da piccola ero una bimba abbastanza grassa. Ok, nella mia classe ero la più grossa. non ero cattiva, ne ignorante, ne antipatica, ne chiusa in me stessa. ma ero ciccia.
e per questo venivo sempre presa in giro, dal primo giorno di scuola, e per 10 anni consecutivi.
tutto iniziava molto “innocente”: mi chiamavano “pasticciotto”, “bombolona”, alcuni compagni mi pizzicavano la pancia. ma dai, scherzavano.
io ero una bimba molto tranquilla, quindi non mi lamentavo, pensavo che “passerà”, o io dimagrisco, o loro smetteranno di essere scoccianti, o (quello che speravo di piu) arriverà qualcuno nuovo nella nostra classe, che sarà più grasso di me, e così il problema si toglie da mezzo.
ma non passava.
In scuola media una volta dimenticai il mio cappotto in classe, ed il giorno dopo lo trovai tutto bagnato, inzuppato in acqua sporca che si usava per lavare a terra. tutti mi guardavano, ed aspettavano cosa farò. ma io ero una bambina molto tranquilla, non ho detto nulla, e pensavo che passerà.
anche la volta, quando trovavo delle scritte offensive su di me sopra i muri della scuola - “passerà”, anche quando il mio nome non si ricordava più- ma ero per sempre “la chiatta” - “passerà”.
ecco, e così per 10 anni.
niente. sono cresciuta. sono dimagrita.
il tipo che mi prendeva in giro più di altri mi ha anche contattato e chiesto di uscire con lui.
soddisfatta ? magari. non proprio.
no.
cioe, non capisco perché.
ho 25 anni ed ancora non capisco come e perché nelle scuole esiste ancora il problema del bullismo, perché i genitori due mila anni dopo la nascita del Cristo, ancora non riescono a spiegare ai bambini che giudicare per l'aspetto fisico, problemi psicologici, o qualsiasi altra cosa - è male.
oggi dopo del fatto che è successo a Genova, mi sento delusa. delusa e molto triste. perche l'adolescenza è uno dei periodi più belli, ma per alcuni di noi, si trasforma in inferno.
e non deve mai succedere.
non devi mai avere paura di dire “no”.
#iononhopaura