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Sara Rinaldi
sono proprio una cogliona.
Stunning Miniature Landscape Paintings on Mint Tins
Colorado-based artist Heidi Annalise illustrates hypnotic landscapes inside mint tins, while showcasing the beauty of their color palette. The impressionist paintings highlight Annalise’s love for the outdoors. Find them in their Etsy shop.
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Non tocco cibo da qualche giorno e ciò per quanto possa sembrare controproducente, mi rende fiera di me stessa. Ho perso tre chili e non li riprenderò. Non doveva prendere il grasso della mia pancia e stringerlo, e io non avrei dovuto provare a guarire dato che questo mi ha portata a diventare solo peggio di quel che ero. La mia insegnante di danza mi dice di dimagrire, ancora. Spero di renderla fiera di me...
ma tu l'avresti pensato mai? guardare non il tuo riflesso, ma il panorama oltre il vetro tempo fa non riuscivi a vederlo.
Fate una cosa bella, ma bella davvero la prossima volta che dite una stronzata ammazzatevi da soli
per cosa?
A cosa serve amare qualcuno incondizionatamente da tutto? Amare senza essere amati. Amare e soffrire.. No. L'amore è gioia. Non è alzarsi un giorno con una fitta al petto, in ansia, con la paura di ciò che potrebbe accadere tra di voi. L'amore è quello che ti fa alzare dal letto e vivere la giornata in un giorno in cui vorresti solo sparire, ma non sparisci perché ami e sei amato. Sarò ingorda, egoista, forse priva di alcuni principi? Ma se amo devo sentirmi amata, sempre. Perché diciamoci la verità, non c'è nulla di bello nell'innamorarsi di qualcuno che non ti caga. Devo sentir che mi ama anche durante (e dopo) la più dura litigata, devo saper che c'è, e ci sarà anche l'indomani. Chi ti ama non cerca di tenerti a sé facendoti star male, incutendoti timore, paure, facendoti scherzi di cattivo gusto in una continuazione. Così mi rese sua schiava, proprio così. E io senza esser razionale neppure per mezzo minuto, reagivo d'impulso e così che cominciavano gli attacchi di panico. Non so neppur ben spiegare come mi sentissi, e perché continuavo quella specie di "relazione" seppur non ci stessi bene. Ho addirittura fatto credere a qualcuno che mi piacesse star male, pur di giustificarmi in qualche modo, ma non era così. Un anno. Esattamente un anno a sentirmi dire stronzate su stronzate, ad avere dinnanzi l'incoerenza fatta persona e continuare a crederle, a darle un'altra chance, un'altra ancora... Ho amato anche quando non ne potevo più. Quando mi diceva di voler qualcun altro e non me. Quando si trovava davanti a me con lei e con aria da quello che "adesso non sei niente per me" ,la baciava. Quando da un giorno all'altro fu capace di dirmi "non ti ho mai amata, sei stata un'esperienza". La chiama "esperienza" la nostra. E poi un secondo mi diceva "ti amo, non voglio perderti", e l'attimo dopo, ma sul serio,( qua stiamo parlando di veri e propri m-i-n-u-t-i) mi chiamava dicendomi quanto fossi troia e quanto gli facessi schifo, per cose che gli dicevano, a cui ovviamente credeva sempre, senza neppure chiedermi un confronto, un parere... Ero incredula, non potevo sul serio realizzare che le cose andassero come stavano andando. Le nostre vite sono state intrecciate, intricate nelle maniere più improbabili e assurde nel corso degli anni, e poi d'improvviso si separarono, cominciarono ad essere due vite parallele che continuarono a guardarsi per diverso tempo,ma non si incontrarono mai più. Col tempo la relazione con l'altra continuava, ed io ero incapace di dormire, di mangiare, anche solo di bere acqua. La notte fissavo il soffitto. La mattina, per far prendere nota a mia madre che fossi viva, provavo ad andar in cucina a prepararmi una camomilla: una domanda di più, ed erano lacrime. Non andai a scuola per un po'. E non c'era giorno in cui non gli scrivessi o non cercassi di avere contatti con lui. Gli chiesi almeno di restarmi amico. A vedermi con occhi estranei mi direi "che pena, addirittura?" Ma esserci dentro senza averlo vissuto è difficile, e capisco chi non è in grado di capire. Mi ha fatta sentire così sbagliata. Mi paragonava sempre a lei, ed io facevo sempre più schifo. Ricordo che una volta mentre parlavamo, scappò. Cominciò a correre, corse per il quartiere come un matto, non dimenticherò mai che dopo che corse così, io che da una settimana "vivevo" da vegetale, giustamente non riuscii a stargli dietro, e piangevo anche, avevo un viso con un' " espressione morta"-così diceva- le palpebre pesanti, le labbra violacee, gli angoli di bocca rotti, e gli occhi gonfi, rossi. Piangevo e mi meravigliavo di come mi uscissero ancora lacrime e di come avessi ancora la forza di farlo. Lo stavo ancora amando a quel punto, e lui, dopo esser scappato di corsa, va a dire alla polizia che son una pazza e devo esser accompagnata a casa, che avevo bisogno di un medico. Questa persona diceva di amarmi. Sapeva dei miei disturbi, sapeva della malattia, conosceva la mia fragilità. Sapeva cosa fare, non era un'incapace, di quelli impacciati che dinnanzi ad una situazione tragica non sanno che fare. Era il mio migliore amico, prima di esser il mio ragazzo. Era la mia medicina. Era il sole che sbucava dietro a quel nuvolone nero ogni giorno, e ci si piazzava davanti per non farmelo più vedere. Era la mia gioia, ogni cosa brutta la rendeva meno brutta, le cose belle le rendeva ancor migliori, e le cose perfette lo diventavano solo in sua presenza. M'innamorai di lui per tante cose, cose che non so più che fine abbiano fatto. Affermava la sua forza avvalendosi delle mie debolezze. Mi consolava anche dopo uno schiaffo di mia madre, cominciò a tirarmeli lui, mi strattonava, mi stringeva con prepotenza il polso, il fianco, o il collo della maglia, e ogni sera ripeteva "devi aver paura di me, ti faccio male" e io sminuivo la cosa, lo tranquillizzavo, e gli dicevo che non mi sarei allontanata, e infatti non lo feci. Continuai ad amarlo. Continuai ad amarlo nonostante che in tutto quel che lui mi desse non c' era la minima ombra di una briciola d'amore. Tornò svariate volte, dopo aver scambiato svariate donne. "Il mio amore sei tu". "Nelle altre cerco te e tu non sei le altre, non mi bastano". Ogni volta ci ricascavo, ed ogni volta si riavvolgeva il nastro dell'inferno e andava in diretta. Continuo ad amarlo, ma mi ha distrutta. Io non voglio più amarlo. Voglio amare me, e vorrei poter essere capace di amare qualcun altro, ma mi sento totalmente priva di questa capacità. Mi ha convinta di non meritarlo. "mi piaceva scoparti e basta", e quel giorno riattaccai e mi accasciai su una qualsiasi panchina per strada, nei miei panni bagnati, e piansi in un rumoroso silenzio.
Ma là dove c'è il pericolo, cresce anche ciò che salva.