; fuori era sicuramente ancora buio e mi ricordo dentro un pigiamino felpato, bianco con disegnini colorati e con ai piedi dei calzerotti da letto; genitori e nonni erano lì vicino, pronti a godersi il momento dell'apertura del pacchetto.
La confezione la scartai probabilmente con la stessa precauzione e acribia con cui anche oggi compio questa operazione e ne saltò fuori un pesante Pinocchio, cartonato, con una copertina bianchissima e lucida, quasi metallizzata, sulla quale risplendeva, in nero, il titolo, emendato da una mano sapiente: sembrava davvero scritto a mano con una penna!
Vidi, pignolino, gli errori che ferivano la copertina e ricordo che spiegai (!) alla mamma, che si beava dell'espressione di meraviglia e gioia della mia faccia, che le correzioni le aveva fatte Babbo Natale in persona, prima di lasciarmi il libro, perché Pinocchio era un vero somaro.
Mamma non poteva ovviamente saperla, questa cosa, e io, già da piccolo, avevo cominciato a sdottorare.
Immagine: la stessa versione Salani di Pinocchio, con illustrazioni di Carlo Vitoli Russo, di cui si parla nel testo. Da ebay.