A volte capitano incontri fortunati. Qualcuno che ci ricorda che abbiamo un cuore, quando noi invece avevamo deciso che potevamo farne a meno.
Susanna Casciani (via thehippygipsy)
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@creatura-ostinata
A volte capitano incontri fortunati. Qualcuno che ci ricorda che abbiamo un cuore, quando noi invece avevamo deciso che potevamo farne a meno.
Susanna Casciani (via thehippygipsy)
Promemoria: non sminuire i sentimenti degli altri e, se puoi, nemmeno i tuoi. Non sminuire i sentimenti in generale. Non dire mai, o non dire mai più “che vuoi che sia, non è niente” perché invece è sempre qualcosa e quel qualcosa può anche distruggere, può anche uccidere chi lo prova.
Susanna Casciani
“Non essere amati è una sofferenza grande, però non è la più grande. La più grande è non essere amato più. Nelle infatuazioni a senso unico l’oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe brutalmente il flusso di un’energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come un caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d’indefinito.”
Cosa farei se vedessi un uomo sul cornicione di un ponte con i piedi pronti al grande balzo? Jamie Harrington, dublinese di sedici anni, è salito sul ponte, si è seduto accanto all’aspirante suicida e gli ha gettato al collo solamente due parole: «Stai bene?». Per tutta risposta l’uomo si è messo a piangere. In tre quarti d’ora di monologo ha concentrato le miserie di una vita. (…) Si sono scambiati i numeri di telefono. A tre mesi da quella notte lo smartphone di Jamie ha suonato e lui ha subito riconosciuto la voce: «Stai bene? Sono state quelle due parole a salvarmi». «Com’è possibile che ti siano bastate due parole?», gli ha chiesto Jamie. «Immagina se per tutta la vita non te le avesse rivolte mai nessuno».
Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia, si dice omicidio per indicar l'assassinio di un uomo e di una donna. Nelle leggende che i maschi hanno inventato per spiegare la vita, la prima creatura non è una donna: è un uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai. Nei dipinti che adornano le loro chiese, Dio è un vecchio con la barba: mai una vecchia coi capelli bianchi. E tutti i loro eroi sono maschi: da quel Prometeo che scoprì il fuoco a quell'Icaro che tentò di volare, su fino a quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che la donna da cui fu partorito fosse un'incubatrice o una balia. Eppure, o proprio per questo, essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c'è un'intelligenza che urla d'essere ascoltata. Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. È solo un diritto fra tanti diritti. Faticherai tanto ad urlarlo. E spesso, quasi sempre, perderai. Ma non dovrai scoraggiarti. Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto. E per superare quel vuoto devi metterti in viaggio di nuovo, crearti nuovi scopi.
Lettera a un bambino mai nato, Oriana Fallaci (via neradimalasorte)
Devi lasciarmi lasciarti andare
Angèline
Stasera sono più triste del solito e ti vorrei qui per poterti vedere dormire tra le mie braccia, così da poter cacciar via ciò che mi tormenta
Tuttoinvano
- Scegli di restare con me, sceglimi ogni giorno e sarò la persona più felice del mondo.
Angèline (su @creatura-ostinata )
Ho così voglia di piangere. Ogni cosa mi colpisce come una lancia, mi ferisce. Mi sento brutta, antipatica, non brillante. Mi faccio schifo. E non sopporto più fare sempre le stesse cose, vedere le solite persone, parlare delle solite cose. Appena mi fermo e penso, ecco che inizio a piangere. Tutti mi dicono che è normale. È l’età, è un momento. E sì, dico, avete ragione. Ma non mi aiuta. Non mi fa star meglio. Dentro di me ho una voce che mi spinge a star bene, che urla ‘ridi’. E io lo faccio, lo faccio con cuore e lì in quel momento mi ride anche il cuore. Poi mi basta un attimo, una parola che mi rimanda nel buio. E crollo. Sono piena di chi mi dice che non sarà sempre così. Vorrei qualcuno che mi prendesse e mi portasse via. Una passeggiata, una boccata d’aria in centro con le luci di natale, una pizza di martedì, un viaggio improvvisato, una mostra, visitare tanto e visitare tutto. Non voglio chi mi dice che devo fare qualcosa e poi mi sta guardare, voglio chi combatta al mio fianco.
Angèline
Non tollero più l’idea di rimpicciolirmi per entrare nel cuore di qualcuno
litenorkan
Più che ostacoli da superare, c'è solo una cosa che devo fare: riuscire a vivere con questo involucro che è il mio corpo e che più sbagliato di così non potrebbe essere. E anche se ci riuscirò, nessuno penserà che ho compiuto qualcosa di importante. Nessuno si alzerà per applaudirmi commosso.
Haruki Murakami
Io sto attenta a non calpestare i fiori a non schiacciare le chiocciole a non pestare i piedi a nessuno a chiedere sempre permesso a dire sempre grazie io sto attenta, a sorridere a non crollare di fronte a chi non tollera il dolore a non dimenticare nessuno alle parole che uso io sto attenta e mi si spappola il cuore quando gli altri, distratti, non si accorgono se cado se arranco se muoio.
Susanna Casciani